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In pricipio fu la D'Addario...

Patrizia D'Addario, Noemi Letizia, Ruby Rubacuori, Perla Genovesi, Nadia Macrì... Tutte le donne del Bunga Bunga

03 novembre 2010


Patrizia D'Addario

Tutto ebbe inizio con Patrizia D'Addario, la escort pugliese che, armata di registratore, alla corte di Re Silvio registrò le sue avances prima di entrare dentro il lettone di Putin...
Oggi il presidente del Consiglio deve fare i conti con Ruby la Rubacuori, con Perla Genovesi e con Nadia Macrì che ai magistrati di Palermo ha raccontato di averlo incontrato due volte e in almeno un'occasione l'incontro sarebbe stato a sfondo sessuale.


Noemi Letizia

Sulla vicenda, che vede coinvolta la Questura meneghina e il Cavaliere ieri è intervenuto il nuovo questore di Milano, Alessandro Marangoni, nel giorno del suo insediamento in via Fatebenefratelli. Il questore, arrivato a Milano dalla questura di Palermo, ha detto di avere "piena fiducia nel lavoro della magistratura". "Sono assolutamente consapevole delle cose che stanno accadendo in questi giorni", ha spiegato Marangoni, chiedendo però "riservatezza e silenzio" per l'indagine giudiziaria in corso. "E' chiaro - ha sottolineato usando una metafora da marinaio - che in questo momento c'è mare mosso, non possiamo nasconderci dietro un dito, ma c'è un porto e un faro che è la magistratura che sta facendo luce. Ho piena fiducia e rispetto nei confronti dell'autorità giudiziaria". Poi, a chi gli ha chiesto se avesse mai ricevuto telefonate dal presidente del Consiglio in cui venivano avanzate delle richieste, il nuovo questore, che subentra a Vincenzo Indolfi, ha replicato con un secco ''no".
Ieri pomeriggio, il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati ha chiuso il capitolo che ha visto per giorni contrapporsi la Questura di Milano e la Procura dei minori. "La fase conclusiva della procedura di identificazione, fotosegnalazione e affidamento della minore è stata operata in modo corretto - ha dichiarato - In futuro non ci saranno altri accertamenti. Per quanto riguarda questa fase dell'indagine abbiamo praticamente chiuso". Bruti Liberati ha poi precisato che non ci sarà alcuna convocazione per Annamaria Fiorillo, la pm dei minori di turno la sera del 27 maggio.


Karima Rashida El Mahroug, in arte "Ruby Rubacuori"

Dalle pagine del settimanale 'Oggi', Ruby-Karima ha ribadito: "Sono stata a casa di Berlusconi ad Arcore il 14 febbraio scorso e non tre volte. Non abbiamo mai fatto sesso". "Sono stata portata a casa sua dalla mia amica Priscilla, brasiliana, agente immobiliare - spiega la ragazza - Sapeva che ero in difficoltà e ha pensato che Silvio potesse aiutarmi. Sono senza documenti, non potevo stare a casa sua. Ci tengo a dire che né Priscilla, né Silvio né Lele Mora sapevano che ero minorenne. Ho detto a tutti che avevo 24 anni".
Parlando della serata a casa del premier la ragazza racconta: "Abbiamo parlato di tutto tranne che di politica. A parte Silvio che prendeva in giro politici di sinistra, tipo Bersani. Ci ha fatto vedere una statua di marmo con la sua faccia e il corpo di Superman. Poi mi ha dedicato una canzone, perché ero nuova. Mi ha cantato 'Se tu non fossi tu' di Apicella". Ad Arcore, continua, "ci ha accolti lui, in golfino blu e giacca. Mi ha detto che ero elegantissima e che ho le gambe lunghissime. Io mi limitavo a dire grazie. Non volevo dare troppa confidenza, non sapendo che tipo fosse. Quella sera eravamo dieci ragazze, alcune famose altre no, tutte eleganti. Ma nomi non ne faccio. Erano tutte molto appariscenti, in rosso, verde smeraldo. E c'era Emilio Fede. Ero seduta accanto a Silvio. E vicino alla tenda c'era Apicella che suonava".
Nell'intervista di 'Oggi' Ruby torna anche sul Bunga Bunga: "Ci siamo spostati in un salotto dove lui ci ha raccontato la barzelletta del Bunga Bunga, bevendo Sanbitter. Glieli portavo io. Poi volli andare via, ero a disagio perché tutte erano in confidenza con lui e io no. Prima però lui mi ha portata al piano di sopra nel suo ufficio. Sapeva dei miei problemi e voleva aiutarmi". Secondo quanto riferito dalla ragazza al settimanale, Berlusconi quel 14 febbraio le avrebbe dato una busta con 7mila euro dicendole di non volere nulla in cambio e aggiungendo: "Non sono un uomo cattivo, non stare sulle tue".
A proposito della sera del 27 maggio in Questura a Milano Ruby dice: "Caterina mi ha fatto portare in Questura. Mi accusava di furto, io invece per tre mesi le avevo pagato affitto e bollette. Al quel punto è arrivata Michelle O. (la nuova convivente, ndr) e ha chiamato Nicole Minetti, che non conoscevo. Appena la Minetti è arrivata tutto si è sbloccato". "Una funzionaria ha detto che dovevano lasciarmi andare, che ero la nipote di Mubarak e sono andata via con Michelle e Nicole. Quando siamo uscite dalla Questura, Nicole mi ha detto che l'aiuto era arrivato da Silvio. Poi - riferisce - me lo ha passato al telefono e lui mi ha detto che non voleva più vedermi. La Minetti mi disse che ero incosciente e mi invitò a farmi la mia vita".


Perla Genovesi

Intanto da Milano a Palermo un'altra vicenda sta tenendo banco, quella delle feste a base di sesso cui avrebbero partecipato anche dei politici. "Stiamo mandando gli atti istruttori che riguardano i presunti 'festini' di cui parla la stampa in questi giorni alla Procura di Milano perché spetta a loro la competenza territoriale sulla vicenda" ha detto il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo parlando con i giornalisti al termine del vertice che si è tenuto ieri in Procura per discutere sull'inchiesta aperta in seguito alle dichiarazioni rese da una donna, Perla Genovesi, 32 anni, di Parma, ex assistente parlamentare del deputato Pdl Enrico Pianetta, arrestata nel luglio scorso per traffico di droga (LEGGI). La donna ha parlato ai magistrati di confidenze avute da una amica escort, Nadia Macrì, che le avrebbe parlato di festini a base di sesso e droga con uomini politici anche vicini al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
E proprio l'escort Nadia, emiliana 28enne interrogata all'inizio di ottobre dalla Procura di Palermo ha raccontato ai magistrati di avere incontrato due volte il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e in almeno un'occasione l'incontro sarebbe stato a sfondo sessuale. Il premier avrebbe compensato la ragazza con 5 mila euro ad incontro. Il verbale, che è stato secretato, verrà inviato alla Procura di Milano perché gli incontri sarebbero avvenuti proprio nel capoluogo lombardo.


Nadia Macrì

Nell'interrogatorio reso ai pm Gery Ferrara e Marcello Viola, la escort è stata imprecisa nella ricostruzione temporale dei due incontri con Berlusconi, che avrebbe comunque collocato tra il 2009 e il 2010. In uno dei due Nadia Macrì avrebbe visto il premier in una sua villa a Milano: anche su questo punto la ragazza non sa dare particolari, ad esempio non ricorda se si tratti di Arcore. I due avrebbero parlato, poi Berlusconi le avrebbe regalato degli Swarovski e l'avrebbe invitata ad andare con lui in Sardegna. Dopo alcuni giorni la escort e il premier, insieme a un'altra ventina di ragazze, si sarebbero visti nella villa di Berlusconi e lì, dopo una cena a cui avrebbero partecipato anche altre persone, si sarebbe consumato il rapporto sessuale, per il quale la escort afferma di aver ricevuto 5000 euro. Nell'altra occasione i due si sarebbero visti a Milano. Anche in questo caso ci sarebbe stata una cena con altre persone e poi un rapporto sessuale con altri 5.000 euro in busta. La ragazza ha riferito anche di incontri a luci rosse avvenuti in una vasca idromassaggio. "Ma lei cosa fa nella vita?", le avrebbe chiesto dopo averla conosciuta il premier. "Presidente, faccio le marchette, che vuole che faccia?", ha detto la escort di aver risposto. "Sì, ma lei non lo dica", le avrebbe suggerito il presidente.
La Macrì ha chiamato in causa anche il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta con il quale avrebbe avuto un rapporto sessuale in cambio di 300 euro, vestiti e gioielli.
Immediata la replica del ministro: "Vengo ora informato che, nel corso di un interrogatorio 'secretato' (sic!), la signora Nadia Macrì avrebbe reso dichiarazioni che non esito a definire fuori dalla grazia di Dio. La verità è solo una: questa persona mi è stata presentata quattro anni fa, nel corso di un convegno. In lacrime mi espose le sue serie difficoltà personali e familiari. La conoscenza si è esaurita in quell'unica occasione, priva di qualsiasi altro risvolto, tantomeno volgare o squallido". "Per i suoi problemi gli indicai l'avvocato Taormina. Non l'ho più rivista né sentita e non so a quali risultati sia o meno approdata l'assistenza del legale. Non c'è e non ci sarà più nulla da aggiungere sull'argomento. Non intendo essere strumentalizzato e ho già dato mandato al mio avvocato di tutelare con ogni mezzo la mia persona", ha concluso.

I pm hanno riscontrato confusione nei ricordi della giovane anche quando ha parlato dei personaggi che l'avrebbero introdotta alla corte del premier. Nadia non sarebbe stata in grado di precisare quale dei due appuntamenti sarebbe riuscita ad avere grazie all'aiuto di Lele Mora ed Emilio Fede.
Il ricordo della escort è apparso ai magistrati impreciso e lacunoso anche nella ricostruzione di come avrebbe conosciuto Mora. Nell'ambiente delle discoteche, si sarebbe limitata a dire. Poi da questi sarebbe arrivata a Fede. Macrì ha raccontato di essere andata a trovare il giornalista al Tg4 e di essere stata quindi da lui introdotta a Berlusconi. Del secondo tramite col premier - un politico emiliano - la giovane ha ricordi più precisi: l'avrebbe conosciuto come cliente e gli avrebbe chiesto, saputo che era "un pezzo grosso", se poteva presentarla al presidente. Lui le avrebbe risposto di stare tranquilla e che li avrebbe messi in contatto. Dopo qualche tempo la giovane donna avrebbe ricevuto una telefonata di Berlusconi.
"Si tratta di dichiarazioni che, se esistenti, sono del tutto già smentite da testimonianze e da accertamenti acquisiti in passato per gli incontri a Villa Certosa, che si sono sempre svolti nella massima correttezza", ha commentato il legale del presidente del Consiglio Nicolò Ghedini, che derubrica anche quest'ultima vicenda come una "tempesta di carta".
Emilio Fede ha reagito immediatamente affermando di non aver mai conosciuto la donna. "Non ho mai sentito nominare quella Nadia Macrì, ormai sta diventando un gioco pericoloso e ai magistrati vorrei dare un suggerimento, mettetele tutte in galera, anzi meglio in manicomio", ha detto il direttore del Tg4. "Tutto ciò sta creando dei precedenti pericolosi – ha detto Fede - è chiaro che chiunque vuole farsi un po' di pubblicità può fare il mio nome. Siamo ormai al limite del ricatto, infatti consiglierei ai magistrati di ammanettare tutte queste donne con l’accusa di tentata estorsione". "Io non ho mai presentato a Berlusconi nessuna né gratis né a pagamento", ha concluso il direttore del Tg4.

Nadia Macrì: "Facevo la escort perché mi servivano soldi" - "Sì, ero una escort fino a poco più di un anno fa. L'ho fatto per diverso tempo perché avevo bisogno di soldi. Con Berlusconi? Di lui non parlo. L' avvocato mi ha detto di non dire nulla di ciò che ho detto ai magistrati. Se sono tranquilla? Certo, quando uno dice la verità non può che esserlo". Così Nadia Macrì al 'Resto del Carlino' dopo che il suo nome è filtrato dall'inchiesta sui festini e sugli incontri con Silvio Berlusconi.
La giovane lavora come ragazza immagine e ballerina al 'Panther', locale di Cittanova di Modena di cui è 'amica' anche su Facebook, e abita a Reggio Emilia con il fidanzato, Davide, con il quale convive da circa un mese ("Non parlo di questa storia", taglia corto al telefono lui, titolare di un negozio e una galleria d'arte). Prima Nadia viveva con la madre e la sorella in una palazzina a Villa Cella, frazione di Reggio, dove da qualche giorno non ci sarebbe più nessuno. La mamma sarebbe tornata nella sua Napoli. La giovane ha detto di avere un figlio di sei anni, "che non posso vedere", ha sottolineato. Un amico definisce la giovane "una ragazza molto bella e misteriosa. A volte spariva per un paio di giorni senza dire dove andava...". Da Facebook, intanto, è 'scomparsa' l'amicizia da social network che fino al pomeriggio Nadia Macrì, sulla sua pagina, risultava avere con un politico reggiano del Pdl.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it]

 

 

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03 novembre 2010
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