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Indietro Popolo... Non sulla vittoria di Berlusconi, ma sulla scomparsa della Sinistra dal Parlamento

15 aprile 2008

Dopo una battaglia si usa "contare i morti e i feriti"... Questa "battaglia" elettorale, finita ieri, ha lasciato sul campo una vittima eccellente: la Sinistra.
Per la prima volta da quando il fascismo li aveva messi fuorilegge, nel Parlamento italiano non siederanno né comunisti, né socialisti. Il poco più del 3% preso alla Camera dalla Sinistra Arcobaleno e lo 0,9% raccattato dai Socialisti non lasciano possibilità. A Montecitorio e Palazzo Madama nessuna targhetta adornerà le stanze dei gruppi parlamentari con i simboli del lavoro che hanno percorso tutto il '900.
Nelle passate elezioni Rifondazione comunista aveva raggiunto da sola il 7,37 per cento dei consensi. Questa volta l'alleanza con Verdi e Pdci già dagli exit poll non andava oltre il 5%. E l'amara verità dei dati reali è stata poi anche più crudele: l'alleanza non raggiunge neppure il 4%, soglia di sbarramento per l'accesso almeno alla Camera. Il che significa cancellare in un solo colpo tutta la rappresentanza della sinistra: da quattro raggruppamenti a nessuno.

I Socialisti hanno provato a fare breccia battendo la via del laicismo, della contrapposizione netta, diretta e frontale allo "Stato clericale" che da Boselli in giù gli eredi del garofano indicavano come il pericolo massimo per il Paese. Ma non ha pagato. Bobo Craxi ha detto di "non avere alcun rimpianto per la scelta di non correre insieme al Partito democratico". Il cattivo risultato ottenuto dal Ps ha avuto una conseguenza immediata: il farsi da parte del segretario Enrico Boselli. "Non credo che sarò ancora io, dopo questa sconfitta, a guidare ancora il Partito socialista - ha dichiarato all'Ansa -. Abbiamo una parte di colpe, ma la responsabilità di Veltroni è gravissima. Ha consegnato il paese nelle mani di Berlusconi".

Insomma, fa impressione ma è così. I "comunismi", o se si preferisce i  "socialismi", hanno esalato l'ultimo respiro e a niente è valso togliere preventivamente falce e martello dalla bandiera. Nemmeno l'arcobaleno ha potuto nulla. I suoi colori si sono sbiaditi fino a diventare trasparenti e, in un colpo solo, sono scomparsi la vecchia e la nuova sinistra. Per qualcuno il timore più grande è che insieme alle Sinistre siano scomparse dalla politica concetti quali pacifismo e laicismo, per altri la tragedia più grande è il fatto che oggi gli operai hanno votato per la Lega, preferendo un cavaliere con la spada sguainata di verde tinto, i classici simboli del lavoro e il rosso della passione...

"E' una sconfitta netta di proporzioni impreviste. Ora si deve produrre una discussione in tutte le parti che costituiscono la sinistra italiana". Il primo a riconoscere l'infausta sconfitta è stato il Fausto Bertinotti che ha annunciato il suo addio alla guida della coalizione: "Il mio ruolo di direzione termina qui. Mi dispiace, ma si chiude con una sconfitta. La mia attività continua, continuerò a dare una mano ma la mia stagione si conclude qui".
"La sconfitta è innegabile, sotto gli occhi di tutti e va riconosciuta - ha detto il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano -. Quello che non è andato è il fatto che si è determinata una fortissima polarizzazione e una astensione dal voto. Purtroppo è il sistema americano che rischia di prendere campo in questo paese, un sistema fondato su due forze politiche che hanno fatto l'en plein e sulla disaffezione al voto".
Per Oliviero Diliberto, leader dei Comunisti italiani, una delle 'colpe' del risultato è da attribuire all'assenza della falce e martello dal simbolo, mentre per Franco Turigliatto, senatore di Sinistra critica, uno dei "ribelli" che per primi si sono sfilati dalla coalizione che sosteneva Romano Prodi, la sconfitta è da attribuire solo ad un responsabile: "Si chiama Fausto Bertinotti". Per Turigliatto "la Sinistra Arcobaleno si è dissanguata per Prodi a tutto vantaggio di Veltroni". Nonostante tutto, Turigliatto vede uno spazio ancora a sinistra: "C'è un grandissimo lavoro da fare per ricostruire una sinistra davvero anticapitalistica".

Sarà... ma quello che sembra la parabola più calzante per rappresentare quanto accanduto alla sinistra italiana sta nelle parole che Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, ha detto subito, a caldo: "Il Novecento ci è precipitato addosso".
Già.... Anche in Italia c'erano una volta i comunisti, e adesso non ci sono più. 

- "La notte terribile della gauche italiana" di Gian Antonio Stella

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15 aprile 2008
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