Il Tar (per ora) salva la Cattedrale e la pubblicità

Senza restauri la Cattedrale di Palermo rischia la chiusura, ma il Tar accoglie il ricorso dello sponsor e...

27 dicembre 2013

La grande, magnifica Cattedrale di Palermo rischia di chiudere al pubblico se non si trovano i fondi per risanare le sue ferite. Lo sponsor che aveva finanziato i primi interventi si è tirato indietro. Il motivo? In cambio dei soldi, i privati che finanziavano l’opera chiedevano che venisse pubblicizzata tra i ponteggi, solo per il periodo relativo ai cantieri, il nome della propria azienda. Ma il Comune ha dato parere negativo e ha rimosso la pubblicità poiché ritenuta abusiva. In quanto, ancora non esiste un piano comunale degli impianti che rilascia l’autorizzazione per la cartellonistica pubblicitaria.

Più volte la Soprintendenza ai Beni culturali ha invitato l’amministrazione comunale a dotarsi di questo piano. "Chi stava finanziando i lavoro presso la Cattedrale si è ritirato - ha spiegato la soprintendente ai Beni culturali, Maria Elena Volpes -. Il Comune aveva promesso entro l’anno il regolamento che riguarda l’autorizzazione degli impianti pubblicitari. Ma ancora niente".

Ma, se l’amministrazione non si muove, la Vat srl, la società alla quale il Comune aveva negato l'autorizzazione ad affiggere i maxi cartelloni pubblicitari sulla cattedrale per finanziare i lavori di ristrutturazione del portico, aveva fatto ricorso presso il Tar, ricorso che è stato accolto e che, forse, riaccendono le speranza per la ristrutturazione della Cattedrale che pian piano cade a pezzi.
La sentenza è del 23 dicembre e ancora non si conoscono le motivazioni. Ma per la società si tratta senz'altro di una prima vittoria, soprattutto per Palermo. - dice Giuseppe Giunta, titolare della Vat - il più bel regalo che potesse arrivare alla città in occasione del Natale. Tutta questa storia, infatti, ha rischiato davvero di compromettere la sicurezza del duomo e di decretarne la chiusura". "Noi siamo pronti - continua Giunta - l'8 gennaio possiamo cominciare i lavori e concluderli nei tempi previsti se non ci saranno altri intoppi. Ci auguriamo che questo sia l'inizio di un nuovo percorso".

Tira un sospiro di sollievo anche la Curia che in questi mesi in più occasioni ha lanciato un sos per le precarie condizioni strutturali della cattedrale. "Abbiamo saputo anche noi - dice Gaetano Renda, direttore dei Beni culturali della diocesi di Palermo - della sentenza favorevole alla Vat. Aspettiamo di conoscerne le motivazioni per essere sicuri che davvero questo metta la parola fine a tutte le polemiche che fino a questo momento hanno impedito di portare avanti i lavori. L'obiettivo di tutti, infatti, adesso dovrebbe essere concludere in fretta la ristrutturazione del portico".

Certo, aggiunge Lina Bellanca, architetto della Soprintendenza dei Beni culturali, "non dovrebbe essere una sentenza a risolvere questo problema. La questione pubblicità va affrontata alla radice perché si tratta di una delle poche risorse possibili per salvare i monumenti della città. Ci aspettiamo al più presto dal Comune un segnale in questa direzione, visto che il piano della pubblicità non è ancora andato in porto. Questa sentenza, può essere un'occasione per riflettere".

[Informazioni tratte da GdS.it, Repubblica/Palermo.it]

- Cattedrale pubblicitaria (Guidasicilia.it, 05/09/13)

- "Mai più pubblicità sui nostri monumenti"... (Guidasicilia.it, 24/09/13)

- E l'Orlando scese in campo... (Guidasicilia.it, 30/11/13)

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27 dicembre 2013

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