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In Sicilia, e in generale nel Sud Italia, la qualità della vita è un disastro sotto tutti i punti di vista

Il rilevamento annuale sulla qualità della vita delle province italiane del ''Sole 24 ore''

20 dicembre 2005

Per molti vivere in Italia è una fortuna, tanti stranieri hanno come sogno quello di venire a vivere nel Belpaese, e tanti italiani non cambierebbero la propria Nazione con nessun'altra. Ma in Italia non si vive dappertutto alla stessa maniera.

Per esempio, secondo i risultati dell'annuale rapporto de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, mentre Trieste è la provincia con il più alto livello di vivibilità, a Vibo Valentia, in Calabria, il livello è il più basso.

Benessere economico, dinamismo imprenditoriale e opportunità di lavoro, disponibilità di servizi e infrastrutture, ordine pubblico, quadro demografico, occasioni di svago e d'impegno per il tempo libero sono i sei campi indagati dal rapporto attraverso una serie di 36 dati statistici che portano all'elaborazione di graduatorie settoriali e alla pagella finale.
Nella classifica delle top ten figurano cinque città del Nordest e ben tre pari merito. Il Friuli Venezia Giulia, comunque, gioca la perte del leone: dopo Trieste, infatti, seguono Gorizia (e la veneta Belluno), al quarto posto con lo stesso punteggio Ravenna, Aosta e Milano, poi Bologna, Trento e Bolzano (pari merito), chiude al decimo posto Reggio Emilia.
Il successo di Trieste è dovuto soprattutto al posizionamento conquistato nell'area ambiente e salute (soprattutto per le ottime infrastrutture sanitarie) e nel tenore di vita (oltre 20 mila euro la media dei risparmi procapite in banca).

Anche quest'anno la ricerca ha tentato di fare emergere la percezione della realtà, dei problemi, dei progressi e delle aspettative da parte di chi sul territorio vive. E il luogo ideale che s'impone nell'immaginario collettivo, la città in cui secondo la maggior parte degli intervistati sarebbe il miglior posto dove vivere è Firenze seguita da Roma.
Per quanto riguarda, invece, la parte bassa della classifica, gli ultimi dieci posti sono occupati dal Sud: Catanzaro, Lecce, Bari, Taranto, Trapani, Catania, Foggia, Palermo, Agrigento e, appunto, Vibo Valentia. Messina risale, la città dello Stretto non è più l'ultima provincia d'Italia per il livello di qualità della vita, posizionandosi questa volta all'83simo posto per i miglioramenti nei settori dell'ordine pubblico e dello svago.
Le grandi città arretrano tutte rispetto alla classifica dell'anno scorso: Roma scende di cinque punti e si piazza diciannovesima, Milano di due ma è la prima metropoli (quarto posto), Torino e Genova precipitano di 16 e finiscono al 36esimo e 57esimo posto mentre Napoli (89) e Bari (96) chiudono la classifica.

Questa la top ten della classifica finale:
1) Trieste
2) Gorizia
3) Belluno
4) Ravenna - Aosta - Milano (pari merito)
7) Bologna
8) Trento - Bolzano (pari merito)
10) Reggio Emilia

Queste le ultime dieci in classifica:
94) Catanzaro
95) Lecce
96) Bari
97) Taranto
98) Trapani
99) Catania
100) Foggia
101) Palermo
102) Agrigento
103) Vibo Valentia

Questi i piazzamenti alle estremità delle sei macroaree:
Tenore di Vita: Milano (prima); Salerno (ultima)
Affari e Lavoro: Reggio Emilia (prima); Agrigento (ultima)
Servizi/Ambiente/Salute: Trieste (prima); Isernia (ultima)
Ordine pubblico: Matera (prima); Bologna (ultima)
Popolazione: Nuoro (prima); Biella (ultima)
Tempo Libero: Rimini (prima); Vibo Valentia e Crotone (ultime)

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20 dicembre 2005
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