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L'auto elettrica a Termini Imerese comunque

Simone Cimino rilancia la propria idea: ''La faremo a prescindere dalle decisioni del Lingotto''

18 febbraio 2010

"Realizzeremo il nostro progetto per la produzione di auto elettrica a Termini Imerese a prescindere dalle decisione che la Fiat intende adottare per lo stabilimento. Il primo passo sarà avviato ad aprile prossimo con l'investimento di 20 milioni di euro per la ricerca". Queste le parole determinate di Simone Cimino, presidente del gruppo Cape, partecipato anche dalla Regione siciliana al 49%, che investe 14 milioni di euro su una raccolta di 52, in un incontro stamane al municipio di Termini Imerese. Accanto a Cimino anche l'amministratore delegato del fondo, Antonio Mazzara: "A noi sta a cuore - ha aggiunto - dare un contributo per risolvere la situazione occupazionale che sarebbe provocata dalla chiusura da parte della Fiat della fabbrica a partire dal 2012. Ma saremmo ben felici di lavorare accanto all'azienda torinese per portare avanti il nostro progetto".
Cimino ha spiegato che il progetto (battezzato "Sunny Car in a Sunny Region") "prevede un investimento complessivo di 935 mln di euro: 400 per la realizzazione delle auto, 135 per i sistemi di alimentazione e altri 400 mln per la costruzione in Sicilia di duemila centraline per il rifornimento". L'auto costerà da 5 a 30 mila euro secondo il modello. Cape ha firmato una intesa con Rave car company. "Il progetto - ha detto Cimino - assicurerebbe occupazione per 3.500 persone in tre differenti iniziative di ricerca e produzione sia a Termini Imerese che a Catania, che dovranno essere completate a giugno 2011".

"La nostra disponibilità ad ascoltare il progetto di Cimino non vuol dire aver dato disco verde ma avere a cuore lo sviluppo del territorio, anche attraverso questo piano. Ma noi speriamo che Fiat non vada via". L'ha detto il sindaco di Ternini Imerese, Salvatore Burrafato. Il presidente dell'Area di sviluppo industriale, Alessandro Albanese, ha spiegato di essere "disponibile ad assegnare già da subito i terreni per fare nascere la struttura di produzione. Bisogna però superare le pastoie burocratiche per avere rilasciati i permessi. A volte per ottenerli passano anche mesi". [ANSA]

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18 febbraio 2010
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