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Kung Fu Panda 2

Sequel divertente e forsennatamente ritmato, ed una Cina da cartolina che forse mai è esistita da nessuna parte

29 agosto 2011

Noi vi segnaliamo...
KUNG FU PANDA 2
di Jennifer Yuh

Po è finalmente diventato il 'Guerriero del Dragone' e vive felice nella Valle della Pace insieme ai suoi amici, le 5 Furie. Tuttavia, la loro placida esistenza viene interrotta dall'apparizione di una pericolosa e inarrestabile potenza decisa a conquistare la Cina e a distruggere per sempre il kung-fu. Quando il tutto sembra ormai essere perduto, Po scoprirà che per trovare la forza di fermare il potente nemico dovrà scavare nel suo passato...

Anno 2011
Tit. Orig. Kung Fu Panda: The Kaboom of Doom
Nazione USA
Produzione Melissa Cobb, Jonathan Aibel e Glenn Berger per Dreamworks Animation
Distribuzione Universal Pictures International Italy
Durata 91'
Regia Jennifer Yuh (Jennifer Yuh Nelson)
Sceneggiatura Jonathan Aibel, Glenn Berger
Genere Animazione


In collaborazione con Filmtrailer.com

La critica
"Sullo schermo prendono forma le ultime avventure del più improbabile tra gli eroi, in perenne transizione tra il lavoro in un ristorante e l'essere un maestro di Kung Fu. Il sequel diretto da Jennifer Yuh Nelson vede al centro il panda Po, doppiato dal formidabile attore americano Jack Black (la voce italiana è di Fabio Volo), che sta vivendo il suo sogno come Guerriero Dragone, mentre coi suoi fidati amici deve combattere ancora una volta per difendere dai cattivi la Valle della Pace, in una Cina da sogno."
Osvaldo Scorrano 'La Gazzetta del Mezzogiorno'

"Di meno non si poteva attendere dalla blasonata DreamWorks, forte dei 700 milioni di dollari incassati dal primo episodio, e dunque con un secondo inevitabile capitolo timonato stavolta da una donna, Jennifer Yuh. Il problema è che la trama aleggia tra esilità e noia, benché non manchino toccate (e fughe) freudiane di un figlio che cerca il vero padre incorrendo nella nemesi col cattivo. Temi ormai ricorrenti nelle trame dei raffinati scrittori d'animazione. Ma questo ai più piccoli forse importerà meno delle acrobazie spettacolari che maestose riempiono da ieri centinaia di schermi, Imax inclusi. D'altra parte dietro questa Cina c'è sempre Hollywood."
Anna Maria Pasetti 'Il Fatto Quotidiano'

"Chi dice che il panda è in via d'estinzione? Ucciso per sbaglio dal Ben Stiller di 'Tropic Thunder', l'orso dai simpatici occhi cerchiati di nero torna in forma animata per il sequel del successo Dreamworks. 'Kung Fu Panda 2' è assai più bello del primo grazie al panda corpulento Po, meno indolente e più simpatico che nella versione 2008 perché concentrato a riscoprire le sue radici familiari. (...) Funziona tutto, a partire dalle furibonde scazzottate che faranno impazzire i più piccoli. Dirige Jennifer Yuh, prima regista donna di un cartoon. Dopo l'Oscar a Kathryn Bigelow, un'altra bella rivoluzione rosa ad Hollywood."
Francesco Alò 'Il Messaggero'

"Molto pubblico adulto per 'Kung Fu Panda 2', eppure fino a qualche tempo fa i cartoni animati attiravano solo platee di bimbi accompagnati da rassegnati genitori. Cosa è successo? Non sarà che, di fronte a una realtà quanto mai incerta, tutti noi stiamo regredendo a uno stadio di fantasia infantile? Forse è così: ma conta anche che questo genere di film ha raggiunto un livello di raffinatezza tale da soddisfare più palati. E, pur non partito in Usa con il botteghino stratosferico del numero 1 (stiamo comunque sui 165 milioni di dollari), il sequel non tradisce le aspettative. (...) Affidato alla regia dell'abile Jennifer Yuh Nelson - già al lavoro su altre imprese Dreamworks come 'Madagascar' - il film si svolge, un po' ispirandosi anche al teatro delle ombre, sullo sfondo suggestivo di paesaggi, acque, antiche città ritagliati con fiabesco gusto pittorico orientale dove si muovono a proprio agio figure di tipico stile pupazzesco occidentale. II tutto in un 3D che gioca in modo felice sulla profondità di campo, senza per questo rallentare i tempi frenetici di scene di azione coreografate con impeccabile nitore. Consulenze creative di lusso (Guillermo del Toro e Charles Kaufman), colonna sonora di firma (Hans Zimmer). Stellari le voci americane (Jack Black, la Jolie, Dustin Hoffman etc.), buono il doppiaggio italiano con Fabio Volo nel ruolo di Po."
Alessandra Levantesi Kezich 'La Stampa'

"Grande ritmo in questo film, con veloci e divertenti dialoghi che si inseriscono nell'azione. E l'azione è veloce, e si nutre dei tanti dettagli che colpiscono l'attenzione dello spettatore. È proprio brava Jennifer Yuh Nelson, regista statunitense di origine sudcoreana, la prima donna a dirigere da sola un lungometraggio d'animazione. Ma se un film non è solo colori, movimento, frenesia, ambientazione magica, inquadrature spettacolari ed è anche quello che racconta e propone, allora il senso di Kung Fu Panda 2 è tutto da discutere. Si deve però partire dal primo episodio e dalla sua filosofia, tipica di tanti film d'animazione. Quella che recita così: segui il tuo sogno, non fermarti di fronte alle difficoltà. Sarebbe interessante indagare che effetto abbia questo motto in una fase di crisi, non solo economica, come quella che il mondo sta vivendo.
Ma insomma il Panda che nel primo film aveva il sogno di diventare un esperto di kung fu poi non fa niente di serio per diventarlo. Pigro, imbranato, grasso e fuori allenamento, come un ragazzone viziato, riesce nelle sua impresa armato solo della sua simpatia (offerta in originale dalla voce di Jack Black, mentre quella italiana è di Fabio Volo) e di un po' di cocciutaggine. Neanche ci prova ad imitare l'impegno dei maestri, la loro disciplina, la loro serietà. Si potrebbe tradurre la cosa anche in questo modo: l'opulenza del mondo occidentale entra così, con la sua simpatia e superficialità nel mondo cinese ed asiatico. E questo Kung Fu Panda 2 ripete pari pari la filosofia del primo. Per riuscire ad arrivare al finale felice, il protagonista dovrà trovare la pace interiore, quella che il suo maestro Shifu (nell'originale Dustin Hoffman, da noi Eros Pagni) ha conseguito, come dice lui stesso nella prima parte del film, dopo 20 anni di isolamento, digiuno e meditazione.

Ovviamente, il Panda continua a mangiare e a parlare. È la trama a porgergli su un piatto d'argento la necessità di indagare almeno un poco su se stesso, a porsi (finalmente) delle domande sul proprio passato, sulla particolarità di avere un papà oca che lo ha adottato e dunque sul perché sia stato abbandonato dai suoi genitori naturali. Dovendo fronteggiare Lord Shen, che vuole conquistare la Cina e distruggere il kung fu con l'uso delle armi da fuoco, si trova a poco a poco di fronte ai propri ricordi di bambino, in una sorta di autopsicoanalisi giocata sulla leggerezza delle emozioni. E tanto gli basta. Ancora una volta il Panda, grazie alla fortuna e la simpatia, riesce a fare quello che gli altri (i suoi compagni di kung fu, i personaggi buoni) conquistano attraverso l'impegno e la fatica. Se i risultati al botteghino statunitense sono stati di poco inferiori alle (ottimistiche) previsioni, il secondo Panda ha fatto furore in Cina, nelle Filippine, nella Corea del Sud, in Thailandia, in Vietnam realizzando, quando non quell'assoluto, il primato d'incasso per un film d'animazione. Ma guardata dal punto di vista degli spettatori asiatici, la pellicola assume un altro valore, perché prende in giro la tradizione, ciò che è stato e che è, in qualche modo, già superato. A noi occidentali rimane invece il compito di dare un senso al nostro ottimismo, ricordandoci che, se non si è Panda, i sogni si realizzano solo entrando (sia pur con la dovuta leggerezza) nell'impegno della vita."
Luca Raffaelli 'la Repubblica'

Note - Produttore esecutivo: Guillermo Del Toro - Voci della versione originale: Jack Black (Po), Angelina Jolie (Tigre), Dustin Hoffman (Shifu), Jackie Chan (Scimmia), Seth Rogen (Mantide), Lucy Liu (Vipera), David Cross (Gru), James Hong (Signor Ping), Gary Oldman (Lord Shen), Michelle Yeoh (Divinatrice), Jean-Claude Van Damme (Maestro Croc), Victor Garber (Maestro Rino Tuonante), Dennis Haysbert (Maestro Bue Infuriato), Danny McBride (Capo Lupo). Nella versione italiana la voce Po è di Fabio Volo.

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29 agosto 2011
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