In 8 mosse il Piano di azione per l'occupabilità giovanile

L'impegno del Governo per ripensare l'inserimento al lavoro dei giovani. Previsto un investimento per oltre un miliardo di euro

26 gennaio 2011

Otto linee d'azione per ripensare l'inserimento al lavoro dei giovani. E' l'obiettivo del governo con il 'Piano di azione per l'occupabilità dei giovani', il cui stato di attuazione, dopo la Cabina di regia sul Piano, è stato ieri al centro di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Il Piano, promosso dai ministeri della Gioventù, dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca e del Lavoro e Politiche sociali, prevede un impegno finanziario complessivo di oltre 1 miliardo di euro. E la gran parte delle azioni previste dal Piano, come hanno spiegato i ministri Maurizio Sacconi, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni in conferenza stampa, è stata già avviata. A cominciare dal monitoraggio per il breve e lungo periodo delle professionalità richieste dal mercato del lavoro, con la ristrutturazione del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in modo da identificare, a cadenza trimestrale, le principali tendenze delle professioni richieste dal mercato del lavoro in ciascuna provincia.

Nell'ambito dell''orientamento alle scelte educative', il Piano prevede la "modernizzazione dell'impianto organizzativo della scuola secondaria superiore - si legge in una nota - attraverso un'offerta formativa innovata, più ricca e articolata, soprattutto per gli istituti tecnici e professionali, diretta ad aumentare le possibilità di scelta degli studenti e delle loro famiglie, oltre che le opportunità per un proficuo ingresso nel mondo del lavoro e delle professioni".
Attenzione anche all''integrazione scuola-università-lavoro', con la "costituzione, per la prima volta nel nostro sistema di istruzione, di 58 istituti tecnici superiori quali 'Scuole speciali di tecnologia' per formare super-tecnici nelle aree tecnologiche del piano di intervento Industria 2015", e "l'incentivazione all'utilizzo del contratto di apprendistato di primo livello (per l'acquisizione di una qualifica professionale triennale per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni valida per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione), come previsto dalla legge Biagi e dal 'collegato lavoro'".
Il Piano del governo mette al centro anche 'i servizi di accompagnamento al lavoro' con, tra l'altro, "la rivitalizzazione, attraverso le misure contenute nel 'collegato lavoro', presso le scuole superiori, gli istituti tecnici superiori e le università, dei servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro degli studenti". Altre azioni ricomprese nel Piano e già avviate riguardano 'i contratti di primo impiego' con "il rilancio del contratto di apprendistato professionalizzante per un ingresso graduale e secondo percorsi di qualità dei giovani nel mercato del lavoro; la definizione di indicazioni per il contrasto all'utilizzo improprio dei tirocini formativi e di orientamento (cosiddetti stages)".

Nel Programma del governo per i più giovani anche 'autoimprenditorialità e accesso alle professioni (autoimpiego)' con la mobilitazione di 100 milioni di euro destinati a finanziare iniziative messe in campo da soggetti privati che decidano di rischiare e investire sulle capacità e il talento dei giovani under 35; e l'apertura di 21 sportelli per lo start-up d'impresa nelle università italiane, grazie al bando del ministro della Gioventù dedicato alla cultura d'impresa.
Nel Piano per l'occupabilità dei giovani, anche la 'diffusione della cultura della previdenza e della sicurezza sul lavoro nelle scuole' con la promozione del primo annuale appuntamento "Un giorno per il futuro", che si realizzerà in tutte le scuole italiane il prossimo 17 maggio, dedicato alla diffusione della cultura previdenziale. Infine, per il 'contrasto al lavoro giovanile irregolare e sommerso' previsto il potenziamento qualitativo delle ispezioni del lavoro anche nell'ottica del contrasto al sommerso giovanile. [Adnkronos/Labitalia]

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26 gennaio 2011

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