Il silenzio del "mostro di Cassibile"

Giuseppe Raeli, sotto consiglio del proprio difensore, si è avvalso della facoltà di non rispondere

03 dicembre 2010

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Giuseppe Raeli, il pensionato di 69 anni arrestato lunedì scorso dai carabinieri con l'accusa di essere il "mostro di Cassibile".
L'interrogatorio è durato una quindicina di minuti, giusto il tempo necessario al gip Vincenzo Panebianco di effettuare la formale contestazione all'uomo dei cinque delitti e dei quattro tentativi di omicidio dei quali viene considerato l'autore. Una serie di delitti dietro la quale, secondo inquirenti e investigatori, vi sarebbe stato esclusivamente un movente di interesse economico a volte rappresentato da piccoli crediti, anche di solo alcune centinaia di euro, vantati nei confronti delle vittime per dei lavori che lo stesso Raeli aveva svolto su loro incarico.
All'interrogatorio oltre al gip hanno preso parte anche i sostituti procuratori della Repubblica Antonio Nicastro e Claudia D'Alitto e il difensore dell'arrestato, Giambattista Rizza. A quest'ultimo, che nei giorni scorsi si era visto respingere la richiesta di posticipare di 24 ore l'interrogatorio di questa mattina in modo tale che cessasse nel frattempo il regime di isolamento di Raeli, il gip con il parere positivo del pm ha dato la possibilità di un breve colloquio di 15 minuti con il suo assistito prima dell'interrogatorio.

Giuseppe Raeli, il presunto mostro di Cassibile, era pronto ieri mattina a raccontare ai magistrati la sua verità proclamandosi innocente ma poi si è avvalso della facoltà di non rispondere obbedendo ad una precisa strategia difensiva. Lo ha rivelato l'avvocato Rizza, il legale dell'uomo a conclusione dell'interrogatorio. "Ritengo che chiunque sia chiamato a rispondere di accuse così gravi non può andare all'impronta, abbia bisogno prima di consultarsi a dovere con il proprio difensore - ha spiegato l'avvocato Rizza - A questo punto quel che potevamo dire qui lo diremo, in maniera più compiuta, davanti al Tribunale della Libertà. Il giudice ha contestato questi fatti, ma c'é qualcosa che lascia pensare che nemmeno la Procura sia in fin dei conti convinta di avere in mano prove certe". "Ci sono indizi - ha aggiunto - ci sono tre bossoli da andare a verificare se siano di pertinenza dell'indagato perché questi bossoli sarebbero stati sparati dal fucile con il quale sono stati compiuti i delitti. Il fucile però non è stato mai trovato. Per tre giorni è stato cercato nella villa di Raeli con tutti i mezzi, dal cane al metal detector sino al georadar per guardare sino a dieci metri sotto terra, ma non è stato trovato nulla. Questo ci conforta non per il fatto tecnico in se stesso in quanto manca la prova, ma perché depone nel senso che ci troviamo in presenza di una persona innocente, che è estranea".
Il legale ha anche detto che "nel breve colloquio concessomi prima dell'interrogatorio ho trovato Giuseppe Raeli sereno. Il suo unico cruccio, il suo vero pensiero è per la famiglia: la moglie, la figlia, i nipotini. Ha voluto sapere come stanno, l'abbiamo rassicurato ed alla fine mi è sembrato disteso. Anche il fatto che già questa mattina fosse pronto a parlare, a raccontare, a spiegare, depone a nostro avviso nel senso della sua innocenza". Oltre ad annunciare il ricorso al Tribunale del Riesame l'avvocato Giambattista Rizza ha anche spiegato che "sarà ora importante che come difesa ci dotiamo di un ottimo perito balistico, considerato che la Procura in questa indagine ha schierato davvero l'eccellenza del Paese, che ci possa aiutare nel riesame degli elaborati dell'Accusa".

"Noi dal canto nostro continuiamo ad indagare ed a lavorare". E' stato questo l'unico commento del sostituto procuratore Antonio Nicastro lasciando l'aula. L'interrogatorio si è svolto in una saletta degli uffici del gip di Siracusa in un'area che era stata interdetta a cronisti e telecamere. L'indagato è stato condotto nella saletta per l'interrogatorio attraverso un percorso alternativo a quelli principali, e per la stessa strada è stato riaccompagnato dalla polizia penitenziaria nel cellulare con il quale è stato riportato nel carcere siracusano di Cavadonna, dove si trova rinchiuso da lunedì scorso. "Raeli ha ascoltato la lettura dei capi di imputazione a suo carico - ha detto Nicastro - e quindi ha dichiarato di volersi avvalere della facoltà di non rispondere. Tutto qui". [ANSA]

- Una persona rancorosa, vendicativa e attaccata alla "robba" (Guidasicilia.it, 30/11/10)

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03 dicembre 2010

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