In silenzio volontariamente

Oggi black out dell'informazione contro la "legge bavaglio"

09 luglio 2010

"Ero e resto convinto che sia una legge sacrosanta che ricalca un ddl approvato con una maggioranza bulgara ai tempi del governo di sinistra. Eppure allora nessuno parlò di legge bavaglio e di attentato alla libertà. Per la sinistra la democrazia e la libertà esistono solo quando governano loro".
Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi difendendo il ddl intercettazioni. Il disegno di legge sulle intercettazioni non ostacola le indagini sulla mafia.

Oggi è la giornata del silenzio dell'informazione proclamata dalla Federazione della Stampa. La mobilitazione, precisa una nota della Fnsi, è stata decisa per protestare contro il ddl intercettazioni 'che limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria e indagini investigative'.

Insomma, un silenzio volontario contro un silenzio che si vuole imporre d'alto. Circostanza inaccettabile e impensabile. Come affermato nei giorni scorsi dal presidente della Camera Gianfranco Fini: "Un grande Paese democratico ha bisogno, a mio avviso, di un'informazione forte, libera ed autorevole, in un grande Paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente". Ecco: IN UN GRANDE PAESE DEMOCRATICO LA LIBERTÀ DI STAMPA NON È MAI SUFFICIENTE!

Il silenzio di oggi potrà sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d'informazione. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l'attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie.
Non si tratta di uno sciopero corporativo, ma di una protesta a tutela dei cittadini, cui la legge nega il diritto di essere liberamente informati, cioè di conoscere e di sapere, e dunque di rendersi consapevoli e di giudicare a ragion veduta.

Inoltre, il silenzio contro la legge-bavaglio in Sicilia acquisisce un "valore in più": la legge sulle intercettazioni, infatti, non solo "tappa la bocca a chi vuol raccontare come stanno le cose, ma smantella anche strumento delle intercettazioni grazie al quale sono stati raggiunti straordinari successi nella lotta alla mafia. Nella nostra regione il ddl intercettazioni, che secondo Berlusconi non ostacolerebbe le indagini sulla mafia, avrebbe effetti ancora più devastanti che nel resto d’Italia. A tutti i cittadini, quindi, si chiede di utilizzare questa parentesi di silenzio volontario per riflettere su quanto il governo ci vuole imporre.

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09 luglio 2010

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