In catene contro la baronia universitaria

Il Professore Tito Panzeca e la mancata assegnazione di un posto di ricercatore

12 dicembre 2013

Tito Panzeca, professore di Scienze delle costruzioni della facoltà di Architettura di Palermo, ieri non ha tenuto la sua normale lezione: arrivato nell’atrio dell’edificio di Viale delle Scienze, si è incatenato a una colonna.
Panzeca si è incatenato per protesta, per la mancata assegnazione di un posto di ricercatore.
"Non posso sopportare questa ulteriore ingiustizia: quel posto da ricercatore spettava da anni al mio settore, ma all’ultimo minuto hanno cambiato le regole".

Tito Panzeca, nel corso della sua carriera professionale e universitaria, ha portato avanti ricerche apprezzate a livello internazionale, come, ad esempio, quella sulla tecnica di recupero a basso costo degli edifici storici attraverso l’installazione di catene sui muri della struttura, o come la ricerca sulla "valutazione dell’energia accumulata nel sottosuolo a causa dei movimenti di masse contrapposte", ricerca che ha fornito nuove ed importanti indicazioni sullo studio sui terremoti.
Il professor Panzeca critica le scelte della presidenza della Facoltà di Architettura e del Senato Accademico, che l’altro ieri ha stabilito i criteri per l’assegnazione di 23 dei 36 posti di ricercatore disponibili. "Nella valutazione effettuata - spiega il professore - non si tiene conto delle eccellenze prodotte. Lavoro da anni in una Facoltà che, purtroppo, è conosciuta in Italia più per i casi di "baronato" che per meriti accademici, e ancora un volta è stata commessa una ingiustizia. Mi limito a rilevare un dato oggettivo: è stata "declassata" la materia di mia competenza mentre è stata premiata per la seconda volta in due anni la materia nella quale insegna chi ha "parenti illustri" qui dentro".

Il gesto del professore di Scienze della costruzione ha subito attirato l’attenzione di tutti e in tanti, soprattutto studenti, gli hanno manifestato solidarietà. A fargli visita anche il prorettore vicario dell’Ateneo palermitano, Vito Ferro, che ha provato a "rassicurarlo": "L’assegnazione di quel posto da ricercatore è solo rinviata - ha detto - in Senato accademico abbiamo fatto un’eccezione assegnando ad Architettura 3 posti su 4, altrimenti Farmacia sarebbe rimasta scoperta senza neanche un ricercatore. In questo modo tutte le Facoltà hanno avuto almeno un posto. Il quarto ricercatore ad Architettura sarà assegnato il primo gennaio 2014, c’è un preciso impegno in questo senso".
Rassicurazioni che, però, non hanno convinto Panzeca a interrompere la protesta. "Questo discorso mi è stato fatto già tre volte negli anni passati - ha detto - ormai sono vicino alla pensione, pensavo che fosse un giusto riconoscimento per chi ha prodotto risultati di eccellenza dei quali questa Università dovrebbe essere orgogliosa. Sono amareggiato: il messaggio che stiamo mandando ai giovani è che, ancora una volta, "i soliti noti" fanno carriera, mentre i meriti passano in secondo piano".

Il rettore dell'Università di Palermo Roberto Lagalla ha replicato alla protesta di Panseca negando qualsiasi logica di baronia: "Le promesse e le baronie appartengono a una logica che non comprendo e alla quale io non appartengo". "Ormai da anni gli organi di governo dell'Ateneo di Palermo, d'intesa con le facoltà e i dipartimenti attribuiscono i posti di ricercatore secondo i criteri di priorità, necessità e merito. In quest’ultima tornata - ha detto Lagalla - sono stati anche considerati i risultati del progetto di valutazione della qualità della ricerca (Vqr) che nell’ambito della facoltà di Architettura vedono il settore scientifico del professore Panzeca collocarsi all’ultimo posto tra le 4 proposte della facoltà". "Pertanto - ha poi concluso - il posto di ricercatore non ha trovato collocazione in questo anno accademico tra i 23 posti messi a concorso, dei quali solo 3 riferiti alla facoltà di Architettura".

[Informazioni tratte da ANSA, Repubblica/Palermo.it, Sì24.it]

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12 dicembre 2013

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