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Il Viminale blocca i tifosi etnei

La partita di sabato tra Inter e Catania per il ministro Maroni è un incontro ad alto rischio

11 settembre 2008

Trasferte bandite per un anno a tutte le tifoserie che si renderanno protagoniste di episodi di violenza. Partite ad alto rischio senza tifosi ospiti, a porte chiuse quelle ad altissimo rischio.
Si comincia da questo weekend, con veto per le tifoserie del Catania a partecipare alla trasferta per la partita contro l'Inter e a quelli della Fiorentina per il match di Napoli, oltreché per due partite dei tornei minori. E si va avanti a oltranza.

Il Viminale ha scelto la linea dura contro la violenza negli stadi e in generale collegata agli eventi calcistici, che domenica ha oltrepassato un'ulteriore soglia, dal momento che gli episodi di domenica scorsa, collegati a Roma-Napoli, hanno visto tra i protagonisti soggetti legati alla criminalità organizzata, alla camorra in particolare. E ancora, basta con le deroghe agli stadi non a norma. Questo ha detto, tra l'altro, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni durante l'audizione tenuta ieri in Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli episodi di domenica.

"Intendo proseguire sulla linea adottata già nello scorso campionato di calcio che è quella del massimo rigore. Nessuna tolleranza per manifestazioni di violenza", ha detto il ministro Maroni. "Continueremo, per le partite definite ad alto rischio dall'osservatorio e dal comitato di analisi, a vietare le trasferte dei tifosi - ha spiegato -. Se dovessero verificarsi di nuovo episodi come quelli di Napoli, le tifoserie saranno colpite dallo stesso provvedimento che ha colpito la tifoseria partenopea. E cioè il divieto di trasferta per tutto il campionato".
"Basta con gli stadi non a norma - ha poi aggiunto il ministro -. Al momento sono quasi tutti in regola, chi non lo è ha avuto deroghe, ma io ho sospeso tutte le deroghe: già da questa giornata negli stadi non a norma non si svolgeranno partite". Si è dato il tempo necessario per mettersi in pari - è in sintesi il pensiero di Maroni - quindi, dove e quando ci si imbatte in un impianto inadeguato, "la partita si gioca da un'altra parte o a porte chiuse: perché se non si fa così non si raggiunge il risultato".
Maroni è poi intervenuto sul modello all'inglese, con la violenza calata esponenzialmente e gli stadi senza polizia. "Funziona ma c'è una differenza fondamentale rispetto al sistema italiano, che non è di poco conto: la proprietà e la gestione diretta degli stadi da parte delle società". Uno status che "rende lo stadio un luogo aperto tutta la settimana, vivo, con caratteristiche diverse rispetto agli stadi che abbiamo in Italia". In ogni caso, quella della privatizzazione dei campi da gioco è, secondo il titolare del Viminale, "la strada da seguire".

"Nel ddl sulla sicurezza, oltre all'inasprimento delle sanzioni per chi attacca e colpisce le forze dell'ordine, si potrebbe introdurre una norma che definisca chiaramente i rapporti tra giustizia sportiva e gestione della sicurezza" ha detto ancora il Maroni. "La decisione del giudice sportivo - ha fatto poi notare - di chiudere le curve del San Paolo in occasione della prossima partita (su cui il Napoli intende ricorrere) è stata presa in totale autonomia ma, inevitabilmente, ha influenza sulla gestione dell'ordine pubblico. Per evitare che questa influenza possa essere negativa sarebbe opportuno chiarire il rapporto tra autorità sportiva e autorità di pubblica sicurezza. E quella del ddl potrebbe essere l'occasione giusta".

Alla luce di tutto ciò, questo weekend saranno vietate le trasferte ai tifosi del Catania, della Fiorentina, del Sora e della Cavese per le partite del 13 e del 14 settembre. Il ministro ha così anticipato quanto è stato deciso l'altro ieri nella riunione con l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e il Comitato di analisi per la sicurezza sportiva. "Sono state individuate le partite ad alto rischio - ha spiegato Maroni - si va dai casi meno rischiosi con l'imposizione della vendita di un solo biglietto, fino al divieto di trasferta per le tifoserie". Le partite sono: Inter-Catania di sabato prossimo, Napoli- Fiorentina, Virtus Latina-Sora, Foggia-Cavese del 14 settembre.

Su Inter-Catania, il pronunciamento del ministro ribalta la decisione di martedì, quando Osservatorio e Casms (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive), al termine della riunione dell'Osservatorio nazionale, aveva autorizzato la trasferta dei tifosi siciliani a Milano, con la formula della combinazione biglietto-titolo di viaggio.
Sulla base delle decisioni del responsabile del Viminale l'Osservatorio e il Casms dovrebbero tornare a riunirsi oggi. 
L'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, ha commentato la decisione del ministro dell'Interno dicendo: "Abbiamo smesso di meravigliarci. Da quel brutto 2 febbraio (giorno del derby Catania-Palermo dove perse la vita l'ispettore Filippo Raciti, ndr) - ne abbiamo passate tante. Non so con quale criterio è stata presa una decisione ribaltata un paio di volte, anche a detta dell'Osservatorio i nostri tifosi dopo quel triste episodio hanno subito uno shock e stanno assumendo atteggiamenti diversi". "Due anni fa pagammo 400mila euro di multe, l'anno appena trascorso solo 10mila: la repressione, a Catania, sta portando dei frutti e la società ha tagliato tutti i ponti con le frange violente". Lo Monaco ha anche svelato che lo scorso anno, in occasione della sfida casalinga con la Roma, attorno al terreno di gioco c'erano trecento agenti delle forze dell'ordine.
Molto risentito invece il commento dell'eurodeputato catanese Nello Musumeci, leader siciliano de La Destra. "Forse Maroni non vuole terroni a Milano?". "Vogliamo sapere quali sono le ragioni di questo provvedimento - ha aggiunto l'esponente de La Destra - noi siamo dalla parte della sicurezza e del vero spirito sportivo che si è visto anche alle Olimpiadi. Ma, se dovesse trattarsi di un pregiudizio verso Catania, non consentiremo a nessuno di macchiare l'immagine della nostra città".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, La Siciliaweb.it]

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11 settembre 2008
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