Il sindaco di Lampedusa ha incontrato il ministro dell'Interno

Bernardino De Rubeis: "In 10 giorni riusciremo a trasferire tutti gli immigrati. Da Maroni abbiamo avuto rassicurazioni"

17 febbraio 2011

Quarta notte senza sbarchi di immigrati sull'isola di Lampedusa, dopo l'ondata di arrivi fino a domenica sera. Da oltre ottanta ore non si registrano avvistamenti di barconi pieni di immigrati, come era invece accaduto fino alla sera di domenica. Ma non si hanno ancora notizie del barcone di 45 metri di cui si sarebbero perse le tracce da ieri intorno a mezzogiorno. Due velivoli si sono levati in volo ieri, uno della Guardia di Finanza e l'altro della Guardia costiera, per cercare di individuare la barca con gli immigrati, ma fino a ottanta miglia di distanza non si hanno avuto notizie. La Capitaneria di porto ha anche inviato una informativa alle navi in transito affinché possano avvertire la Guardia costiera se dovessero vedere il grosso natante. Anche se non si esclude che il barcone, considerate anche le pessime condizioni del tempo, possa essere tornato indietro in Tunisia. "Non ne abbiamo notizie", si sono limitati a dire questa mattina dalla Sala operativa della Capitaneria di porto di Palermo.

Il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, ha incontrato oggi al Viminale il ministro dell'Interno Roberto Maroni per un esame della situazione dopo gli sbarchi di massa: "Il ministro mi ha detto che in una decina di giorni riuscirà a trasferire gli immigrati. Da Maroni abbiamo avuto rassicurazioni sui trasferimenti". "Abbiamo chiesto immediati trasferimenti da Lampedusa verso la terraferma e il ministro - ha detto De Rubeis - mi ha già comunicato che due voli sono già a Lampedusa per trasferire 200 immigrati. Si sta aprendo inoltre il 'villaggio della solidarietà' di Mineo dove andranno i richiedenti asilo. Per quanto riguarda i 'Car' che si renderanno liberi, ospiteranno i tunisini che sono attualmente a Lampedusa e quelli che potrebbero arrivare nei prossimi giorni".

Il vicesindaco dell'isola, Angela Maraventano, senatrice della Lega, presente all'incontro con Maroni, conferma all'Adnkronos: "Gran parte degli immigrati tunisini che si trovano al momento al centro d'accoglienza di Lampedusa verrà trasferita già la prossima settimana nel residence di Mineo, nel catanese, visitato nei giorni scorsi dal premier Berlusconi e dal ministro Maroni". "L'incontro ha prodotto ottimi risultati - ha detto ancora la Maraventano - entro la prossima settimana, già da mercoledì, riusciremo a svuotare buona parte del centro d'accoglienza di Lampedusa". "In questi giorni si dovrà capire chi avrà lo status di rifugiato politico - ha detto ancora - e poi verranno portati nel villaggio di Mineo. In questo modo riusciremo a riportare l'isola alla normalità".

Il direttore del centro di accoglienza di Lampedusa, Cono Galipò, che oggi ha aperto per pochi minuti le porte del centro ai giornalisti, ha assicurato: "La situazione al centro di accoglienza di Lampedusa è tranquilla, gli immigrati tunisini presenti, 1.740 in tutto, aspettano il loro turno per essere trasferiti in altri centri italiani". "Considerate le difficoltà e le condizioni di emergenza, la situazione è abbastanza tranquilla - ha proseguito Galipò - certo, non stiamo parlando in un albergo a cinque stelle, quindi bisogna adattarsi alle condizioni".
Qualcuno vocifera che alcuni tunisini vorrebbero iniziare uno sciopero della fame, ma il direttore del centro risponde: "Non ci risulta, fino a questa mattina tutti gli immigrati presenti qui hanno fatto regolarmente colazione". "Complessivamente i posti letto disponibili in questo centro sono 850 - ha detto ancora Galipò - ma considerate le condizioni di emergenza ce ne sono al momento 1.740 che abbiamo sistemato nei luoghi in cui è possibile metterli. Grazie anche alle forze dell'ordine che ci danno una mano". Certo le condizioni igienico-sanitarie sono carenti, i bagni sporchi e molti materassini di gommapiuma dove gli immigrati trascorrono la notte gettati a terra. Quando vedono passare i giornalisti applaudono e dicono 'Grazie! Viva l'Italia'.

Intanto, sette lampedusani sono stati denunciati per furto aggravato all'autorità giudiziaria per avere derubato alcuni dei barconi di immigrati sbarcati nei giorni scorsi sull'isola e sequestrati. Ieri la Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta dopo avere visionato alcuni filmati che ritraevano i lampedusani mentre rubavano strumentazioni di bordo o altri oggetti dalle barche. In queste ore sono stati tutti identificati e denunciati dai carabinieri della locale stazione alla Procura di Agrigento. Sono una decina i barconi sequestrati e sistemati accanto al campo sportivo di Lampedusa nei pressi del porticciolo. I ladri hanno portato via anche timoni, gps, eliche, per estrarre il bronzo, ed altri oggetti. [Adnkronos/Ing]

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17 febbraio 2011

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