Il "teatro del cielo" di Palazzolo Acreide torna a vivere

In arrivo 845 mila euro per la messa in sicurezza, la valorizzazione e l'accessibilità

08 novembre 2019
Il ''teatro del cielo'' di Palazzolo Acreide torna a vivere

Foto di Clemensfranz - Opera propria, CC BY 2.5

[Articolo di Sara FicocelliI - Repubblica.it] - È una delle mete culturali più battute della Sicilia, spettacolare quanto il più famoso teatro greco di Siracusa e altrettanto protagonista della vita culturale dell'isola, tanto che dal 1991 ospita le rappresentazioni del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, organizzato dall'Istituto nazionale del dramma antico.

Ma il Teatro greco di Akrai, in provincia di Siracusa, nel comune di Palazzolo Acreide (l'antica Akrai, appunto, oggi città Patrimonio dell'Umanità), per continuare a vivere ha bisogno di interventi di recupero urgenti, che vanno dalla messa in sicurezza all'abbattimento delle barriere architettoniche.

Teatro greco di Akrai

Questo luogo eterno verrà ora salvato grazie al "Progetto esecutivo di valorizzazione e fruizione attraverso la sistemazione e messa in sicurezza di percorsi di visita, miglioramento accessibilità con abbattimento barriere architettoniche e adeguamento funzionale delle aree esterne di pertinenza dell'area archeologica del teatro greco antico (Palazzolo Acreide)", finanziato con fondi strutturali europei grazie a uno stanziamento complessivo pari a 845 mila euro (375 euro per il 2019 e 844.625 euro per il 2020): la firma del decreto di approvazione del progetto da parte del dirigente generale del Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliani è di pochi giorni fa, e a curare l'appalto dei lavori sarà il Parco Archeologico di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro, già Polo regionale di Siracusa.

Parco archeologico dell'antica Akrai

Definito dal grecista e letterato Ettore Romagnoli "il teatro del cielo", per l'incredibile impatto visivo che suscita nel visitatore, il teatro di Akrai, con i suoi 700 posti a sedere, offre una panoramica mozzafiato della Valle dell'Anapo e dell'Etna.
A individuarlo e portarlo alla luce fu l'archeologo Gabriele Iudica nella campagna di scavi del 1824: secondo gli esperti venne tirato su, assieme all'attiguo Bouleuterion, negli anni della monarchia di Gerone II, a metà del II sec. a.C., ma diversi archeologi attribuiscono la costruzione al periodo tardo-ellenistico, intorno alla metà del II sec. a.C. A differenza di quello siracusano, questo teatro non è scavato nella roccia, ma adagiato su un pendio naturale preparato con pietrame a secco su cui poggiano, sovrapponendosi, i blocchi delle gradinate.

Akrai, la sentinella di Siracusa (Guidasicilia)

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08 novembre 2019

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