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Il Tar ha sospeso le trivellazioni a Vittoria (RG)

La Panther Eureka difenderà in ogno modo i propri interessi

29 aprile 2008

Sabato scorso, nel giorno in cui il sindaco di Vittoria (RG), Giuseppe Nicosia, stava per annunciare iniziative eclatanti di protesta (come l'occupazione del cantiere) contro l'installazione delle trivelle per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi a poche centinaia di metri dalla più importante falda acquifera del territorio, il Tribunale amministrativo di Catania ha notificato al Comune di Vittoria la sospensione delle autorizzazioni rilasciate dalla Regione alla Panther Eureka.
La prima sezione del Tar ha, infatti, accolto i ricorsi presentati dal Comune ragusano, ritenendo sussistenti gravi pericoli di inquinamento e depauperamento della falda acquifera. La prossima settimana, giovedì 8 maggio, sarà assunta una decisione di merito in un'udienza collegiale.

"E' un primo risultato importante che ci viene dall'autorità giudiziaria - ha detto il sindaco Nicosia - ora ci aspettiamo che la stessa sensibilità abbiano le istituzioni che non possono consentire che il territorio venga inquinato e devastato, con rischi gravissimi per la risorsa più importante per la vita di una comunità come l'acqua. Siamo soddisfatti, ma non ci facciamo illusioni e continuiamo nella mobilitazione".

Ieri, nella sede della Provincia regionale di Ragusa, si è tenuta una conferenza di servizio a cui hanno preso parte tecnici del genico civile, dell'Arpa e dell'Ausl che hanno espresso forti preoccupazioni sui rischi per la falda acquifera da cui proviene il 70% dell'acqua della città di Vittoria. Domani, invece, giorno in cui in mancanza della sospensiva del tar avrebbe avuto inizio l'occupazione del cantiere, è prevista una manifestazione alla quale hanno aderito il sindaco di Noto e diversi sindaci iblei, parlamentari, sindacati, associazioni ambientaliste e di impegno civico. Un telegramma di adesione è pervenuto anche da circa cinquanta operai dell'Eni in servizio a Gela

Ed è stata dura la repilica della Panther Eureka, in seguito a quanto accaduto: "Le concessione, che la Panther ha ottenuto, hanno superato tutti i livelli di controllo con un iter durato, nel caso del sito di Serra Grande, nel territorio di Ragusa, oltre 12 mesi durante i quali sono stati coinvolti tutti gli organismi tecnici della regione che, con enorme attenzione vista la delicatezza del caso, hanno esaminato sia i progetti che le condizioni del territorio.
E' bene ricordare che la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) è stata ottenuta dal competente assessorato regionale nel mese di novembre dello scorso anno e, da quella data, nessun ente locale ha mai avanzato alcuna perplessità proprio per la assoluta qualità del progetto che ripetiamo non è inquinante ne reca pericolo per le falde acquifere come tra l'altro impone il dispositivo della regione.

Il sindaco di Vittoria, probabilmente perché preso da ben più importanti vicende politiche, in tutti questi mesi, non ha detto una parola su questo problema e solo ora, quando sono trascorsi tutti i termini legali entro i quali era possibile fare ogni tipo di ricorso, ha deciso di intervenire senza neanche ascoltare i risultati della conferenza di servizio indetta per lunedi 28 aprile presso la Provincia Regionale di Ragusa. Riteniamo che questo atteggiamento non sia, come dice il sindaco, una lotta per la difesa dell'acqua di Vittoria, per la quale la Panther ha assicurato di mettere in campo tutti gli accorgimenti dettati dalla legge, ma un vero è proprio attacco mediatico nei confronti di aziende italiane e straniere che hanno deciso di investire in Sicilia per creare oltre che energia a prezzo più basso, per tutto il territorio, anche posti di lavoro ed indotto per decine di milioni di euro.

Ritenendo che siano scaduti tutti i termini per poter fermare, nel rispetto della legge, l'attività della Panther, si fa presente che la società ricorrerà, qualora ce ne fosse bisogno, in ogni sede amministrativa al fine di tutelare i propri interessi, ora più che mai legittimi, riservandosi di richiedere il giusto risarcimento a coloro che, seppure in buona fede, utilizzano false informazioni per creare ingiustificati allarmismi nella popolazione".

[La foto in alto a sinistra è di aracnor (www.flickr.com)]

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29 aprile 2008
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