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In Iraq la lista di al-Maliki si prepara alla vittoria

''Andremo a governare senza dover sottoscrivere alleanze con molti altri partiti''

10 marzo 2010

"Siamo certi della vittoria e andremo al governo". E' quanto affermato ieri dal leader irakeno della 'Coalizione per lo stato di diritto', Khaled al-Asadi, in un'intervista rilasciata al giornale arabo 'al-Sharq al-Awsat'. Commentando i risultati non ancora ufficiali che circolano nelle diverse circoscrizioni elettorali del Paese, il parlamentare che fa capo alla lista del premier Nuri al-Maliki (nella foto) si dice fiducioso della vittoria.
"Ormai è evidente che quasi ovunque la nostra è la prima lista e sarà quella che ha preso più voti alla fine del conteggio delle schede - ha spiegato - la Costituzione prevede che la lista più votata ha il compito di formare il governo e nominare il nuovo premier ed è quello che faremo. Dai risultati che abbiamo raccolto a livello locale è evidente che la lista di Iyyad Allawi è la seconda, ma con molti voti di differenza rispetto alla nostra".
L'esponente politico non esclude che la sua coalizione possa riuscire ad andare al governo senza dover sottoscrivere alleanze con molti altri partiti.
"Non vogliamo più rivivere l'epoca della divisione etnica - ha concluso al-Asadi - se avremo i voti per governare lo faremo. Calcoliamo di poter avere 100 seggi che ci basterebbero per governare". In questo caso, infatti, basterebbe la sola alleanza con la lista curda, che dovrebbe ottenere almeno 60 seggi, per avere la maggioranza in parlamento.

Intanto l'attuale vice presidente iracheno, il sunnita Tareq al-Hashimi, nel corso di un'intervista rilasciata alla tv araba 'al-Jazeera', ha detto che "dopo queste elezioni vogliamo la nomina di un nuovo presidente iracheno che sia un arabo". Commentando il risultato dell'affluenza al voto, reso noto due giorni fa dalla Commissione elettorale di Baghdad, il politico ha affermato: "Ora che abbiamo ottenuto la partecipazione del 62% degli elettori si rende necessaria l'elezione di un presidente che rappresenti tutti gli arabi che sono la maggioranza in questo Paese. Il nostro è un Paese arabo e questo è l'essenziale". [Adnkronos/Aki]

- Il sangue della Democrazia (Guidasicilia.it, 08/03/10)

 

 

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10 marzo 2010
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