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In Sicilia (particolarmente in Estate) è sempre caos rifiuti

Dopo uno stop di 24 ore, sei discariche siciliane su otto sono state riaperte. Ma l'emergenza corre sul filo

09 giugno 2016

Dopo uno stop di 24 ore (cominciato alla mezzanotte di lunedì, quando è scaduta l'ennesima proroga che consentiva l'utilizzo dei siti non ancora a norma), da ieri mattina in Sicilia sei discariche su otto sono tornate in funzione.
Un'emergenza scongiurata (in parte e non per tutti), quando dal ministero dell'Ambiente è arrivato il via libera all'ordinanza sulla gestione del sistema dei rifiuti nell'Isola, subito siglata dal governatore Rosario Crocetta, che ha consentito la riapertura dei siti.
Emergenza scongiurata in parte non per tutti perché restano chiuse le discariche di Siculiana e Gela - perché manca l'impianto di biostabilizzazione - e i comuni, anche distanti dall’Agrigentino, che conferivano in questi due siti, adesso dovranno trovare collocamento per i propri rifiuti. Situazione sicuramente non facile da affrontare
Intanto, i rifiuti prodotti in una cinquantina di comuni dell'Agrigentino, secondo quanto prevede l'ordinanza, fino a novembre saranno dirottati nelle discariche di Motta Sant'Anastasia e Grotte San Giorgio, nel Catanese; quelli di alcuni comuni del Palermitano, invece, fino a fine mese nel sito di Lentini e dal primo luglio in parte a Palermo, nella discarica di Bellolampo, e in provincia di Catania. L'ordinanza prevede anche l'incenerimento di 700 mila tonnellate di rifiuti all'anno con la realizzazione di termovalorizzatori; l'aumento di sei punti percentuali, in sei mesi, la raccolta differenziata: un aumento del 3% entro fine agosto, un altro 3% entro novembre, intimando ai comuni di attivarsi.

Per l'assessore regionale all'Energia e servizi di pubblica utilità, Vania Contrafatto "l'ordinanza sui rifiuti cerca finalmente di porre le basi per una reale soluzione dei problemi che riguardano la Sicilia e i siciliani. In questa fase così delicata, sarebbe auspicabile una fattiva collaborazione da parte anzitutto dei comuni che hanno la responsabilità di aumentare sensibilmente la raccolta differenziata e di riscuotere la tassa sui rifiuti: va in questo senso l'ecoincentivo approvato dall'Ars". "Tocca ai sindaci non scaricare sui cittadini il costo delle proprie inefficienze - prosegue -. L'ordinanza inoltre prevede nuove destinazioni per i comuni che conferivano a Siculiana, in base alla vicinanza e alle quantità prodotte". Per l’assessore Contrafatto "l'odierna situazione è frutto di anni e anni di scelte sconsiderate". "Questo governo - conclude - sta provando finalmente a fare ordine risolvendo problemi che si trascinano da troppo tempo".

E la differenziata continua ad esssere un flop - Ben 52 comuni in Sicilia non arrivano all'1% di raccolta differenziata. Il più virtuoso tra i 390 è Licodia Eubea (Ct) con il 69,6%, mentre dieci comuni sono a quota zero, tutti nel messinese: Capizi, Gualtieri Sicaminò, Mazzara Sant'Andrea, Merì, Monforte San Giorgio, Motta D'Affermo, San Piero Patti, Santa Lucia del Mela, Saponara e Valdina.
Tra i capoluoghi di provincia, fa meglio di tutti Trapani con il 21,2% di differenziata, seguita da Ragusa con il 17,2%, da Agrigento con il 14,4%. Tutti gli altri sono sotto la doppia cifra: la peggiore Siracusa con il 4,7%. Messina ed Enna sono a quota 7,6%, Caltanissetta all'8%, Palermo all'8,3% e Catania al 9,3%.

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09 giugno 2016
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