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In Libia i raid Nato continuano

Dopo il riconoscimento internazionale ufficiale del Consiglio Nazionale Transitorio...

18 luglio 2011

Venerdì scorso, alla fine della quarta riunione del Gruppo di Contatto che si è svolta a Istanbul, i rappresentanti di trentadue paesi e di sette organizzazioni internazionali hanno riconosciuto piena legittimità al Consiglio Nazionale Transitorio come autorità di governo in Libia. In poche parole, il CNT è stato riconosciuto come guida del processo di transizione e sono stati apprezzati i suoi sforzi per allargare la propria base a tutta la popolazione libica.
Il Gruppo di Contatto si è appellato a tutti i partiti per formare un governo ad interim che assicuri una regolare e pacifica transizione, con una "road map" che preveda la creazione di una Convenzione nazionale, di una Costituzione e di elezioni parlamentari. Il Gruppo ha inoltre riaffermato il ruolo guida delle Nazioni Unite nel facilitare il dialogo e nel supportare un processo di transizione politica inclusiva, attraverso l’Inviato Speciale in Libia, con cui tutti gli attori in campo sono invitati a cooperare.

Nell’ottica dell’avvio di un processo di transizione politica in Libia, il Gruppo ha delineato alcuni punti chiave: Gheddafi deve lasciare il potere; il rispetto dell’integrità territoriale, della sovranità e dell’unità della Libia; il processo di transizione deve essere inclusivo, con ownership libica e che possa includere esponenti del precedente governo (esclusi coloro che si sono resi responsabili delle violenze contro i civili), dell’opposizione e di altri elementi della società civile, nell’ottica di una riconciliazione nazionale.
Sul fronte del sostegno economico-finanziario al Cnt, il Gruppo ha chiesto di proseguire con la formula Meccanismo di Finanziamento Temporaneo sancito alla riunione di Abu Dhabi e ha incoraggiato l’utilizzo dei beni libici congelati per venire incontro alle esigenze della popolazione.

Quanto all’impegno italiano, il Ministro Franco Frattini ha reso noto che ci sarà una prima tranche da 100 milioni di euro nei prossimi giorni. "L'Italia ha deciso di utilizzare la norma di legge inserita nel decreto missioni - ha spiegato il Ministro - e quindi abbiamo concluso già stamani un primo accordo per mobilitare una prima tranche di 100 milioni di euro a favore del Cnt di Bengasi e questo avverrà con la firma dell'accordo nell'arco di due-tre giorni". E "nelle prossime settimane un'ulteriore tranche che arriverà complessivamente a 300 milioni di euro verrà mobilitata in accordo con le autorità di Bengasi", ha aggiunto il Ministro.

In Libia, intanto, in queste ultime notti ci sono stati nuovi raid della Nato, dopo che il leader Muhammar Gheddafi ha nuovamente fatto sentire la propria voce per ribadire che non intende in alcun modo lasciare il paese o arrendersi di fronte agli attacchi dei ribelli ed ai raid della Nato. "Mi chiedono di andarmene. Io non lascerò mai il Paese dei miei antenati o la gente che si è sacrificata per me", ha dichiarato alla radio rivolto ai suoi sostenitori a Zawiya, 50 chilometri ad ovest di Tripoli. Alle prime ore di ieri, il sobborgo di Tajoura a Tripoli è stato duramente colpito per oltre un'ora dai raid dell'Allenza Atlantica.

Sabato scorso Brega, importante centro libico petrolifero sul Golfo di Sirte, è stato conquistato dagli insorti. L'emittente Al Arabiya ha informato che le truppe fedeli al colonnello Gheddafi hanno ripiegato a ovest della città, verso la località costiera di Bishr. E ha rivelato, citando fonti dei ribelli, che Brega, 600 chilometri a est di Tripoli, è ormai una città fantasma, abbandonata dalla quasi totalità della popolazione.

[Informazioni tratte da Aise, Adnkronos/Aki]

 

 

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18 luglio 2011
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