Il Tiziano di Troina in mostra a Sambuca di Sicilia

Il "ritratto di Paolo III Farnese" in prestito dalla pinacoteca di Troina per 45 giorni

17 aprile 2018
Il Tiziano di Troina in mostra a Sambuca di Sicilia

Il capolavoro di Tiziano tornato a Troina nel 2017 sarà in mostra nella sala centrale del nuovo museo di Sambuca di Sicilia. Un patto nel segno dell'arte tra i due piccoli Comuni che mirano alla valorizzazione dell'intero territorio superando campanilismi e puntando a un nuovo turismo. Così i sindaci di Troina, Fabio Venezia, e di Sambuca, Leo Ciaccio, hanno firmato l'accordo per il prestito dell'opera che lascerà la Pinacoteca in cui si trova per restare in mostra 45 giorni, dalla prossima settimana, nel Mudia (museo di arte sacra) sambucese che fa parte del progetto Museo diffuso della diocesi di Agrigento. Il "Ritratto di Paolo III Farnese" sarà esposto nella sala centrale della seicentesca chiesa del Purgatorio, chiusa dopo il terremoto del Belice del '68, accanto a oggetti preziosi provenienti da edifici di culto e collezioni private.
"Un'opera di grande pregio - commenta il critico d'arte Paolo Giansiracusa, direttore della Pinacoteca e studioso del quadro - che Tiziano dipinse nei giorni in cui il Papa incontrò l'imperatore Carlo V a Bologna. Rappresenta uno dei documenti storico-artistici più importanti per la storia della chiesa moderna e per le dinamiche politiche e religiose della società europea del tardo Rinascimento. L'arrivo dell'opera a Troina, grazie agli eredi del pittore troinese Gaetano Miano, ha arricchito il patrimonio artistico dell'Isola e va a aggiungersi alle prestigiose opere di Antonello da Messina e Caravaggio custodite nei musei siciliani. Troina diventa così l'unica città del meridione a possedere un'opera del Vecellio e a custodire uno dei documenti più prestigiosi della Controriforma".
Il ritratto, come svela Giansiracusa, era talmente realistico che Giorgio Vasari scrisse a tale proposito di un "inganno": "L'opera per l'urgenza di fare asciugare la vernice, fu messa al sole. La particolare posizione espositiva del dipinto (pur provvisoria e casuale), indusse i passanti a credere che poteva trattarsi non già della figura dipinta di un ritratto, ma del papa vero". [Articolo di Isabella Di Bartolo - Repubblica/Palermo.it]

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17 aprile 2018

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