Italiani, donatori generosi e sensibili

In Italia nel 2008 effettuati 3000 trapianti di organi, ma sono 9000 i pazienti in lista d'attesa

22 settembre 2009

In Italia, nel 2008, sono stati realizzati 3.021 trapianti d'organo: 1.573 di rene, 1.033 di fegato, 308 di cuore, 112 di polmone, 76 di pancreas e due di intestino.
Questa la fotografia sull'attività trapiantologica in Italia illustrata in occasione della presentazione, del libro 'Il trapianto moltiplica la vita', un volume nato dal dialogo tra Franco Filipponi, direttore del Dipartimento di trapiantologia epatica, epatologia, infettivologia e dell'unità di chirurgia generale e trapianti di fegato dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, e il giornalista del 'Corriere della Sera' Luigi Ripamonti.

I donatori segnalati sono 38,5 per milione di popolazione, mentre quelli utilizzati sono 22,9 per milione di popolazione. Il tempo medio di attesa per chi ha bisogno di un organo nuovo si aggira tra i due e i tre anni. Nel dettaglio, per i trapianti di rene bisogna attendere 3,01 anni, per il cuore 2,27, per il fegato 2,01, per il pancreas 3,74 anni, per il polmone 2,19 anni.
Nel 2008 sono stati effettuati 4.500 trapianti di cellule staminali emopoietiche e un totale di 12.327 trapianti di tessuti, quali cornea (4.196), cute (1.458), ossa (4.959), vasi (266), valvole (171) e membrane amniotiche (1.277).

L'Italia si conferma un Paese di grande generosità e sensibilità. Siamo al terzo posto in Europa per numero di donatori di organi destinati ai trapianti (22,9 per milione di abitanti), secondi solo a Spagna (34 pmp) e Francia (25 pmp). Eppure nella Penisola si registra ancora un 30% di rifiuto alla donazione. Sono più di 9.000 gli italiani in lista d'attesa per ricevere un organo nuovo. Nel 2008 i trapianti effettuati sono stati 3.000: solo per una persona su tre in attesa. Ma 300 muoiono aspettando.
"Malgrado l'aumento deciso delle donazioni che dagli inizi degli anni '90 sono triplicate - spiega Filipponi in una nota - ancora oggi l'attesa è troppo lunga per chi ha bisogno di un trapianto. La responsabilità sociale, che è la chiave di volta della donazione, va supportata non solo attraverso un sistema sanitario che assicuri risultati ma anche con la diffusione di un'informazione continua e trasparente per chiarire gli aspetti piùcontroversi come le modalità di accertamento della morte cerebrale, le garanzie di rispetto delle volontà del potenziale donatore e dei familiari, la trasparenza delle liste d'attesa". [Adnkronos Salute]

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22 settembre 2009

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