Interni Italiani

Figure, oggetti, stanze nella pittura italiana dagli anni Venti agli anni Sessanta del Novecento

01 settembre 2005

Interni Italiani
Figure, oggetti, stanze nella pittura italiana dagli anni Venti agli anni Sessanta del Novecento

mostra a cura di Sergio Troisi

dal 10 Luglio al 16 ottobre 2005
Convento del Carmine - Piazza del Carmine, Marsala (TP)



Orari mostra: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00 
Ingresso gratuito

L'Ente Mostra di Pittura Contemporanea ''Città di Marsala'' presenta la mostra "Interni italiani. Figure, oggetti, stanze nella pittura italiana dagli anni Venti agli anni Sessanta del Novecento". Curata da Sergio Troisi, direttore artistico del centro, la mostra intende indagare, attraverso le opere di alcuni tra i maggiori artisti italiani del secolo scorso, tra cui Cagli, Pirandello, Casorati, Guttuso, Mafai, non soltanto l'evoluzione di un genere così fortemente caratterizzato della storia dell'arte in un periodo storico ampio e dai mutamenti a tratti impetuosi, dagli anni Venti ai Sessanta, ma anche, in controluce, i passaggi della società italiana assumendo un privilegiato oggetto e punto di osservazione.
Il motivo delle figure in un interno è uno dei temi centrali dell'arte moderna, continuamente indagato in ''L'imbronciata'', 1927 - Manlio Giarrizzotutte le sue varianti. Come esaltazione del décor borghese, ma anche come gioco sottile di analisi d'ambiente e di introspezione psicologica, come variazione sulla pratica del ritratto e, non di rado, come contaminazione con un'altra iconografia stratificata, quella della natura morta.
Le figure in un interno restituiscono la fragilità che caratterizza ogni specchio d'epoca: la tipologia degli appartamenti, il gusto dell'arredamento, la datazione degli abiti, la ripetizione di gesti e pose che sono, anch'essi, rivelatori di una società e di un costume.
Dalle opere di artisti quali: Casorati, Donghi, Marussig, Cagli, Birolli, Guttuso, Mafai, Pirandello, Ferroni, Adami, emergono le trasformazioni delle relazioni tra i personaggi e lo spazio abitato, le diverse modalità di percezione e rappresentazione di oggetti e materiali, la differente saturazione espressiva e sentimentale di stanze e appartamenti: dalla nitidezza straniata del 'Realismo Magico' al disagio nervoso degli anni Trenta, dallo spirito ansioso che anima tanta pittura degli anni Cinquanta al confronto serrato e non più rinviabile con le materie della nuova industrializzazione negli anni Sessanta. Anche se non rigidamente separate, e anzi poste a confronto nella loro evoluzione, sono queste le sezioni della mostra.

''Ritratto di Anna Maria De Lisi'', 1918 - Felice CasoratiGli anni Venti vedono, infatti, una rappresentazione degli interni dove il carattere lievemente stilizzato e monumentale di arredi e figure indicano la nuova dimensione della realtà borghese; e dove comunque, nelle pose dei personaggi, traspare sia pure controllata l'inquietudine moderna di cui il 'Realismo Magico' è una delle componenti fondamentali; negli anni Trenta invece il tonalismo di ambiente romano e poi il raggruppamento di 'Corrente' insistono su un nuovo sentimento di disagio, che carica la pennellata e la materia di colore di una stesura nervosa in cui si riflette la progressiva consapevolezza di una generazione; gli stessi ambienti e oggetti, umili e quotidiani, lontani dalla eleganza del decennio precedente, denunciano una tensione morale che prelude all'imminente dramma storico.
Nel dopoguerra è soprattutto la nuova periferia industriale a evidenziare un diverso quadro storico, di disillusione ma anche di attenzione nuova nei confronti del paesaggio umano che abita stanze e appartamenti dove si accampa una modernità che si confronta con l'esistenzialismo filosofico, sino agli anni Sessanta, quando le immagini della società di massa e dell'universo tecnologico ridisegnano gli ambienti e il rapporto con le cose.

A scandire l'itinerario della mostra opere come il ''Ritratto di Anna Maria de Lisi'' di Felice Casorati (1918), nel quale la resa dell'interno dell'atelier trascrive un nitido spazio architettonico raggelato ed accoglie il ''Composizione con nudi e pantofole gialle'', 1923 - Fausto Pirandellopersonaggio femminile come una cristallizzazione della melanconia; il ''Nudo con interno architettonico'' di Mario Sironi (1925), dove la dimensione solenne e monumentale tipica dell'artista individua nel motivo dell'interno una classicità tragica; ''Candida'' (1927) e ''Mamma e Lelle col ritratto di Vitia'' di Carlo Levi nei quali la dimensione quotidiana è condotta con calibrata armonia di toni; il grande ''Famiglia in campagna'' di Francesco Menzio (Accademia Carrara, Bergamo), vincitore del premio Bergamo 1942. Lo spazio ansioso di Fausto Pirandello nelle ''Donne che si pettinano'', dove la materia di colore carica i personaggi femminili di un gesticolare da tarantolate; il ''Postribolo'' di Alberto Ziveri (1937), che segna il passaggio dell'artista a una figurazione di realismo scabro e disilluso; i non luoghi della contemporaneità negli aeroporti di ''Attesa di partire'' di Piero Guccione, sospesi in una luce immobile e rarefatta.
Oltre sessanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Italia.
Il catalogo della mostra è edito da Sellerio.

Testo curato da : Ufficio Stampa Ku.ra, Rosi Fontana - tel. 050-9711343, fax 050-9711317
e-mail:
info@rosifontana.it - www.rosifontana.it

INFO
Tel 0923/711631

www.pinacotecamarsala.it   
info@pinacotecamarsala.it

[In alto a sinistra: ''Davanti allo specchio'', 1923 - Cagnaccio di San Pietro]

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01 settembre 2005

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