L’affittopoli palermitana

Capannoni, negozi e case dell'Istituto autonomo case popolari affittati a prezzi irrisori

11 dicembre 2010

Tutto è cominciato con un'operazione di controllo del capitale immobiliare dello Iacp di Palermo, l'Istituto autonomo case popolari, per trovare il modo di ridurre il deficit dell'ente che supera i 67 milioni di euro. Ecco, quanto si è scoperto ha subito assunto le sembianze di un vergognoso scandalo: capannoni occupati abusivamente da intere famiglie, negozi affittati a canoni irrisori (tra i 3 e i 5 euro al mese), esercizi commerciali più grandi in zone centrali dati in affitto a meno della metà del loro effettivo valore. Per farla breve, dall'analisi è emerso che l'80 % del complesso immobiliare dello Iacp risulta non in regola. Emblematico il caso di due politici locali: il consigliere comunale Nunzio Marchetti, che per l’affitto di due capannoni, trasformati in ufficio elettorale, paga circa 200 euro (somma per altro non versata per anni), E poi dell’ex assessore provinciale, Giuseppe Faraone, anche lui con due capannoni, i cui canoni sono fissati sui 150 euro l’uno.
Poi, nella zona abitata dai cinesi, c’è stato chi ha affittato un locale dello Iacp per pochi euro al mese, riaffittandolo a qualche imprenditore cinese per cifre intorno ai 1500 euro mensili.
La ricognizione dello Iacp ha dato il via al recupero delle somme dovute dagli affittuari regolari, e ha cominciato a far sgomberare quelli non regolari. Un’operazione che porterebbe nelle casse dell’ente introiti per oltre due milioni di euro.

L'AFFITTOPOLI DELLE CASE POPOLARI
di Claudia Brunetto (Repubblica/Palermo, 09 dicembre 2010)

L'ottanta per cento dei magazzini dell'Istituto autonomo case popolari non è in regola. Occupato abusivamente da famiglie di senzatetto, trasformato in abitazioni, con tanto di residenza, dagli stessi assegnatari, o comunque con numerosi arretrati nei pagamenti. Senza considerare che nella maggior parte dei casi si tratta di canoni mensili assolutamente irrisori e fuori mercato. Tutto questo fino a oggi è costato allo Iacp 4 milioni di euro.
Così, con una task force, creata ad hoc, l'istituto autonomo case popolari ha deciso di fare guerra ad abusivi e morosi. E in un solo mese ha recuperato, soltanto dai magazzini, 112 mila euro, più 319 mila che entreranno nelle casse in rosso dell'ente nei prossimi mesi, con il sistema della rateizzazione. L'obiettivo è setacciare gli 800 magazzini che l'istituto possiede a Palermo e provincia.

Fino a oggi ne sono stati controllati 323 e il report che viene fuori è davvero sconfortante. In largo Esedra due magazzini dello Iacp trasformati in segreteria politica dal consigliere comunale Nunzio Moschetti hanno un canone di affitto mensile di circa 200 euro ciascuno. Ma il consigliere era in arretrato con le quote mensili per un debito di circa 22 mila euro che ha già cominciato a pagare con la formula della rateizzazione. Anche l'ex assessore provinciale Giuseppe Faraone ha in affitto due magazzini dello Iacp, uno in largo Esedra, l'altro in via Pasubio con canoni di 159 e 150 euro.
Nella provincia di Palermo, in media, il canone di affitto è sui cinque euro al mese. Mentre in centro città, gli esercizi commerciali pagano in media una quota mensile di 300 euro. Come la gelateria Stancampiano nei pressi di via Arrigo Boito, di fronte alla stazione Notarbartolo. In via Terrasanta, in pieno centro città, il canone è di appena 329 euro per una salumeria e di 438 euro per un panificio.
In via Castellana l'affitto del Sindacato degli Inquilini è di 13 euro al mese. E sempre in via Castellana, la Mondiale Color srl, ha in affitto tre magazzini con un canone che oscilla dai 100 ai 200 euro.
E ci sono poi i picchi di abusivismo come nel quartiere Medaglie d'Oro e San Filippo Neri, dove sono decine e decine i magazzini trasformati in abitazione o riaffittati dai legittimi assegnatari agli stranieri a cifre esorbitanti. Allo Zen 2, per esempio, c'era chi affittava magazzini a cittadini cinesi per i loro esercizi commerciali anche a 1.500 euro al mese, pagando, invece, allo Iacp soltanto pochi euro.
Anche in quella che doveva essere la sede del sindacato di polizia Sodipo, con un canone mensile di appena 30 euro, in via Pietro Donato 51, nei pressi di via Ernesto Basile, gli ispettori dello Iacp hanno trovato una famiglia numerosa, denunciata appunto per occupazione abusiva.

Pagamento degli arretrati, dunque, rimodulazione delle tariffe e in alcuni casi anche la denuncia. "Una scelta obbligata - dice Marcello Gualdani, commissario straordinario dell'istituto - per cercare di rientrare dai debiti e valorizzare l'ingente patrimonio immobiliare dell'istituto. Dal momento che l'ente ha debiti di 67 milioni al 2009, abbiamo iniziato una lunga e complessa verifica di tutte le abitazioni, i magazzini e i terreni, che sono in possesso dello Iacp. Le sorprese non sono mancate".
Il recupero di questi soldi servirebbe all'ente sia per sanare il debito, sia per procedere con la manutenzione degli immobili. "L'indagine - dice Gualdani - nasce da alcune denunce di residenti che hanno segnalato la trasformazione di magazzini in abitazioni, come nel quartiere Medaglie d'Oro. In alcuni casi, in pochi metri quadrati vivono marito moglie e quattro figli. Credo che questo ponga la necessità di un piano casa ormai non più prorogabile. Mi farò carico di continuare il censimento e di preparare una dettagliata relazione da inviare al prefetto Giuseppe Caruso".
La campagna di legalità che è partita con i magazzini e si estenderà presto anche ai terreni e alle abitazioni, ha già creato il malcontento fuori e dentro lo Iacp. "Abbiamo registrato numerose minacce - dice Gualdani - già denunciate alla Procura e resistenze anche all'interno degli uffici, anche queste segnalate. La nostra azione di risanamento non cambierà. In pochi mesi il nostro debito complessivo è rientrato di due milioni di euro".

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11 dicembre 2010

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