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Il rapitore e assassino del giornalista Enzo Baldoni collabora adesso con le forze americane in Iraq?

24 novembre 2007

Ha incontrato il comandante della Forze Usa in Iraq, il generale David Petraeus, e il vice premier iracheno Bahram Saleh. Con loro è stato intervistato e fotografato. Stiamo parlando di Abu Al Abed, proclamatosi capo dell'Esercito islamico e intervistato dal quotidiano panarabo al-Hayat.
Secondo l'agenzia di stampa Apcom, l'Esercito islamico sarebbe il gruppo che ha rapito e ucciso in Iraq il reporter italiano Enzo Baldoni il 26 agosto del 2004. Secondo l'Adnkronos invece, si tratterebbe di un gruppo diverso. A sequestrare Baldoni fu - secondo l'AdnKronos - un gruppo jihadista che ha posizioni di tipo salafite.
La foto, pubblicata due giorni fa dal quotidiano panarabo, ritrae Abu Al Abed seduto intorno a un tavolo di fronte il generale Petraeus circondato da un gruppo di militari suoi collaboratori, in quel che appare un vero e proprio incontro ufficiale.

Il quotidiano arabo, edito a Londra, ha scritto che Al Abed è iracheno ed il suo vero nome è Saad Erebi al Ubaidy, ed oggi sarebbe il leader di un organizzazione chiamata ''Rinascita dei Cavallieri della Mesopotamia'' alleatasi con le forze Usa per sconfiggere al Qaida nella capitale irachena Baghdad. Il titolo dell'articolo pubblicato in prima pagina recita: ''Abu al Abed, da ex ufficiale dell'Esercito iracheno a capo dei Mujahiddin dell'Esercito Islamico ma poi come alleato delle forze Usa è riuscito a tenere sotto controllo la sicurezza nei quartieri sunniti di Baghdad''.
Nella lunga intervista al Ubaidy/Al Abed spiega che l'alleanza con le forze Usa ''è stata imposta dai fatti'', dopo che ''al Qaida è divenuto il principale nemico degli iracheni'' e che egli, assieme ai suoi, hanno combattuto contro gli Usa ''con onore'', ma ''oggi - ha precisato - siamo impegnati con loro (gli americani, ndr) in accordi di sicurezza validi per tre mesi rinnovabili''.
Secondo il foglio arabo, i suoi combattenti presenti in vari quartieri sunniti della capitale ''provengono in gran parte dalle file dell'Esercito isalmico''. La sua nuova formazione combattente conterebbe su circa 900 elementi, in prevalenza giovani. I miliziani ricevono uno stipendio mensile direttamente dalle forze Usa. Ma le forze Usa, secondo quanto racconta l'ex guardia repubblicana di Saddam Hussein, ''non si limitano a dare i soldi, ma ci offrono sostegno logistico, armi moderne oltre a aiutarsi durante gli scontri con i qaidisti''.

Confermata, dunque, la collaborazione con gli Stati Uniti, per noi italiani resta la domanda se questi gruppi siano stati implicati nel rapimento e l'uccisione di Enzo Baldoni, il cui corpo non è mai stato restituito alla famiglia.
L'esecutivo di Information Safety and Freedom, l'associazione per la libertà di stampa nel mondo, ha rivolto un lungo e argomentato appello al pool antiterrorismo della Procura di Roma, coordinato dal sostituto procuratore Franco Ionta: ''Invitiamo formalmente la magistratura italiana a richiedere l'arresto di Saad Erebi al Ubaidi, il terrorista irakeno che rivendicò l'assassinio di Enzo Baldoni [...] Il rapimento e l'omicidio del collega Baldoni - si legge nell'appello - hanno già registrato numerosi atteggiamenti di sottovalutazione e di imbarazzante disimpegno da parte delle autorità italiane. Si è arrivati persino a consegnare alla famiglia dei presunti resti mortali di Enzo, rivelatisi poi estranei. Oggi, il giornale arabo Al Haiat, pubblica una foto di Saad Erebi al Ubaidy che nell'agosto del 2004 era a capo dell'Esercito Islamico che attuò e rivendicò l'assassinio di Baldoni, seduto accanto al comandante delle Forze Usa in Iraq, il generale David Petraeus e il vice premier iracheno Bahram Saleh. Con il nome di Abu al Abed, oggi l'ex terrorista guida l'organizzazione chiamata ''Rinascita dei Cavalieri della Mesopotamia'' e si dichiara alleato degli statunitensi''.

''Riteniamo - continua la nota dell'Information Safety and Freedom - che sia un preciso obbligo di legge per la magistratura italiana emettere un mandato d'arresto per l'omicida di Enzo e, per il Governo Italiano, pretendere dal Governo Irakeno e dall'esercito Usa la sua consegna immediata''. ''Ci auguriamo - conclude la nota di Isf - che non si ripeta la vergogna della vicenda del collega Antonio Russo, assassinato nel 2000 nella Federazione Russa, o della collega Ilaria Alpi, uccisa assieme a Milan Hrovatin a Mogadiscio il 20 marzo del 1994, per non parlare del caso di Nicola Calipari e Giuliana Sgrena, nel quale il marine reo confesso è stato negato alla giustizia italiana. Uno Stato che non difende i propri cittadini non ha dignità''.

- ''Enzo Baldoni è stato ucciso'' (Guidasicilia.it del 27 agosto 2004)

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24 novembre 2007
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