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Indispensabili e temuti

Gli stranieri in Italia, gli italiani con gli stranieri: i dati del I Rapporto sull'immigrazione in Italia

30 aprile 2008

All'alba di stamani a Lampedusa (AG) si sono registrati altri due sbarchi di migranti clandestini. Un primo gruppo di sei extracomunitari è riuscito ad approdare in porto intorno alle 5; poco meno di un'ora dopo sono riusciti ad attraccare altri 33 immigrati, tra cui 4 donne.
I 39 clandestini sono già stati trasferiti nel centro di prima accoglienza e soccorso di contrada Imbriacola, dove si trovano oltre 800 extracomunitari sbarcati sull'isola negli ultimi giorni.
Sempre alle prime luci del giorno a Pozzallo (RG), una piccola imbarcazione con 27 clandestini a bordo è stata intercettata da una motovedetta della guardia costiera a due miglia circa al largo di Marina di Ragusa. Gli extracomunitari, tutti uomini di età compresa tra i 25 e i 30 anni, sono in buone condizioni fisiche. Dopo avere ricevuto i primi soccorsi i migranti sono stati trasbordati, per motivi di sicurezza, sulla motovedetta che poi ha fatto subito rotta verso il porto di Pozzallo...
 

Due milioni e quattrocentomila.
E' questo il numero degli stranieri residenti in Italia con un regolare permesso di soggiorno (129.000 in più rispetto all'anno precedente): oltre l'88% di loro vive al Centro-Nord, ben un quarto in Lombardia.
Sono questi alcuni dei dati contenuti nel Primo Rapporto del Ministero dell'Interno sull'immigrazione in Italia curato da Marzio Barbagli e presentato ieri dal ministro uscente Giuliano Amato.
Il nostro Paese è nelle retrovie in Europa per numero di stranieri in rapporto al totale dei residenti, essi rappresentano infatti il 5% della popolazione, quattro volte meno che in Svizzera, meno di Austria, Germania e Francia. Ma c'è una netta differenza, secondo quanto emerge dallo studio, tra il Centro-Nord, dove gli immigrati rappresentano il 6,8% della popolazione ed il Sud, dove la quota di stranieri si ferma all'1,6%. "La crescita solo modesta della presenza straniera al Sud e quella assai più forte al Nord - sottolinea lo studio - potrebbero rendere, in assenza di fattori che ne cambino la direzione, questa forbice ancora più ampia, avvicinando rapidamente le zone centro-settentrionali ai Paesi di più antica immigrazione".

I dati del Viminale, aggiornati al gennaio 2007, contrastano però con quelli elaborati dalla Caritas. Attingendo alle stesse fonti ufficiali, l'associazione cattolica impegnata da anni nel mondo dell'immigrazione, pubblica nel Dossier aggiornato anch'esso al gennaio 2007, che i "regolari" in Italia sono quasi 3.700.000 (3.690.052), quasi un milione e 300.000 in più rispetto ai dati del ministero degli Interni. Nessun dato ufficiale naturalmente, sui clandestini, ma stime aggiornate danno per residenti tra i 300 e i 450 mila stranieri.

Dato significativo è quello delle ''cicogne straniere'' arrivate del nostro Paese. Nel 2006, infatti, i bambini nati in Italia da genitori stranieri sono stati 57.765 (+11% rispetto all'anno precedente), pari a circa il 10% del totale dei nati in Italia. Il numero dei nati per mille stranieri residenti in Italia è praticamente raddoppiato nel corso di poco più di 10 anni: da 11,6 nati per mille stranieri nel 1993 si è passati a 22 nel 2006.
In totale sono presenti circa 398 mila cittadini stranieri residenti nati in Italia; questi rappresentano la seconda generazione di immigrati, che è pari al 13,5% del totale della popolazione straniera residente. Dato che il fenomeno migratorio è relativamente recente, nota il Rapporto, è probabile si tratti, per la quasi totalità, di cittadini minorenni. Il Rapporto dedica quindi un capitolo ai matrimoni misti che, nel 2004 sono stati 17.835 e costituiscono il 9% del totale delle unioni registrate in quest'anno, fino a punte del 12% nelle aree centro-settentrionali del Paese. Nel 76% dei casi si tratta di uomini italiani che scelgono una moglie straniera.

Circa i Paesi di provenienza degli immigrati, c'è da segnalare un calo di marocchini, tunisini e filippini, a fronte di un aumento di albanesi e cinesi. A partire dalla seconda metà degli anni '90 hanno cominciato a guadagnare posizioni anche i romeni che al primo gennaio 2007 sono una delle comunità più numerose (278.000 permessi), subito dopo quella albanese (280.000). Incrementi straordinari sono stati poi registrati per ucraini (in quattro anni da 12.730 a 120.070) e moldavi (da 6.974 a 55.803): sono soprattutto donne.
Un capitolo a parte del dossier del Viminale è dedicata agli immigrati irregolari, categoria nella quale coesistono tipi assai diversi di stranieri: ci sono quelli che entrano legalmente, ma poi rimangono oltre i tempi consentiti; quelli che entrano illegalmente; quelli che entrano per l'azione delle organizzazioni dedite al traffico di esseri umani; infine, parzialmente sovrapposta alla precedente, c'è una forma di immigrazione illegale con scopi direttamente criminali, o per sfuggire a indagini o arresti al Paese di origine. Sono particolarmente elevate le presenze irregolari dall'Europa dell'Est, in particolare Romania e Ucraina.

Aumenta la diffidenza degli italiani verso gli immigrati. Quelli islamici, in particolare, sono ritenuti problematici: quasi un italiano su tre è contrario alla costruzione di moschee sul suolo nazionale, mentre il contenimento/regolazione dell'immigrazione si configura come uno dei dieci principali problemi del Paese. Questi ultimi sono i risultati della seconda ricerca dell'Osservatorio sociale sulle immigrazioni realizzata da Makno & consulting, presentata al Viminale insieme col Rapporto del ministero e che ha coinvolto 1.000 cittadini italiani e 1.000 immigrati.
Nel corso dell'ultimo anno, secondo il sondaggio, è stabile la popolazione che prova sentimenti di apertura/disponibilità nei confronti degli immigrati (42%), mentre sono raddoppiati i cittadini che manifestano sentimenti di diffidenza (dal 5,9% della precedente rilevazione all'11,3% dell'ultima) ed indifferenza (dal 10,7% al 17,1%). E' l'immigrazione dai Paesi islamici ad apparire più problematica alla maggior parte degli italiani (55%). I problemi specifici sono costituiti dalla insofferenza degli islamici nei confronti della religione cattolica (28%), dal loro atteggiamento critico nei confronti della cultura e delle tradizioni italiane (25%) e dal pericolo di attentati terroristici di cellule integraliste (17%).

La maggioranza degli italiani, però, considera gli immigrati una risorsa economica per le imprese italiane (57%); utili per l'assistenza agli anziani (68,4%); che la maggioranza degli immigrati sia onesta (51%); mentre sono gli immigrati clandestini - un fenomeno percepito in aumento - a rappresentare un problema per la sicurezza dei cittadini (52%).
Per quanto riguarda gli immigrati intervistati, oltre il 70% esprime soddisfazione nei confronti del proprio lavoro
. Il restante 30% è insoddisfatto (12%). I principali motivi di lamentela sono la scarsa remunerazione e la mancanza di sicurezza di continuità (entrambi con il 46%), il lavoro faticoso (37%) e senza un regolare contratto (34%). Il 77% degli immigrati esprime una valutazione positiva sulla propria permanenza in Italia.

- 1° Rapporto sugli immigrati in Italia (pdf)

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30 aprile 2008
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