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Il sequestro dell'ingegnere Mario Belluomo

Secondo Mosca sarebbe stato chiesto un riscatto per l'italiano e i due russi sequestrati in Siria

18 dicembre 2012

Mosca ha annunciato che è stato chiesto un riscatto per i due russi e l'italiano Mario Belluomo rapiti in Siria, come condizione per la loro liberazione. È stato il ministero degli Esteri di Mosca a rivelarlo, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa russe. I due russi si chiamano V.V.Gorelov e Abdessattar Hassoun. Quest'ultimo ha anche la cittadinanza siriana. Tutti e tre i rapiti sono dipendenti dell'industria siderurgica di Hmisho.
Nel frattempo Mosca ha inviato un gruppo di navi da guerra della Flotta del Baltico e navi di supporto verso la costa siriana. "La nave Yaroslav il Saggio, i grandi incrociatori d'assalto Kaliningrad e Alexander Shabalin, una petroliera e un rimorchiatore" tutti di base a Baltiisk "si stanno dirigendo verso la costa siriana per contribuire a una possibile evacuazione dei cittadini russi", ha detto una fonte russa da Baltiisk. "Il comando non ha fissato alcun termine per il ritorno a Baltiisk: dipenderà dalla situazione in Siria. Alcune delle navi potrebbero trasportare i cittadini russi evacuati ai porti sul Mar Nero".
Gli uomini sono stati rapiti in circostanze ancora tutte da chiarire in quella che è considerata la regione più sicura della Siria sconvolta dalla guerra civile.

L'ingegnere catanese Mario Belluomo, 63 anni, da mesi al lavoro nella zona costiera di Latakia, è scomparso da giorni ma la notizia è stata diffusa dai media e confermata dalla Farnesina solo lunedì. Le autorità di Damasco non si sono ancora espresse.
Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha sottolineato di seguire personalmente il caso tramite l'Unità di Crisi e ha assicurato che "l'incolumità del connazionale è la nostra priorità assoluta", ma anche che "è indispensabile tenere il massimo riserbo". Una richiesta in linea con quella dei familiari di Belluomo, che hanno chiesto di rispettare il silenzio stampa.
"Grande solidarietà per il nostro concittadino, Mario Belluomo, e per la sua famiglia" è stata espressa dal sindaco di Gravina di Catania, Domenico Rapisarda. "Conosco personalmente l'ingegnere Belluomo, persona dagli alti valori morali. Confido nell'azione della nostra ambasciata e delle istituzioni diplomatiche - ha detto ancora il sindaco - affinché possano intervenire con immediatezza ed efficacia per poter dare un contributo risolutivo a questo tragico episodio".
Mario Belluomo era arrivato nel Paese l'estate scorsa. Da mesi lavorava, secondo le scarne informazioni disponibili, ad uno degli impianti siderurgici della Hmisho, azienda leader del settore dell'acciaieria che fa parte dell'omonimo gruppo industriale che a sua volta ha rapporti con la Saipa, l'azienda iraniana che produce auto in Siria.

La provincia di Tartus, zona del rapimento, è abitata in larga parte da cristiani e da alawiti, la minoranza sciita a cui appartiene la famiglia Assad. E lungo l'autostrada costiera Tartus-Latakia non si registrano da oltre un anno agguati o altri episodi di violenza, appunto perché‚ la regione in larga parte solidale con il regime. La fitta presenza di soldati e miliziani lealisti, noti come shabbiha, assicura un controllo quasi totale in un territorio dove i ribelli - definiti "terroristi" dai media ufficiali - non avrebbero possibilità di penetrare e di operare.
Ma non è la prima volta che italiani vengono sequestrati in Siria dall'inizio delle violenze: il 18 luglio scorso due tecnici - Oriano Catari (64 anni) e Domenico Tedeschi (36) - erano stati catturati vicino Damasco da uomini armati mai identificati e sono stati rilasciati una decina di giorni dopo. Una vicenda sulla quale sono rimasti diversi punti oscuri.
Con il sequestro di Belluomo sale inoltre a due il numero dei connazionali nelle mani di rapitori all'estero, dopo che lo scorso 19 gennaio il cooperante Giovanni Lo Porto, siciliano anche lui, di Palermo, è finito nelle mani di un gruppo talebano pakistano.

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Corriere.it]

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18 dicembre 2012
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