In vista di un 'autunno caldo'

Il ministro dell'Interno Maroni sugli scontri a Roma: "Abbiamo bisogno di nuove misure legislative"

19 ottobre 2011

"C'era l'intenzione di assaltare le sedi istituzionali della Repubblica, in primo luogo Camera e Senato". Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ieri nel'informativa al Senato sulle violenze della manifestazione a Roma. "Sabato - ha spiegato il titolare del Viminale - la cieca violenza di 3.000 delinquenti incappucciati ha oscurato la protesta di migliaia di persone che volevano manifestare pacificamente. Abbiamo visto materializzarsi una nuova forma di terrorismo, che potremmo chiamare terrorismo urbano". Da parte dei violenti "c'era la volontà di ricreare l'incidente avvenuto a Genova e solo grazie alle forze dell'ordine si è impedito che ci scappasse il morto". "I vertici delle Forze dell'ordine e dei Servizi - ha spiegato il ministro - mi hanno confermato che le informazioni le avevano tutte, ma le norme delle attuali leggi non consentono azioni preventive nei confronti di chi è sospettato di voler partecipare a incidenti di piazza". Per questo "proporrò al Parlamento nuove misure legislative per consentire alle forze dell'ordine di intervenire con efficaci azioni di prevenzione per evitare che le violenze vengano attuate". "E' destitituito di ogni fondamento - ha rimarcato Maroni - il fatto che non si sia fatto abbastanza sul fronte della prevenzione".

Tra i provvedimenti Maroni annuncia il Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive, ndr) anche per i cortei di carattere politico, arresto in flagranza differita e uno specifico reato associativo per chi si rende responsabile di violenza aggravata nelle manifestazioni. Il titolare del Viminale ha quindi sottolineato il bisogno di maggiori tutele giuridiche per le forze di polizia. Tra le altre misure annunciate da Maroni, anche l'arresto obbligatorio per chi, in prossimità di manifestazioni, viene trovato in possesso di "veri e propri kit di guerriglia urbana". Non solo. Gli organizzatori dei cortei dovranno dare garanzie economiche, per riparare a eventuali incidenti e danni che saranno causati dai manifestanti. Comunque, ha assicurato il ministro, "mi consulterò con tutti i partiti politici" sulle nuove norme da introdurre per rafforzare l'ordine pubblico.
Tracciando quindi un profilo dei violenti, il titolare del Viminale ha sottolineato come "nelle fila insurrezionaliste ci sono nuove leve accomunate soprattutto dalla voglia di esprimere il proprio disagio sotto forma distruttiva, senza una precisa collocabilità politica". Inoltre, tra gli incappucciati di sabato non c'era "nessun black bloc proveniente dall'estero". Quanto ai danni materiali dopo gli incidenti avvenuti a Roma sabato scorso, "nel complesso ammontano a cinque milioni di euro".
Ma quel che preoccupa per Maroni è che "si preannuncia un nuovo autunno caldo". Pertanto, il ministro invita a tenere alta l'attenzione sul corteo No Tav di sabato prossimo dove, ha riferito, "uno dei leader, Alberto Perino, ha detto che succederà qualcosa di brutto".
Per il contrasto delle violenze non mancheranno i fondi. "Ieri ho chiesto e ottenuto dal ministero dell'Economia uno stanziamento di 60 milioni di euro entro la fine dell'anno, per le spese che il ministero dell'Interno dovrà affrontare per la gestione dell'ordine pubblico". "Il mio impegno - ha proseguito Maroni - è quello di ottenere la cancellazione dei tagli al comparto sicurezza".

Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, ha definito "utili" l'arresto in flagranza differita ed il Daspo, ma esprime "un'ostilità chiara e limpida nei confronti del fermo preventivo" e ricorda che "qualcosa non ha funzionato se una città, già presidiata e allarmata da giorni sulla gravità dei disordini che potevano accadere, è stata in parte messa a ferro e fuoco". Marcia indietro da parte del leader dell'Idv Antonio Di Pietro sul ripristino della Legge Reale, perchè bisogna comunque "salvaguardare i diritti costituzionali dei cittadini" e ok a "mutuare le norme già vigenti per i facinorosi degli stadi alle manifestazioni politiche".
Da parte sua, il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha ricordato che "siamo usciti dal terrorismo senza leggi speciali e riusciremo nello stesso identico modo ad arginare l'area del dissenso". Polemiche, poi, per le dichiarazioni del ministro Maurizio Sacconi che ha detto: "A Roma i violenti erano tremila. Per buona parte della manifestazione, fino alle quattro del pomeriggio, sono stati coperti dal corteo".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Repubblica.it]

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19 ottobre 2011

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