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L'arte contemporanea incontra quella classica alla Valle dei Templi

Il meglio dell'Arte del Novecento per rimettere in piedi la colossale statua del Telamone

18 marzo 2010


"Fauno" di Giacomo Manzù, collocato nei pressi del Tempio della Concordia

L'arte contemporanea nella Valle dei Templi di Agrigento. Con la mostra "Arte Contemporanea per il Tempio di Zeus" oltre cinquanta opere d'arte contemporanea sono state collocate tra il Tempio della Concordia, la Porta Aurea con l'omonima villa ottocentesca e il Tempio di Eracle. In via del tutto eccezionale, e solo per il periodo dell'esposizione, sarà possibile visitare l'interno del Tempio della Concordia, la Necropoli e Villa Aurea. La mostra proseguirà fino al 3 ottobre 2010.

Il progetto, presentato ieri nella sede del Macro-Museo d'arte contemporanea di Roma, è promosso dall'Unesco Italia e dalla casa editrice 'Il Cigno GG', in collaborazione con l'assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione della Sicilia, la Sovrintendenza ai Beni Culturali siciliana, il Macro, il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e l'assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana, con il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività culturali.
L'iniziativa è volta a raccogliere fondi per il restauro e l'anastilosi (il posizionamento in verticale) del Telamone del Tempio di Zeus. Le opere d'arte donate dagli artisti (da Gregorio Botta a Giacomo Manzù, da Emilio Greco a Piero Guccione, Umberto Mastroianni, Francesco Messina, Toti Scialoja, Daniel Spoerri, Aaron Young, solo per citarne alcuni), verrano poi battute all'asta da Christie's e il ricavato finanzierà il restauro.

"Partecipare a questa iniziativa - ha spiegato Gianni Puglisi, presidente di Unesco Italia - è importante anche come dovere civile". Puglisi ha ricordato che la Valle dei templi, insieme con la Villa romana del Casale di Piazza Armerina, sempre in Sicilia, "sono i due siti Unesco più visitati. Ed è un grande risultato - ha sottolineato - considerando che arrivare a Piazza Armerina è un'impresa e arrivare ad Agrigento è quasi un'impresa. E questo - ha detto ancora - dovrebbe fare riflettere quei politici che parlano di cultura come di una vetrina". "Parlare di cultura - ha ribadito Puglisi - significa rimboccarsi le maniche per trovare risorse quando in Italia invece queste risorse si tagliano. Ci vuole più attenzione per il grande patrimonio culturale italiano, e la Sicilia, in questo senso, non è subalterna a nessuno. Palermo racchiude tesori di arte bizantina e arabo-normanna unici al mondo. Io - ha concluso - la definisco una 'capitale senza tempo'. Nessuna chiesa al mondo ha visto incoronare tanti re e imperatori quanto la sua cattedrale''.

Così, dopo oltre duemila anni, tornano a essere adorni di opere d'arte il Tempio della Concordia e la Valle dei Templi di Agrigento. Chi visiterà questo sito archeologico  non si troverà soltanto tra edifici maestosi e rovine.
Gli artisti e gli eredi di artisti che la casa editrice Il Cigno GG, il MACRO e lo Studio Copernico hanno coinvolto nel progetto appartengono al gotha dell'arte contemporanea. Artisti nazionali e internazionali hanno donato, interamente o parzialmente, le loro opere permettendo così di creare un percorso di arte contemporanea che condurrà il visitatore a scoprire anche la cella del Tempio della Concordia, che farà da sfondo ad alcuni dei capolavori del Novecento come la "Bianca" di Francesco Messina (foto a sinistra), il "Fauno" di Manzù, la "Grande Figura Seduta" di Emilio Greco, e il gruppo mitologico degli AES+F, esponenti di spicco dell'arte contemporanea russa.
Il giardino di Villa Aurea, chiuso al pubblico dal Dopoguerra, con il percorso sulla Necropoli, sarà anch'esso visitabile e adorno di sculture quali i crani di Daniel Spoerri o il braccio di Aaron Young a ricordarne, con ironia artistica, la funzione sacra; il percorso sarà al suo ingresso illuminato dal candelabro di Arman. All'interno della Villa, un vero e proprio tuffo tra i più prestigiosi esponenti dell'arte contemporanea, come Afro, Ceccobelli, Guccione, Mitoraj, Nitsch, Shimamoto, e altri. Molte delle opere in mostra sono state realizzate per l'occasione: è il caso dell'acrilico su tela di Carla Accardi, del "Pozzo" di Gregorio Botta, o de "L'Angelo della Valle" di Ernesto Lamagna.

L'adesione degli artisti e di alcuni importanti operatori pubblici e privati del settore ha reso possibile, in sintonia con il Parco della Valle, questo irripetibile esperimento culturale fra archeologia e contemporaneo, che rende possibile il recupero di un capolavoro del passato come il Telamone del Tempio di Zeus. La mostra è stata realizzata con il contributo della Fondazione Roma Mediterraneo - che persegue lo scopo principale di promuovere lo sviluppo del dialogo interculturale tra i popoli dell'area mediterranea - da Telesia, dalla Reale Mutua Assicurazioni, dalla Fonderia Opere d'Arte O. Brustolin e da Lavorazione Bronzi d'Arte Adami.


"La tazza" di Daniel Spoerri, scultura in bronzo posizionata presso il Giardino di Villa Aurea

"Il progetto dell'anastilosi del Telamone - ha spiegato Pietro Meli, direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi - nasce nell'Ottocento, nei disegni di alcuni artisti che visitavano le rovine dei templi. A metà del '700 il Tempio di Zeus era un cumulo di macerie. Nel XIX secolo si iniziò a restaurarlo, ma solo nel 2004 è stato coinvolto l'Istituto Germanico e dai nuovi studi sui frammenti sono emersi nuovi elementi sui Telamoni. Intanto si è scoperto che dovevano essere almeno 8 e di uno di questi abbiamo l'80% dei pezzi". "L'idea di risollevare questa statua colossale - prosegue Meli - la più grande tra quelle dell'antichità in Sicilia e tra le più grandi dell'intera arte greca, ampiamente condivisa da Puglisi, è dei vertici del Parco e dell'amministrazione regionale dei Beni culturali con in prima linea l'assessore Gaetano Armao e il dirigente dell'assessorato, Gesualdo Campo. Un'iniziativa - conclude - che nasce dall'esigenza di mostrare ai visitatori questo colossale Telamone nella posizione in cui era stato concepito".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing]

 

 

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18 marzo 2010
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