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Il 'processo Ruby' resta a Milano

Respinta l'eccezione della difesa del premier sul trasferimento del procedimento al Tribunale dei Ministri e al Tribunale di Monza

18 luglio 2011

Né il Tribunale dei Ministri, né l'autorità giudiziaria di Monza. I giudici milanesi del processo Ruby, dove imputato è Silvio Berlusconi, che risponde di concussione e prostituzione minorile, hanno bocciato la richiesta sollevata dai difensori del premier di spostare la causa al Tribunale dei Ministri e al Tribunale di Monza per competenza territoriale.
In una lunga ordinanza i giudici hanno sottolineato "la propria competenza funzionale" nel giudizio e hanno bocciato la tesi difensiva "che avrebbe voluto sovrapporre la qualità e la funzione". Quindi, dopo avere ricordato le modalità dei fatti contestati al premier riguardo al reato di concussione aggravato dal fatto di avere agito "per coprire la prostituzione della minore e salvaguardare la prorpia immagine", i giudici hanno sottolineato come l'utilità raggiunta con la condotta concussiva è stata quella di essere riuscito "a fare rilasciare, la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, la minore Karima al consigliere regionale Nicole Minetti". Per questo la competenza territoriale al giudizio si radica, secondo i giudici, a Milano. Poco importa se il reato di prostituzione minorile sarebbe stato commesso ad Arcore, sotto la giurisdizione monzese. La seconda contestazione, infatti, relativa appunto alla presunta prostituzione di Karima, viene 'attratta' dal reato più grave, cioe' la concussione i cui 'benefici' si sono concretizzati a Milano.

Intanto oggi, Silvio Berlusconi non parteciperà all'udienza del processo in cui è imputato per la presunta corruzione dell'avvocato inglese David Mills. La notizia è stata data da uno dei legali del premier, Piero Longo. Sabato i difensori del presidente del Consiglio avevano garantito che oggi il loro assistito sarebbe stato in aula per ascoltare alcuni testimoni sentiti per rogatoria dalla Svizzera. A far saltare la presenza di Berlusconi, l'appuntamento in agenda per metà mattina con il presidente della Repubblica al Quirinale.
Quello del processo Mills non è l'unico appuntamento giudiziario della giornata per il premier. In programma, infatti, anche l'udienza del processo sul caso Ruby, con le tre componenti del collegio giudicante della quarta sezione penale che dovranno pronunciarsi sulle 16 eccezioni presentate dai legali del Cavaliere, Niccolò Ghedini e Piero Longo. La presenza di Berlusconi a questa udienza era stata esclusa già nei giorni scorsi.

E Ruby Rubacuori cambia di nuovo avvocato - Dopo Luca Giuliante, Massimo Dinoia, Paola Boccardi ed Egidio Verzini, Karima El Mahroug torna al legale donna che la segue da febbraio. La giovane marocchina, parte offesa nel processo a carico di Silvio Berlusconi, ha dunque lasciato l’avvocato Egidio Verzini, che la assisteva da alcune settimane, ed è tornata a farsi rappresentare dal suo precedente legale, l’avvocato Paola Boccardi. Prima di loro a occuparsi di Ruby erano stati Giuliante, ex tesoriere del Pdl Lombardo, nonché ex difensore di Lele Mora – anche lui imputato nel Rubygate per induzione alla prostituzione anche della ragazza quando era minorenne - e il noto penalista Massimo Dinoia che, dopo aver trovato il suo nome associato a un presunto passaggio di denaro in un appunto sequestrato a casa di Ruby, immediatamente ha rinunciato al mandato.
A comunicare la 'rottura' è stato lo stesso avvocato Verzini, del Foro di Verona, il quale ha spiegato che "non essendo state condivise dalla cliente le impostazioni e le modalità difensive proposte è venuto meno il rapporto di fiducia con conseguente interruzione del mandato". Ruby, ha aggiunto il legale, "si è quindi rivolta nuovamente alla collega Paola Boccardi".
Karima-Ruby alcune settimane fa, dopo l’inizio del processo al premier, aveva lasciato proprio l’avvocato Boccardi (a cui si era rivolta a febbraio), del foro di Milano, e si era rivolta a Verzini. Nelle ultime udienze del processo al premier e in quelle del procedimento a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, l’avvocato Verzini, a chi gli chiedeva se Ruby si sarebbe costituita parte civile per chiedere i danni, aveva sempre risposto con dei "vedremo, stiamo valutando". E proprio per comunicare alcune novità sulla "strategia processuale", il legale e la ragazza avevano organizzato una conferenza stampa che avrebbe dovuto tenersi a Illasi (Verona), venerdì prossimo 22 luglio. Conferenza che, a questo punto, non si terrà più.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Repubblica.it, Corriere.it]

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18 luglio 2011
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