L'Europa ha lasciato sola l'Italia

Mentre a Lampedusa si susseguono sbarchi e rimpatri, l'Ue rigetta la proposta dell'Italia di attivare la direttiva sulla protezione temporanea dei rifugiati

12 aprile 2011

Sono ottocento i tunisini che oggi lasciano Lampedusa a bordo del traghetto "Excelsior" di Grandi navi veloci, dopo la rivolta nel centro di accoglienza scoppiata ieri dopo il primo rimpatrio forzato di trenta nordafricani con un volo per Tunisi in mattinata. La "Excelsior" ha attraccato ieri sera a Cala Pisana, con una decisione delle autorità per sedare la ribellione degli immigrati che si erano arrampicati sui tetti e avevano compiuto atti di autolesionismo, e poi avevano appiccato un incendio ai dormitori. Una cinquantina di immigrati hanno tentato di lasciare il Cie ma sono stati bloccati.
Per tutta la notte, i tunisini sono stati trasferiti a gruppi di 20 con un unico autobus che ha fatto la spola dal centro di contrada Imbriacola a Cala Pisana. Le operazioni di imbarco sono continuate per l'intera mattinata di oggi e la "Excelsior" dovrebbe salpare nel primo pomeriggio.
Nel corso della giornata sono anche previsti due voli verso Tunisi per un totale di 60 rimpatriati. Sull'isola dunque dovrebbero rimanere non più di 200 tunisini.
A Trapani invece circa 50 tunisini sono fuggiti ieri sera dalla tendopoli allestita a Chinisia, nei pressi dell'aeroporto di Trapani Birgi, dove sono ospitati complessivamente 700 extracomunitari sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa.

All'una di notte è approdato nel porto di Licata (AG) il barcone con circa 250 profughi soccorso a 12 miglia dalla costa da due motovedette della Guardia costiera. L'imbarcazione, che era stata avvistata da un aereo in ricognizione nel Canale di Sicilia con il motore in avaria, è stata trainata dalle due unità. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dalla centrale operativa della capitaneria di porto di Palermo.

Il ministro Maroni a Lussemburgo: "L'Italia è sola. Non so se ha senso stare nell'Ue" - "Mi chiedo se davvero abbia un senso continuare a far parte dell'Unione europea", dopo che questa ha lasciato da sola l'Italia a gestire l'emergenza immigrati. E' quanto ha affermato il ministro dell'Interno Roberto Maroni al termine del Consiglio Ue Affari interni che si è tenuto ieri a Lussemburgo. "Per ora l'Italia è stata lasciata da sola a fare quel che deve fare", ha rimarcato il titolare del Viminale che prima del vertice aveva annunciato: "Oggi vedremo se c'è un'Europa unita e solidale o se è solo una espressione geografica".
L'Ue, ha accusato Maroni, è diventata un'istituzione che "si attiva subito solo per salvare le banche e dichiarare guerra, ma quando le si chiede solidarietà concreta per salvare un paese in difficoltà come l'Italia si nasconde". Per questo, anche se "con l'Europa non si scherza", ha affermato facendo riferimento al monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (che ha detto no a "ritorsione o dispetto o addirittura ipotesi di separazione" nei confronti dell'Europa), "quando l'Italia chiede aiuti a gestire i rimpatri, bloccare gli sbarchi e investire in Tunisia e le viene risposto 'devi pensarci tu perché ci sei vicina', allora mi pare che qualcosa non funzioni". "Siamo l'unico paese Ue che si è attivato con la Tunisia, mi pare che se la risposta europea è questa allora meglio soli che male accompagnati", ha concluso amaro Maroni.
L'unico "ringraziamento" del ministro dell'interno va alla commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstroem perché si è dimostrata l'unica persona "attiva" pur se "nei limiti del possibile di quel che può fare la Commissione".
E dato l'atteggiamento degli altri stati membri, l'Italia ha quindi deciso di astenersi dal dare il suo ok alle conclusioni approvate ieri a Lussemburgo dal Consiglio Ue Affari interni. Il documento, ha detto Maroni, "non prevede nessuna misura concreta". Il ministro dell'interno ha comunque "chiesto l'intervento della Commissione europea", tanto che oggi lo stesso presidente dell'esecutivo Ue si recherà di persona in Tunisia.

"L'unica nota positiva" della giornata, per Maroni è stato constatare, "come era nostra convinzione", che "nessuno ha eccepito che sono contrari alle normative europee" i permessi di soggiorno rilasciati dall'Italia, anzi, "nessuno ha detto che sono contrari a Schengen" di cui però ne controlleranno l'applicazione. "Tutti i requisiti sono soddisfatti dal nostro provvedimento, che quindi è valido, e che sarà attivato nei tempi previsti", ha annunciato.
La commissaria Ue Malmstroem, da parte sua, ha ribato come sia "prematura" l'attivazione del meccanismo Ue di protezione temporanea per i rifugiati. Per la Malmstroem, "non spetta alla Commissione europea fornire consigli all'Italia" sul cosa fare con gli immigrati tunisini sbarcati a Lampedusa. "L'Italia ha deciso di concedere dei permessi di soggiorno, ha diritto di farlo", e "naturalmente l'Italia agirà nel pieno rispetto degli impegni comunitari", ha precisato la commissaria Ue.
"La Commissione Ue ha ragione, non si può far scattare la direttiva Ue 55 del 2001", ha affermato il ministro dell'interno spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba, sottolineando che "gli immigrati illegali devono rientrare a casa loro".
Il ministro dell'Interno tedesco Hans Pieter Friedich ha sottolineato che "non possiamo accettare che un grande numero di immigrati economici venga in Europa passando dall'Italia". "Per questo l'Italia deve fare il suo dovere nelle discussioni con la Tunisia", ha detto. Poi l'accusa: l'Italia sta "violando lo spirito delle regole di Schengen" con l'assegnazione dei permessi di soggiorno.
Mentre Parigi, tramite il ministro dell'interno francese Claude Gueant, ha fatto sapere che farà "controlli frequenti e severi" in un "raggio di venti chilometri dalle frontiere". E i tunisini che non risponderanno ai criteri previsti da Schengen per la libera circolazione saranno quindi rimandati in Italia.

Mentre si discuteva a Lussemburgo sono arrivate le parole del capo dello Stato. "Il mio animo è per un impegno forte dell'Italia in Europa, affinché il nostro paese continui tenacemente a perseguire una visione comune ed elementi di politica comune anche sul tema dell'immigrazione", ha detto Giorgio Napolitano. "Tutto questo - ha aggiunto il presidente della Repubblica - senza nemmeno prendere in considerazione posizioni di ritorsione o dispetto o addirittura ipotesi di separazione".

In serata, il ministro dell'Interno ha telefonato al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per illustrargli l'esito del Consiglio Ue. Il Premier si è detto d'accordo sulla linea italiana espressa da Maroni, secondo la quale il nostro paese è stato lasciato solo nella gestione dell'emergenza immigrati.

Caustico anche il commento del ministro degli Esteri Franco Frattini: "Siamo estremamente delusi dal comportamento dell'Europa che non potevamo neanche immaginare. Volevamo porre all'Europa il tema dell'immigrazione come una questione globale da affrontare insieme. E' mancata la politica, l'Ue non è riuscita a parlare con una voce sola. L'Europa resti con il suo egoismo. Noi troveremo altre soluzioni".
Al suo arrivo oggi a Lussemburgo per la riunione dei ministri degli Esteri dei 27, Frattini ha però commentato le parole del collega dell'Interno Maroni, dicendo che "bisogna avere i nervi saldi, l'Europa è e sarà una straordinaria opportunità" per l'Italia. "Non credo che abbia detto di lasciare l'Europa - ha precisato Frattini -. Maroni ha espresso la sua forte delusione in un momento di delusione, ira e rabbia che possiamo comprendere, ma bisogna avere i nervi saldi. L'Europa è e sarà una straordinaria opportunità per noi". Il titolare della Farnesina non ha potuto fare a meno di osservare come "l'Italia senza Europa sarebbe non solo talmente piccola da essere insignificante, ma non in grado di affrontare le sfide del mondo globale". Quindi, avanti in Europa, "ma facendo valere il ruolo europeo che purtroppo non c'è stato in questa vicenda", ha sottolineato ancora. "Non si scherza sull'Europa, ma neanche sull'interesse nazionale" ha aggiunto Frattini riferendosi all'intervento del presidente Napolitano che ha detto di "condividere". "Io sono un convinto europeista", ha rivendicato il titolare della Farnesina
Infine, una nota diffusa da Palazzo Chigi informa che in serata, Berlusconi ha parlato al telefono con il Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso. Nel corso del colloquio, secondo la nota lungo e molto cordiale, i due Presidenti hanno ribadito il punto di vista comune sulla necessità di un approccio europeo all'emergenza migratoria.
Berlusconi ha ringraziato Barroso per il suo impegno personale e per quello della Commissione Europea per una soluzione condivisa del problema, soprattutto in vista del viaggio che il Presidente europeo effettuerà domani in Tunisia, in cui Barroso ha assicurato che "appoggerà la linea italiana nei confronti delle autorità tunisine".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Aki, Repubblica.it, Lasiciliaweb.it, Aise]

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12 aprile 2011

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