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Imputazione coatta per i fratelli Lombardo

Il gip non ha accolto la richiesta di archiviazione per il governatore e suo fratello

29 marzo 2012

Si è conclusa ieri l'udienza camerale sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Catania nei confronti del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo, parlamentare nazionale del Mpa, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa.
Dopo l'intervento dei collegi di difesa il gip Luigi Barone ha dichiarato finito il dibattimento, riservandosi di decidere. Nelle scorse udienze la Procura ha riconfermato la richiesta di archiviazione del fascicolo. I procuratori aggiunti Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro hanno spiegato che la valutazione si basa sulla cosiddetta "sentenza Mannino". Alla richiesta della pubblica accusa si sono associati anche gli avvocati difensori.

Il gip Barone ha acquisito agli atti anche le testimonianze dei tre pentiti, Francesco Ercole Iacona, Maurizio Di Gati e Maurizio La Rosa, che sono stati sentiti in videoconferenza il 6 marzo scorso dal Tribunale monocratico davanti al quale si celebra il processo per reato elettorale ai due fratelli Lombardo. La posizione di Raffaele e Angelo Lombardo è stata stralciata dall'inchiesta Iblis nata da indagini di carabinieri del Ros su presunti rapporti tra mafia, affari e politica.
L'avvocato Guido Ziccone, legale di Raffaele Lombardo, è convinto che si arriverà presto a una soluzione: "Noi siamo convinti che il procedimento si concluderà con un'archiviazione. E' stato rivisto tutto il materiale con molta accuratezza, tanto dalla Procura quanto dalla difesa". "È stato un complesso di udienze preliminari - ha osservato Ziccone - che ha permesso il riesame di tutto il materiale agli atti. Prevediamo tempi brevi, come ha detto lo stesso giudice, che ha ritenuto conclusa la discussione delle parti e che già conosce perfettamente gli atti e prevede una soluzione. Come previsto dalla legge - ha concluso l'avvocato - depositerà in un tempo congruo che non possiamo stabilire, ma che probabilmente sarà breve".
Per l'avvocato Pietro Granata, legale del parlamentare nazionale del Mpa Angelo Lombardo "dalle carte risulta che alcuni ambienti malavitosi si erano mossi per le elezioni ma nessun accordo vi era stato. Anzi, il negarsi anche agli incontri, ai contatti leciti successivamente alle elezioni, ha determinato rabbia negli ambienti malavitosi, che è documentata nelle intercettazioni". "Quindi ci muoviamo non solo, come assume l'accusa, fuori da una ipostesi di concorso esterno perchè il patto sarebbe un patto così larvale da non integrare il concorso esterno - ha osservato il penalista - ma, secondo noi, anche fuori da ogni prospettiva, da ogni ipotesi di patto perchè le intercettazioni e le dichiarazioni dei pentiti consentono di escludere che vi sia stato un accordo. Vi era invece un'attesa, un'aspettativa, una speranza che è stata troncata".

Oggi è arrivata la decisione del gip Barone, che  non ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Catania e ha disposto l'imputazione coatta per concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio aggravato di Raffaele e Angelo Lombardo.
"Non è una pronuncia definitiva, ma una decisione che dovrà passare al vaglio di un Gip", ha specificato l'avvocato Ziccone a nome della difesa. "In quella sede - aggiunge il penalista - faremo valere con forza, determinazione convinzioni le nostre ragioni. Noi eravamo e siamo sereni perchè certi delle nostre ragioni".
"Continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa serenità di sempre, seguendo le indicazioni che sono arrivate dal giudice", ha detto, dal canto suo, il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi.

"Non mi aspettavo questa notizia, ma certo, qualcuno se l'aspettava" ha commentato Raffaele Lombardo. "Non mi dimetto, anzi vado avanti e scriverò un libro sulla verità di questa vicenda" ha detto il governatore, conversando con i giornalisti a Palazzo dei Normanni. "Sono sereno - ha spiegato - Nutro fiducia e rispetto nelle istituzioni e spero che l'udienza preliminare che consegue all'imputazione coatta sia convocata al più presto". "La mia serenità - ha aggiunto - è la stessa di ieri. Non ho chiesto né mai ottenuto favori e voti da mafiosi, né da persone non mafiose. Con questa serenità mi presenterò davanti al gup all'udienza preliminare".

"La telenovela continua, oggi è andata in onda una nuova puntata". Lo dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars, dopo l'imputazione coatta del gip di Catania nei confronti del presidente della Regione siciliana. "Adesso - aggiunge Cracolici - toccherà ad un altro giudice pronunciarsi sull'eventuale rinvio a giudizio. Per quel che mi riguarda, il Pd sarà coerente con quello che abbiamo sempre detto: di fronte ad un rinvio a giudizio per fatti di mafia, interromperemo il sostegno al governo. Ma, ripeto, ci toccherà vedere ancora altre puntate prima che la telenovela finisca".
"La Procura chiede l'archiviazione e il Gip non è d'accordo. Noi abbiamo scommesso sul cambiamento e le riforme insieme a Massimo Russo, Caterina Chinnici, Marco Venturi, Giosuè Marino ma abbiamo anche una regola chiara e un riferimento etico rigorosissimo, che abbiamo sempre ribadito in tutta questa lunga vicenda giudiziaria: se dovesse esserci un rinvio a giudizio chiederemo a Lombardo di dimettersi. Non saremo secondi a nessuno per serietà e coerenza" aggiunge il senatore del Pd Giuseppe Lumia.

"Le decisioni della magistratura vanno sempre rispettate. La richiesta di imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa disposta dal Gip nei confronti di Raffaele Lombardo è un fatto inequivocabile". Lo afferma invece il senatore del Pd Enzo Bianco, aggiungendo: "Il procedimento giudiziario farà il suo iter, ma una pagina politica oggi si è chiusa. Il Pd non ha alternative né altre opzioni: deve ritirare l'appoggio al governo Lombardo. Deve farlo per la sua storia, prima ancora che per motivi di statuto. Adesso lavoriamo tutti per una nuova stagione di autentico rinnovamento che porti la Sicilia fuori dalla attuale condizione".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Ign, Repubblica/Palermo.it]

 

 

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29 marzo 2012
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