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Il tesoretto punico è un gran tesoro

Un tappeto di 3418 monete puniche al largo di Cala Tramontana, isola di Pantelleria: uno dei maggiori ritrovamenti subacquei d'età punica

12 agosto 2011

Un piccolo bagliore verde sul fondo del mare ha annunciato la presenza di quel tesoro sommerso: un tappeto di 3418 monete puniche di bronzo adagiate nella sabbia, al largo di Cala Tramontana, isola di Pantelleria, lì disperse probabilmente durante un evento bellico.
La scoperta è avvenuta nell’ambito del progetto di valorizzazione dei siti sommersi di Cala Tramontana, finanziato da Arcus SpA e realizzato da Mediterranea Engineering, Ares, Cala Levante Diving.
"E’ stata una sorpresa, da giugno lavoriamo alla creazione di itinerari archeologici subacquei nella cala, a una profondità compresa tra i 15 e i 22 metri, e sapevamo della presenza di reperti, anfore e ceramiche soprattutto, ma non immaginavamo di trovare un tesoro. All’inizio erano solo seicento monete, poi giorno dopo giorno, sono diventate più di tremila" dice il direttore dei lavori Giovanni Di Fisco.
Le monete, ritrovate dal ricercatore Francesco Spaggiari, recano tutte la stessa iconografia: su un lato la dea Tanit con la testa rivolta verso sinistra e l'acconciatura sostenuta da una corona di grano e sull’altro una protome equina rivolta verso destra e affiancata da simboli (un caduceo e una stella). Sono monete molto diffuse, coniate tra il 264 e il 241 a.c., anni in cui i romani completavano la conquista della Sicilia, con Pantelleria come ultimo baluardo cartaginese.

Non si tratta di un semplice tesoretto, ma di uno dei maggiori ritrovamenti subacquei d’età punica, affascinante anche per lo scenario interpretativo che pone, da leggere insieme al contesto di reperti trovati nella stessa zona: anfore, ancore, ceramiche di provenienza africana, chiari resti di un ricco giacimento archeologico nei fondali Cala Tramontana. "Il fatto che si tratti di monete uguali, ci fa pensare a un pagamento istituzionale - spiega Leonardo Abelli, direttore scientifico del progetto - Se si fosse trattato di un pagamento frutto di un commercio, i tagli delle monete sarebbero stati differenti. Lo sfondo che si può ipotizzare è quindi quello di una nave cartaginese di stanza a Pantelleria, pronta a salpare alla volta della Sicilia con un carico di monete che servivano a finanziare la missione antiromana presso i partiti punici dell’isola. E di uno scontro bellico durante il quale il mercantile è stato costretto a buttare il carico, una classica operazione di alleggio per rendere la nave più leggera e veloce. L’evento di guerra potrebbe essere collocate o nel 254 a.c. o nel 217 a.c anni nei quali sono avvenute le due conquiste romane nell’isola".

Le ipotesi interpretative sui reperti, il contesto di Cala Tramontana e la distribuzione territoriale del potere durante la seconda guerra punica saranno i temi del convegno "I tesori archeologici di Cala Tramontana a Pantelleria", organizzato da Arcus, Mediterranea Engineering, Ares e Cala Levante Diving, domani, sabato 13 agosto presso il Castello dell'isola. [Adnkronos/Ing]

- Il "tesoretto" punico di Pantelleria (Guidasicilia.it, 25/06/11)

 

 

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12 agosto 2011
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