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Joseph Stiglitz contro l'Euro

Il premio Nobel per l'economia spiega: "L'euro è stato un errore, ma adesso non si può più tornare indietro"

07 maggio 2014

"L'Euro è stato un errore, ma adesso non si può più tornare indietro. Bisogna imboccare al più presto la strada delle riforme per armonizzare il tessuto europeo. E se questo non accadrà il conto da pagare sarà salato, sia nel caso estremo di un abbandono della moneta unica che non".
Sono questi i concetti che il premio Nobel, Joseph Stiglitz, ha rappresentato alle centinaia di studenti dell'Università Luiss Guido Carli riuniti in Aula Magna in occasione della XIV lezione dedicata all'armatore e storico presidente di Confindustria del dopoguerra, Angelo Costa.

L'Unione europea, ha detto l'economista statunitense, "ha fatto un unico grande errore: l'Euro, che non ha funzionato". La moneta unica, ha aggiunto parlando a braccio, è tra quelle cose che forse "non possono essere invertite" e allora le domande che sorgono sono due: "Perché non ha funzionato? E come si può correggere il tiro?". A suo avviso, quindi, la riforma dell'Eurozona deve includere una politica fiscale comune, l'armonizzazione del debito, l'Unione bancaria e politiche per la crescita. E se queste misure non verranno adottate a livello comunitario allora si potrebbero verificare "scenari dolorosi per i Paesi membri" sia mantenendo che uscendo dall'euro. "Restarci avrebbe costi enormi e uscirne sarebbe lo stesso. Se proprio ci deve essere una rottura dell'unione monetaria allora la via più facile sarebbe che la Germania fosse la prima a dire addio".

Di certo, ha detto Stiglitz, quanto fatto finora con l'austerity non è stata la ricetta giusta per arginare la crisi. "L'austerità - ha detto - non ha mai funzionato, non è servita". E puntando il dito contro gli esperti della Troika ha aggiunto: "se i miei studenti avessero presentato analisi come" le loro "li avrei bocciati". "La Troika - ha detto - ha ripetutamente prodotto previsioni errate e piuttosto che ammetterlo e riconoscere i suoi sbagli ha sempre incolpato le sue vittime".
A chiudere la 'lectio' è stato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha espresso apprezzamento per le parole dell'economista americano. Nel suo intervento l'industriale ha colto poi l'occasione per fare un appello elettorale, cosa mai fatta in precedenza dall'associazione di viale dell'Astronomia. "Votare oggi per l'Europa", ha detto riferendosi al 25 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo, "significa non mettere a rischio l'unica grande visione comune costruita nel secondo dopoguerra". [Informazioni tratte da Ansa, L'Huffington Post]

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07 maggio 2014
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