L'esordio dei padroni di casa: la Corea vince sui polacchi, Il Giappone pareggia col Belgio

05 giugno 2002
La Corea corre, la Polonia dorme
I padroni di casa esordiscono con un netto 2-0 sui deludenti polacchi. Apre le marcature Hwang nel primo tempo, chiude la gara Yoo nella ripresa.
BUSAN (Corea del Sud), 4 giugno 2002 - E' una vittoria storica, un 2-0 netto e meritato quello della Corea del Sud sulla Polonia. La gara d'esordio del gruppo D, con cui si dovrebbe incrociare la via degli azzurri negli ottavi di finale, ci mostra una bella Corea, veloce e promettente e una brutta Polonia, che si fa rivedere al Mondiale dopo 16 anni, ma lo fa nel peggiore dei modi. I padroni di casa passano con Hwang nel primo tempo e raddoppiano con Yoo all'inizio della ripresa, chiudendo di fatto la gara. Delude la nazionale di Engel che ora rischia di uscire al primo turno. La Corea corre, gioca sulle fasce e vince, alla fine meritatamente perché la Polonia che parte bene si perde, non riesce a costruire e rendersi pericolosa. Hiddink punta sul ritmo e finisce per stordire Engel e i suoi, con una squadra tatticamente organizzata e soprattutto che ha benzina nelle gambe, caricata anche da un pubblico numeroso e caldo. Il capitano Hong Myong-Bo mostra tutta la sua esperienza, in difesa ma anche in avanti quando, appena può, prova il tiro da fuori che spaventa Dudek. Song Chung-Gug spinge sulla destra e per Waldoch e Rzasa è imprendibile la maggiorparte delle volte.
Va in gol Hwang Sun Hong e la Polonia non si rialza più. Engel si affida a Kozminski che però resta nell'ombra, quella che si porta dietro da un'intera stagione (con l'Ancona). Olisadebe cerca movimento e cross, lo segue Zurawski, ma non è facile controllare i traversoni a cui si dedicano (sbagliando) i compagni, anche perché la difesa a tre di Hiddink è veloce e attenta. Così l'1-0 della Corea è meritato, la Polonia delude, non riesce a reagire, mostra limiti di gioco, ma soprattutto di carattere.
Quando si riprende Hidding lascia le cose come stanno, Hengel dà fiato e fantasia all'attacco con Kryszalowicz per Zurawski che si è visto poco, ma non per colpa sua. In difesa Klos per Bak che ha preso una botta e non ce la fa. La gara non cambia, la Corea gioca, la Polonia insegue affannosamente. Entra il perugino Ahn e lo stadio impazzisce (di gioia), due minuti più avanti però è Yoo Sang Chul a raddoppiare con un destro potente che spiazza (troppo) Dudek. Poi il numero sei si fa male e Hiddink, da buon olandese, manda in campo un'altra punta, Lee Chun Soo che va spedito sulla destra. Engel si dà una mossa, esce Kaluzny, entra il gemello Zewlakov che è una punta, così il 4-4-2 diventa 4-3-3, abbandona i lanci lunghi per tentare affondi sulle fasce. Ma quando la Polonia si sveglia, è ormai troppo tardi. Entra Cha Doo-Ri per Seol Ki-Hyeon, ma la scena è tutta di Ahn, pericoloso sino alla fine.

Tra Giappone e Belgio, gol ed emozioni
Dopo un primo tempo dal ritmo frenetico, nella ripresa le bellissime reti di Wilmots, Suzuki, Inamoto e Van der Heyden fissano il risultato sul 2-2.
SAITAMA (Giappone), 4 giugno 2002 - Un divertentissimo cartone animato che farà storcere il naso ai puristi del calcio tutto diagonali e sovrapposizioni, ma esalta il coraggio di undici piccoli kamikaze che vanno su ogni pallone come fosse questione di vita o di morte e mettono in grave difficoltà i colossi vestiti di rosso. Questo e molto di più nell'esordio mondiale del Giappone che sui titoli di coda si fa fermare sul 2-2 dall'esperto Belgio. Un match dai ritmi folli cui i padroni di casa hanno costretto gli uomini di Waseige, bravi comunque a sfruttare le ingenuità dei nipponici e a rovinare la festa allo stadio di Saitama.Troussier, il c.t. francese del Giappone, schiera Nakata trequartista in un 3-4-1-2 che ha in Toda il vertice basso del centrocampo. Essendo l'altro centrale il dinamicissimo Inamoto, quello che appare subito fuori posizione è Ono, decentrato a sinistra dopo una stagione giocata in mediana nel Feyenoord. Soffre pure Ichikawa sulla fascia di destra, perché lì imperversa Goor. Il vero problema dei padroni di casa, comunque, è l'attacco. Dategli un Vieri (basterebbe anche Max) e il Giappone diventa una squadra. Finché invece in avanti giocano i "moscerini" Suzuki e Yanagisawa neanche Nakata può fare molto. Il fantasista del Parma peraltro viene preso in custodia da Simons e nel primo tempo combina ben poco. Tra improbabili tinture di capelli e ritmi da flipper, il Giappone trasforma la prima frazione in una sorta di disegno animato. Il burbero Belgio (grandi e granitici, i suoi giocatori sembrano i Flinstones) soffre relativamente e anzi sfiora il gol in tre occasioni nella maniera più banale: sfruttando la superiorità fisica nel gioco aereo (il centrale difensivo Morioka è alto come Di Livio).Data l'evanescenza degli esterni e delle punte, la fragile costruzione di Troussier poggia tutto sul dinamismo dei due centrali Inamoto (il destino nel nome) e Toda. I padroni di casa soffrono e, come in ogni cartone animato che si rispetti, è il gol del cattivo (nell'occasione Wilmots) a scatenare la reazione dei buoni. Un liscio dei centrali belgi porta al pari di Suzuki, ma soprattutto scatena pubblico e giocatori di casa. La scena è completa quando entra pure Batman-Miyamoto (ha una maschera protettiva nera per il naso). Il ritmo dei padroni di casa torna a essere insostenibile e quando Inamoto sfrutta un errore di Wilmots per portare in vantaggio i suoi, il Belgio sembra alle corde. Ma non è Giappone se al commovente coraggio non abbina ingenuità clamorose. Infatti solo un liscio difensivo Matsuda-Narazaki impedisce (l'ultimo cattivo si chiama Van der Heyden) il lieto fine. I tre punti morali sono comunque dei padroni di casa.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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05 giugno 2002

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