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Inchiesta Iblis: i pm contro l'avocazione, un legale ricusa il Gup

53 indagati, tra i quali Raffaele e Angelo Lombardo, per un processo pieno di "incomprensioni" giudiziarie

24 giugno 2011

I quattro sostituti della Direzione distrettuale antimafia di Catania che hanno avuto revocata la delega sull'inchiesta Iblis dopo lo stralcio di tre posizioni, comprese quelle del governatore Raffaele Lombardo e di suo fratello Angelo deputato nazionale del Mpa (LEGGI), hanno presentato una nota al procuratore capo Michelangelo Patanè.
Nel documento, che secondo le normali procedure di legge deve essere presentato entro 10 giorni dalla revoca, i pm spiegano, in termini tecnici e giuridici, la loro posizione, ribadendola, e le motivazioni del perché avevano chiesto anche il rinvio a giudizio dei fratelli Lombardo. L'atto, consueto nella dialettica tra vertici e sostituti nelle Procure, dovrà adesso essere vagliato dal procuratore capo Michelangelo Patanè che potrà decidere se annullare la revoca o mantenere lo stralcio a sè stesso e al procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro, che coordina il gruppo Dda contro il clan Santapaola.
Una terza ipotesi di scuola, legata a una circolare interna che non è norma ma consuetudine, è che il procuratore possa valutare di chiedere, nei tempi che lui ritiene opportuni, una valutazione del caso Consiglio superiore della magistratura. L'intervento del plenum del Csm non è espressamente citato nella nota firmata dai sostituti Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarino.

Poi c'è quanto sollevato dall'avvocato Antonio Fiumefreddo, legale di Giuseppe Ercolano, uno dei 53 imputati del processo Iblis, la cui udienza preliminare è fissata per il 14 luglio davanti al gup Alfredo Gari. L'avvocato, infatti, ha presentato alla III sezione penale della corte d'Appello di Catania istanza di ricusazione nei confronti del gup perché marito di Rita Cinquegrana, "confermata, per la durata di un quadriennio quale Sovrintendente dell'Ente Lirico Regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania". Il deposito dell'atto è stato reso noto dallo stesso legale, che ha spiegato che "il predetto incarico è stato direttamente conferito dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo, attualmente indagato nell'ambito del procedimento Iblis". "Nel caso che ci occupa - ha continuato Fiumefreddo - appare di solare evidenza come qualsivoglia valutazione espressa dal Gup in ordine ai fatti per cui è processo, passibile di assumere un'innegabile refluenza ed incidenza in ordine alla posizione processuale del Presidente Lombardo, non potrà in alcun modo qualificarsi come scevra da condizionamento, atteso l'evidente interesse, finanche personale, di cui il dr. Gari risulta essere portatore, essendo attribuita al Presidente Lombardo ogni determinazione in relazione all'incarico attualmente rivestito dalla dr.ssa Cinquegrana". "In particolare - conclude Fiumefreddo - deve rammmentarsi come il giusto processo debba essere garantito, tra l'altro, dalla terzietà del giudice, che nel suo operare deve non solo essere ma anche apparire libero da condizionamenti tali da giustificare il sospetto di una sua 'prevenzione' nei confronti dell'oggetto del procedimento". [Fonte Lasiciliaweb.it]

- Quattro pm contro Patané di A. Condorelli (LiveSicilia.it)

 

 

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24 giugno 2011
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