In una lettera anonima scritta da un poliziotto canadese forse la verità sulla misteriosa morte di Claudio Castagnetta

06 ottobre 2007

La salma di Claudio Castagnetta ha lasciato Québec City lunedì scorso su un cargo dell'Alitalia ed è arrivata a mercoledì, un paio di ore dopo l'arrivo dei suoi familiari, partiti dal Canada il giorno prima.
Caludio Castagnetta, trentadue anni, era andato in Canada per amore alcuni anni fa, come molti altri italiani. A rivelarlo è stato il padre Corrado, prima di ripartire per l'Italia. Aveva conosciuto in Scozia la sua futura moglie, Valerie Samson, con cui si era trasferito a Québec City. ''Lo avevo mandato io a Edimburgo perché voleva imparare l'inglese - ha raccontato il padre - ha conosciuto questa donna, si è sposato e dopo tre anni e mezzo, purtroppo, si sono separati. La moglie adesso vive a Montreal e lui era da solo a Québec City. Ma aveva molti amici, sia italiani che canadesi. Ma immaginate la mia posizione. Io svolgo l'attività di commercialista. Claudio era il mio unico figlio maschio, che avrebbe potuto continuare la mia professione. Invece lui ha preferito trasferirsi e vivere in Canada. E credo che abbia vissuto con grande civiltà e grande impegno, ma la sua purtroppo è stata una fine tragica''.
Vogliamo ricordare, a chi non ha ancora inquadrato la storia, che Claudio Castegnetta è stato arrestato il 18 settembre scorso in seguito a un comportamento che la polizia canadese ha definito ''strano'' di fronte a un negozio, ma non violento,come ha testimoniato la proprietaria. Il giorno dopo il ragazzo è morto in circostanze non chiare, forse in prigione, in seguito a gravi ferite alla testa...

Ieri a Palermo, nella chiesa di Sant'Eugenio Papa, si sono svolti i funerali di Claudio, e per dargli l'ultimo saluto si sono riuniti quasi un migliaio di persone. La cerimonia funebre è stata officiata da padre Fabrizio Fiorentino che ha detto: ''Claudio era un ragazzo serio e diligente. Affettuoso in famiglia. Telefonava ogni giorno dal Canada. Quando muore un giovane a 32 anni ci si chiede sempre perché?''.
Già, perché Claudio è morto? Com'è morto veramente?

Claudio Castagnetta era laureato in Economia in Italia e gli mancavano due materie per il corso MBA (Master of Business Administration) in Marketing all'Università di Laval, a Quebec City. Aveva lavorato per la Camera di commercio del Quebec e faceva traduzioni per l'Olympus, ma non di segreti industriali, ci tiene a specificare il padre, come hanno scritto alcuni giornali. Anzi, era entrato nell'azienda semplicemente come traduttore e aspirava a diventare un manager, vista la sua specializzazione professionale.
Il padre si è detto più volte addolorato e arrabbiato con la polizia canadese. ''Sono stati disattesi i diritti civili di mio figlio. Non me lo aspettavo dal Canada, che credevo un Paese civile''. Una cosa che non perdona alle autorità canadesi è di non aver comunicato la notizia della morte del figlio alle autorità italiane residenti in Canada. ''Io l'ho saputo dalla polizia italiana. Le autorità canadesi non si sono neppure degnate di informare le istituzioni italiane in Canada. E' una vergogna, perché va contro tutti gli accordi e i protocolli internazionali''.

L'ambasciatore italiano a Ottawa, Gabriele Sardo, da parte sua, dopo una settimana dall'apertura dell'inchiesta della polizia quebecchese, lo scorso venerdì ha scritto al ministro dell'interno della provincia del Québec ''per esprimergli l'attenzione e la preoccupazione con cui abbiamo seguito e seguiamo lo svolgimento dell'inchiesta, specificando che l'aspettativa è di avere dati certi a breve termine''.
Il governo italiano segue con attenzione quello che sta accadendo, anche se ancora non sono stati fatti passi forti, ha dichiarato Gino Bucchino, deputato al parlamento italiano eletto dagli Italiani all'Estero in Nordamerica. ''Si deve naturalmente dare fiducia al governo canadese e alle forze dell'ordine - ha detto Bucchino -, aspettiamo ancora un paio di settimane, dopodiché se non arrivano risposte certe, non ci accontenteremo di sentire scuse o giustificazioni. Io stesso presenterò un'interrogazione parlamentare forte, a risposta breve, chiedendo l'intervento del governo italiano''.

Il padre di Claudio ha chiesto un processo pubblico, per il momento negato dalle autorità canadesi. Ma se un risarcimento dovesse essere previsto, gran parte di questo andrebbe devoluto all'Università di Laval, a Québec City, ha assicurato, per una borsa di studio in Marketing dedicata proprio a suo figlio.
Intanto una novità si è affacciata da poco sopra questa storia triste e oscura: una lettera anonima spedita ai familiari di Claudio contente, forse, alcune rivelazioni importanti riguardo proprio la sua morte.
La rivelazione è stata fatta dal padre di Claudio, al termine della cerimonia funebre di ieri. La lettera è arrivata alla casella di posta elettronica della sorella di Claudio, Alessandra, inoltrata da Riccardo Rossini, il console italiano a Québec in Canada. Si tratterebbe di una missiva anonima scritta da un poliziotto che lavora nel penitenziario dove Claudio era rinchiuso. La missiva, secondo Marco Favarò, il legale della famiglia, ricostruirebbe la dinamica dell'incidente che ha coinvolto il giovane palermitano. Favarò ha fatto anche sapere che il console avrebbe richiesto ulteriori controlli sulla veridicità del contenuto.
''Da quanto ho appreso - ha detto Corrado Castagnetta - la lettera sostiene, ricostruendo i fatti, che la morte di mio figlio non è stata un incidente. Ma al momento non ho altri particolari. Comunque c'è voglia di denunciare''.

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06 ottobre 2007

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