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L'emergenza rifiuti e lo scarica barile

La Regione Siciliana diffida il Comune di Palermo, quest'ultimo denuncia le "minacce" della Regione...

15 maggio 2010

La Regione ha diffidato il Comune di Palermo perché entro mercoledì faccia sapere come intende smaltire la grande quantità di percolato accumulata nella discarica di Bellolampo. L'incontrollata massa di umido ha infatti innescato una grave emergenza ambientale e intaccato la falda acquifera.
Il caso è da tempo al centro di riunioni con la Protezione civile, la gestione commissariale dell'Amia e i dirigenti dell'assessorato regionale ai rifiuti e ai servizi di pubblica utilità. Anche l'altro ieri si è tenuta una riunione che doveva avere un carattere operativo. Era stata convocata dall'assessore Pier Carmelo Russo perché fossero indicate le quantità di percolato da smaltire e definiti gli interventi da attuare con urgenza.
Stando a una nota che l'assessore Russo ha inviato a vari soggetti, tra cui il Comune e la Protezione civile, l'incontro ha avuto un "esito infruttuoso". Non solo non sono stati individuati il modo e la quantità di percolato da rimuovere ma non sono stati forniti elementi sui costi dell'operazione. E siccome la situazione rischia di produrre, come ha detto nei giorni scorsi Russo, una "bomba ecologica" su Palermo l'assessore ha diffidato il Comune a fornire gli elementi necessari entro il 19 maggio. In caso contrario, come prevede un'ordinanza della Protezione civile, il Comune sarà giudicato inadempiente. Scatteranno quindi le misure sostitutive.

Anche queste sono previste dall'ordinanza della Protezione civile che attribuisce al "soggetto gestore" della discarica il compito di "realizzare opere di captazione e trattamento del percolato ed effettuare, in termini di somma urgenza, gli adeguamenti tecnici per assicurare il pieno funzionamento del sistema di pretrattamento dei rifiuti". In caso di inadempienza, l'assessore ricorda che la Regione interverrà anticipando le somme necessarie. La nota è indirizzata a vari soggetti, tra cui la Prefettura e il Ministero dell'Ambiente, ed è stata trasmessa alla Procura che sulla gestione di Bellolampo ha già aperto un'inchiesta.

Intanto, manco a dirlo, a Palermo proseguono i disagi per i cumuli di rifiuti nelle strade, soprattutto nelle zone periferiche della città. La gente, esasperata, continua a bruciare i cassonetti stracolmi mentre l'azienda per la raccolta dei rifiuti (Amia) non riesce a recuperare l'immondizia che giace da settimane anche davanti alle scuole e ad alcuni ospedali, con rischi igienico-sanitari.

A proseguire, purtroppo, non è soltanto l'esasperazione dei palermitani. Continua, infatti, il botta e risposta accusatorio tra il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, e il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
"Stante il protrarsi della crisi del sistema di raccolta dei rifiuti nella città di Palermo, il presidente della Regione Lombardo ha ritenuto doveroso richiamare l'attenzione di tutti i soggetti coinvolti sul tema, invitando il sindaco Cammarata ad assumere ogni necessaria e dovuta iniziativa ed assicurando ogni collaborazione da parte della Regione, evidenziando i profili di responsabilità che scaturirebbero dal permanere di tale condizione". E' quanto si legge in una nota diffusa ieri dall'ufficio stampa della Presidenza della Regione. "Condizione - prosegue il comunicato - che si aggraverebbe ulteriormente ove non venissero con sollecitudine attivate tutte le misure di bonifica dal percolato della discarica di Bellolampo, così come concordate tra l'amministrazione regionale e il dipartimento nazionale della Protezione civile".

"Già all'indomani della firma dell'ordinanza di protezione civile riguardante la discarica di Bellolampo il sindaco di Palermo si è attivato, per quanto di propria competenza, richiedendo ai commissari di Amia un programma organico di interventi per il trattamento del percolato". Questa la risposta del sindaco Cammarata. "Il Piano per il trattamento del percolato - sottolinea Cammarata - è ormai prossimo alla presentazione, così mi è stato assicurato dai commissari. Il presidente della Regione e l'assessore alla sanità, anziché utilizzare tanto attivismo e ardore nel cercare presunte inadempienze del comune bene farebbero ad impegnare la loro energia nel risolvere i problemi, cosa di cui sarei grato io e tutti i siciliani. Si preoccupino dunque di ottemperare alle proprie competenze definendo, per esempio, quel Piano regionale dei rifiuti che insieme a molti altri sindaci invoco ormai da troppo tempo". "Quanto alla continua e ripetuta minaccia di ispezione ed invio dei commissari - prosegue Cammarata - Lombardo sappia che ormai ci siamo abituati e non ci preoccupa affatto, visto che abbiamo fatto tutto quanto è di nostra competenza. Anche se non si comprende bene quali siano i poteri sostitutivi che la Regione in questo caso invoca con tanta perentorietà".

[Informazioni tratte da Ansa, SiciliaInformazioni.com]

 

 

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15 maggio 2010
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