Il Sud come regno della ''doppia fila''. ''Purtroppo a volte è necessario... perché non si trova parcheggio''

07 giugno 2007

E' esperienza di tutti incontrare giornalmente auto o un furgoni parcheggiati in seconda fila che intralciano il traffico. Questa cattiva abitudine è molto diffusa nelle grandi città e in molte regioni italiane. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio Audimob, il 54,4% degli italiani durante i propri spostamenti abituali si imbatte sistematicamente in veicoli che sostano in doppia fila. Ma la percentuale è molto più alta nelle regioni del Sud: 81,1% in Campania, 76,9% in Sicilia, 73,3% in Puglia. Va meglio in Basilicata (55,6%) e soprattutto in diverse regioni del Centro-Nord, ma non nel Lazio, dove il problema è denunciato da quasi il 75% degli intervistati.
La palma della correttezza, rispetto a questo comportamento di guida, è da assegnare con largo margine a chi vive in Trentino-Alto Adige; qui solo l'8,5% dei cittadini lamenta il parcheggio selvaggio in doppia fila.

Nelle grandi aree urbane, si sa, il problema dell'ingombro stradale prodotto dalle auto in seconda, o terza, fila è drammatico. In effetti ben l'83,5% degli intervistati delle città con oltre 250.000 abitanti conferma di essere abitualmente intralciato da veicoli che sostano di fatto in mezzo alla strada.
E' un'emergenza diffusa anche nei centri di media dimensione - la denuncia il 65% di chi vive in centri tra 50 mila e 250 mila abitanti -, mentre decisamente più contenuta risulta essere nei piccoli paesi (37,5% nei comuni con meno di 5.000 abitanti). Si lascia la macchina in doppia fila perché mancano i parcheggi o perché c'è poca voglia di portarla ''un po' più in là''.
Quale che ne sia la ragione, è un'abitudine non solo scorretta verso i concittadini (aumenta la congestione) ma anche illecita. Tuttavia, nella percezione degli italiani è un comportamento che si sta progressivamente spostando dall'area dell'"illegalità" a quella della ''legalità''. Infatti, un buon terzo degli intervistati è d'accordo con l'affermazione, sostanzialmente assolutoria nella sua (voluta) ambiguità: ''A volte è necessario lasciare la macchina in doppia fila solo per pochi minuti perché non si trova parcheggio''.
La quota più alta di chi sembra voler giustificare un comportamento di guida illecito e altamente dannoso per la mobilità cittadina si registra nel Lazio (quasi il 45% degli intervistati è d'accordo), seguito dalla Basilicata (40,8%) e dalla Sicilia (39,4%). All'opposto, in Valle d'Aosta e in Veneto solo il 25% dei cittadini mostra una certa indulgenza verso la sosta in doppia fila.

D'altra parte, i controlli della polizia municipale non aiutano più di tanto, almeno in alcune regioni, a scoraggiare le infrazioni del codice in particolare rispetto ai parcheggi selvaggi. Infatti, solo per il 12,6% degli italiani i controlli dei vigili urbani sono ''molto'' efficaci e per un altro 34,2% ''abbastanza'' efficaci. Di converso, il 36% degli intervistati riconosce poca incisività all'azione punitiva della polizia municipale ed il restante 17,3% addirittura nessuna efficacia. Se il dato generale tutto sommato ''spacca la mela a metà'' tra valutazioni di efficacia positive e negative, l'articolazione regionale evidenzia diffuse aree di criticità.
Di nuovo è in tutto il Sud e nel Lazio dove si reputano meno incisivi i controlli dei vigili urbani: in Campania solo il 30% degli intervistati assegna una qualche efficacia alle azioni di contrasto della polizia municipale; in Sicilia siamo appena sopra, al 33,4% e nel Lazio al 34,9%.
Molto più convinti dell'efficacia del controllo dei vigili urbani sono invece i cittadini del Trentino Alto Adige (75%), della Valle d'Aosta (67,5%) e del Veneto (63,5%). Infine, altissima è la sfiducia sull'efficacia dei controlli dei vigili nelle grandi aree urbane: la esprimono 7 cittadini su 10.

In sostanza, sembra confermarsi il pericoloso consolidarsi di un circolo vizioso tra carenza di infrastrutture ''dedicate'' (parcheggi), diffusione di un comportamento illegale di guida (sosta in doppia fila), debolezza delle azioni di contrasto e deterrenza (controlli e multe) e percezione di legalità del comportamento stesso (''a volte è necessario lasciare la macchina in doppia fila'').
Se si vuole promuovere un modello di mobilità sostenibile per le nostre città, con meno macchine e più mezzi pubblici, è urgente rompere questo circolo vizioso recuperando spazio e fluidità di traffico, soprattutto a vantaggio del trasporto collettivo. In questo senso, oltre che per ragioni di puro civismo, è largamente preferibile assicurare la certezza del rispetto delle regole sanzionando in modo sistematico i comportamenti illeciti, piuttosto che moltiplicare i parcheggi attirando sempre più auto in contesti urbani già congestionati e sovraccarichi di ''quattro ruote''.

Fonte: La Sicilia

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07 giugno 2007

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