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Incidente nella centrale nucleare

E' accaduto nell'impianto di Krsko, a 130 km da Trieste. Attivato il sistema di allerta europeo

05 giugno 2008

Un incidente si è verificato ieri nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a 130 km da Trieste. La Commissione europea ha subito attivato il sistema d'allerta rapido europeo sui rischi radioattivi.
"Il sistema di risposta d'emergenza della Commissione (Ecurie) ha ricevuto un messaggio di allerta dalla Slovenia alle 17h38 ora locale - si legge nella nota diffusa a Bruxelles - Una perdita di fluido refrigerante si è verificata nel sistema di raffreddamento primario della centrale nucleare di Krsko". I servizi del commissario europeo all'Energia, Andris Piebalgs, hanno riferito quindi che sono state adottate tutte le necessarie procedure di sicurezza per lo spegnimento del reattore, che è stato completato.
Bruxelles ha riferito di aver "immediatamente" trasmesso queste informazioni a tutti gli Stati membri e che "le autorità slovene hanno confermato che non ci sono rischi di fuga e la situazione può considerata sotto controllo".

Analoga rassicurazione è arrivata da Maja Kocijancic, portavoce della presidenza di turno slovena dell'Unione europea a Bruxelles. "La situazione è sotto controllo. Non c'è assolutamente nessun rischio per l'ambiente e per le persone" ha detto la portavoce ad Aki-Adnkronos International. Quello che si è verificato nella centrale nucleare di Krsko, "è un incidente locale" ha poi aggiunto, ribadendo che non è stata riscontrata nessuna fuga radioattiva nell'atmosfera.
Anche il dipartimento per la Protezione Civile ha fatto sapere che l'incidente non ha causato rilascio di materiale radioattivo nell'ambiente. Si è trattato di "un piccolo incidente" ha detto il direttore della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Guglielmo Berlasso.
La direzione dell'impianto di Krsko da parte sua ha assicurato che la centrale nucleare è stata fermata solo per "qualche ora, a titolo preventivo al fine di permettere al personale di stabilire le cause del guasto e di ripararlo".

L'allarme è rietrato completamente questa mattina. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha infatti ridimensionato la pericolosità di quanto accaduto. Anzi, ha sostenuto che non si può neanche parlare di "incidente" perché non vi è stata alcuna fuga di radioattività nell'ambiente. L'Aiea è stata informata dall'Ente sloveno per la sicurezza atomica (Snsa) "che la perdita di refrigerante è stata rilevata in tempo e che non c'è stata emissione di radiazioni nell'ambiente né al di fuori del sito" si legge in una nota dell'Aiea. L'agenzia con sede a Vienna ha quindi precisato che si è trattato di una emergenza "di livello minimo" della classifica predisposta per quantificare la pericolosità di tali eventi. In una scala che va da zero a otto, la perdita di liquido di raffreddamento è infatti valutata zero, afferma un comunicato diffuso dall'organizzazione dove si precisa che il reattore reattore è stato spento.
Quanto accaduto ieri può quindi essere solo considerato come "un evento non usuale" e comunque, seguendo le procedure, e su precisa richiesta di Lubiana, l'Aiea ha notificato la situazione ai Paesi confinanti con la Slovenia, Austria, Croazia, Italia e Ungheria.
Come spiegato dal direttore dell'impianto, Stane Rozman, la chiusura della centrale nucleare è avvenuta secondo le procedure standard e non vi è stato "nulla di insolito". "Abbiamo gestito la situazione propriamente. Era la procedura prevista per questi casi", ha detto Rozman a Radio Slovenija, aggiungendo che il problema è stato individuato e verrà eliminato "entro pochi giorni".

Sei mesi fa il Wwf aveva espresso preoccupazione di fronte alle notizie secondo cui il governo sloveno intendeva raddoppiare la centrale nucleare di Krsko.
L'impianto ha in funzione un reattore Westinghouse da 632 MW. Fornisce energia elettrica alla Slovenia e, dal 2003, anche alla Croazia (cinque miliardi di kilowattora all'anno, equivalenti al 40 per cento di tutta l'energia elettrica prodotta in Slovenia).
Il reattore è operativo da oltre vent'anni: la produzione è iniziata nel 1983 con 5 anni di ritardo sui tempi previsti a causa di problemi tecnici. La compagnia che opera a Krsko afferma che l'impianto rientra "nel gruppo del 25 per cento dei reattori primi al mondo per sicurezza e stabilità".
Ma secondo Greenaction Transnational, un'organizzazione transnazionale indipendente e senza fini di lucro per la difesa dell'ambiente, dei diritti dell'uomo e degli animali, fondata nel 2007 a Trieste, la centrale nucleare di Krsko "rappresenta uno dei maggiori rischi per la sicurezza dell'Italia settentrionale, dell'Austria meridionale (Carinzia), della Slovenia e della Croazia".

Fonte: Adnkronos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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05 giugno 2008
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