L'ascesa al potere della signoria chiaromontana e la Sicilia del Trecento

A Palazzo Steri una preziosa mostra conseguente al restauro del tetto ligneo della Sala dei Baroni

23 ottobre 2019
L'ascesa al potere della signoria chiaromontana e la Sicilia del Trecento

L'occasione privilegiata del restauro del soffitto dipinto della Sala dei Baroni di Palazzo Chiaramonte-Steri, a Palermo, ha dato l'avvio alla realizzazione di una mostra che tende a valorizzare l'opera e il complesso monumentale in cui è inserita.

Il tetto ligneo della Sala dei Baroni di Palazzo Steri

La scelta del sito è oltremodo significativa non solo perché attuale sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo, ma perché dimora sontuosa e prestigiosa di Manfredi [III] Chiaromonte, conte di Modica e Signore di Palermo e Agrigento, esponente di una delle quattro famiglie vicarie della regina Maria di Sicilia (o di Trinacria), insieme ad Artale Alagona conte di Mistretta, Francesco [II] Ventimiglia conte di Geraci e Guglielmo Peralta conte di Caltabellotta.

Palazzo Chiaramonte-Steri

L'esposizione è organizzata dall'Università degli Studi di Palermo per esplicita volontà del Rettore Fabrizio Micari con il Sistema Museale di Ateneo, diretto da Paolo Inglese, e l'Area Tecnica di Ateneo, diretta da Antonio Sorce, il quale ha anche curato l'allestimento insieme al Soprintendente ai BB.CC.AA. di Palermo arch. Lina Bellanca e al prof. Marco Rosario Nobile. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

Alcuni dei pezzi in mostra. Da sinistra: "Madonna dell’Umiltà", "Reliquiario del capo del Beato Gerlando Alemanna" e "Reliquiario del capo di Sant'Orsola".

La mostra "Chiaromonte - Lusso, prestigio, politica e guerra nella Sicilia del Trecento - Un restauro verso il futuro" racconta, attraverso una serie di opere originali dei più svariati materiali e tecniche, riproduzioni e filmati, l'ascesa al potere della signoria chiaromontana, che, con le sue strategie politiche e le committenze architettoniche e artistiche, caratterizza il Trecento siciliano.

Palazzo Chiaramonte-Steri - ph Dedda71
Foto di Dedda71 - Opera propria, CC BY-SA 3.0

Nella percezione comune e collettiva, infatti, essa coincide con la nascita e l'affermazione di un baronaggio isolano che compete, entra in conflitto e si confronta con la Corona. Una narrazione che, con profili differenti e il sopraggiungere di altre contingenze storiche e personalità, contraddistingue l'intera vicenda isolana di età tardomedievale e moderna.

Alcuni dei pezzi in mostra. Da sinistra: "Croce astile" d'argento, Calice d'argento" e "Riccio di pastorale detto di Angelo Sinisio" in avoro

La mostra si articola in tre spazi espositivi, di architettura chiaramontana, all'interno del complesso monumentale dello Steri: la chiesa di Sant'Antonio Abate, la Sala delle Armi e la Sala dei Baroni.

Chiesa di Sant'Antonio Abate, Palazzo Steri

Nella chiesa di Sant'Antonio Abate vengono esposte opere di arte sacra del XIV secolo legate alla committenza nobiliare ed ecclesiastica, provenienti dalla Cattedrale di Palermo, dalle Arcidiocesi e dalle Diocesi di Palermo, Monreale, Agrigento, Acireale, Caltagirone, Catania, Cefalù, Mazara del Vallo, Messina, Nicosia, Piazza Armerina e dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, dal Museo Archeologico Regionale "A. Salinas", dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana "A. Bombace" e dal Museo Diocesano di Palermo, tutti parte attiva nell'organizzazione dell'iniziativa.

Finestra di palazzo Chiaramonte-Steri

Nella Sala delle Armi, passando dal sacro al profano, vengono esposti alcuni campioni esemplificativi delle tavole del celebre soffitto dipinto della Sala dei Baroni, i cui lavori di restauro sono stati diretti dall'arch. Costanza Conti, e viene imbandita una suggestiva tavola con ceramiche e vetri originali dell'epoca custoditi nei depositi del Museo Salinas, già recuperati in occasione di precedenti scavi nel sito.

Cassetta reliquiaria di San Martino

Alla raffinatezza di questi ultimi viene affiancata e contrapposta la semplicità delle stoviglie coeve di uso comune, e ancora, rari cofanetti, capitelli e frammenti architettonici, manoscritti letterari e documenti in pergamena e carta, provenienti da diversi archivi e biblioteche dell'Isola, disegni e incisioni, completano l'allestimento della Sala.

Particolare del tetto ligneo della Sala dei Baroni

I visitatori potranno godere negli ambienti dedicati alla mostra dell'ascolto di brani musicali del Trecento, sacri e profani. Alcuni dei brani sacri gregoriani, tratti dai manoscritti esposti nella chiesa di S. Antonio Abate, sono stati incisi per l'occasione ed eseguiti dal coro Cum iubilo di Monreale.  

La mostra sarà inaugurata alle 19.00 di venerdì 25 ottobre, nell'atrio dello Steri, sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo, e sarà visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 fino al 6 gennaio 2020 (ingresso libero).

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23 ottobre 2019

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