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L'H5N1 ha varcato la soglia d'Europa

La temibile ''influenza dei polli'' è arrivata in Europa. Il virus è stato riscontrato in Russia e in Romania

10 ottobre 2005

Il secolo trascorso, il ''Secolo breve'', ha prepatrato il terreno per un millennio che senza difficoltà potremmo abituarci a chiamare il ''Millennio dell'angoscia''. L'uomo del nuovo millennio è un uomo in continua tensione, costretto a vivere quotidianamente quelle che una volta erano solo argomentazioni filosofiche e che spesso preannunciavano, profeticamente, i pericoli che l'uomo avrebbe corso, senza correre ai ripari etici e morali essenziali affinché il ''naturale'' percorso di progresso dell'uomo non si trasformasse nella propria rovina, nel ticket d'entrata verso un inferno quotidiano, fatto di odio, paura, diffidenza, orrore.
Tutto è rimasto verbo scritto. Le lezioni sono state imparate nei secoli transumando da un'intelligenza generazionale all'altra, senza che venissere concretamente applicate nella realtà. Il progresso è divenuto, per certi aspetti, la condanna dell'uomo, e questi vive oggi in un continuum stato di angoscia e di paura, aspettando attonito ed ebete che avvenga il prossimo, l'ennesino, l'ineluttabile ''incidente''.

Terrorismo, guerre, intolleranza, disastri naturali, fame e malattie. Ecco i mostri terribili della contemporaneità.
Mentre il terrorismo aizza le guerre e queste creano sempre più terrorismo, che a sua volta genera fame e malattia, i disastri naturali fanno vedere la propria pochezza anche a quei paesi che si sono creduti fino a ieri assolute super potenze indistruttibili. Uragani e terremoti mettono in ginocchio intere popolazioni e colgono di sorpresa anche l'America, che si scopre incapace di difendera la propria popolazione e la fa spazzare via dalle onde.
All'orizzonte, un orizzonte sempre più vicino, di quell'Occidente che credeva di essere inscalfibile, si staglia adesso la minaccia della malattia, una malattia che ci avevano detto lontana e assolutamente sotto controllo, ma che le ultime notizia ci fanno temere, e ricadere nell'angoscia, nella diffidenza, nell'attonito inebetimento che ci fa aspettare l'inevitabile prossimo ''incidente''.

Ci hanno detto che il virus dell'H5N1, virus meglio conosciuto col puerile nome di ''influenza dei polli'', difficilmente avrebbe potuto interessare l'occidente. Certo, parlare di assoluta impossibilità che il virus potesse arrivare fino a ''casa nostra'' sarebbe stato profondamente scorretto, ma preoccuparsi per le affermazioni di chi parlava, ha parlato e continua a parlare di una possibile pandemia capace di mietere milioni di morti, nella Vecchia Europa, sarebbe stato inopportuno, controproducente e pericoloso.
Ci hanno detto: se questa ha da arrivare in Europa, lo farà magari la prossima primavera, ma da qua allora sicuramente si saranno trovate soluzioni per debellare la malattia.
Ci hanno detto: per chi sostiene che molti Paesi si troveranno impreparati per affrontare una possibile epidemia, diciamo che è inutile armarsi per una ''preventiva guerra'', che, siamo sicuri si risolverà con un colossale fuoco di paglia. A tempo debito saremo pronti a fronteggiare qualsiasi malattia.

La scorsa settimana appena, la Fao aveva rinnovato la propria inqueitudiene per quanto sta accadendo in Indonesia, mentre George W. Bush confessava la priopria ''preoccupazione'' nei confronti di un'epidemia del virus dei polli, che negli Stati Uniti e nel resto del mondo potrebbe avere conseguenze ''catastrofiche''. Il presidente americano ha detto che una possibilità esaminata, nel caso di epidemia, è di ''fare ricorso ai militari per porre in quarantena le aree colpite''.
E mentre in Indonesia aumentano i decessi per il virus dei polli, e in Europa non è neanche arrivato l'inverno,  i primi casi di influenza aviaria hanno varcato la soglia europaea.
Il virus dell'H5N1 è stato riscontrato nei giorni scorsi in Romania
. Il ministro dell'agricoltura romeno Gheorghe Flutur ha comunicato che a Ceamurlia de Los, una piccola comunità sul delta del Danubio, tre anatre sono risultate positive al test. Non è chiaro se si tratti del ceppo H5N1, responsabile della morte di decine di persone nel Sud Est asiatico. Il ministro ha indicato però che i campioni saranno inviati in Gran Bretagna per essere sottoposti ad analisi più approfondite.
Nel frattempo le autorità sanitarie del luogo hanno imposto la quarantena al villaggio dove è stato riscontrato il virus. Interdette anche le zone circostanti per un raggio di tre chilometri. Ordinato l'abbattimento di tutti i volatili domestici; chiusa la caccia.
Misure precauzionali erano state prese già dal mese scorso, quando si era avviata la vaccinazione di tutti gli uccelli del delta del Danubio, una zona verso la quale la migrazione di volatili è frequente. Del virus H5N1 si sono trovate tracce finora in sei località russe, in Siberia, negli Urali e nel vicino Kazakhistan dove, a scopo precauzionale, è stata ordinata la soppressione di 460.000 polli.

Il virus dei polli è quindi arrivato in Europa, e il commissario per la salute dell'Ue, Markos Kyprianou, si è detto molto preoccupato: ''Bisogna agire immediatamente''.
Il commissario Kyprianou nei giorni scorsi ha spiegato che il pacchetto di misure dell'Unione europea, che prevede tra l'altro incentivi finanziari per le industrie farmaceutiche affinchè producano quantità maggiori di vaccino, sta avendo successo: ''La profilassi è assolutamente necessaria e dovrà essere implementata dai singoli stati membri''. Ciò che è importante per il commissario è il coordinamento tra i vari stati. 
Da sabato a Washington si tiene una conferenza internazionale sull'argomento con esperti di 80 nazioni e organizzazioni mondiali. La delegazione italiana è guidata da Donato Greco, direttore del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie. ''Prepararsi ad affrontare un'epidemia mondiale non è una scelta opzionale - dice -. L'Italia è impegnata da tempo su questo fronte''.
La conferenza intende esaminare le ipotesi di prevenzione, la risposta rapida alla scoperta di un focolaio infettivo e i piani di emergenza per affrontare una pandemia. Dall'America il messaggio che si è voluto lanciare spiega sostanzialmente che nella convivenza in una rete globale di scambi, dove i virus possono diffondersi a velocità senza precedenti, si ha bisogno di essere pronti a rispondere con analoga velocità.
Gli Stati Uniti chiedono a tutti i Paesi la segnalazione immediata dei possibili focolai in quanto una risposta rapida è essenziale a ridurre il rischio di ''esportare'' l'infezione.

Il 31 ottobre è prevista una conferenza in Australia per esaminare i problemi nell'area Asia-Pacifico. Il presidente George W. Bush intanto ha incontrato i rappresentati delle aziende produttrici di vaccini per convincerli ad avviare una produzione di massa contro il virus H5N1. I nuovi studi sul virus H1N1 della ''Spagnola'' * hanno dimostrato infatti che anche quello era un virus ''aviario''. Il Senato americano ha approvato uno stanziamento di 3 miliardi di dollari per l'acquisto di dosi di vaccino. Tutte ipotesi tuttavia che valgono per il futuro, perchè il vaccino, al momento non c'è quindi non è possibile alcuna produzione: sarà possibile realizzarlo soltanto quando sarà isolato il virus effettivamente mutato. Le possibilità immediate di cura, se dovesse effettivamente verificarsi una pandemia, sono affidate a un antivirale.

Dunque, al momento l'unica difesa, peraltro non assoluta, è affidata a un antivirael della Roche, che nei casi asiatici ha mostrato una qualche efficacia. Dovesse verificarsi una pandemia, solo i Paesi che ne haanno acquistato forti quantitativi (come la Gran Bretagna: per 25 milioni di persone) potrebbero dirsi ''coperte''. L'Italia per ora ne ha acquistato 180mila dosi. Così c'è già chi ne approfitta. La società farmaceutica svizzera Roche ha messo in guardia dall'acquisto su Internet di confezioni dell'antivirale Tamiflu (oseltamivir) ritenuto la migliore protezione nei primi giorni dello scoppio di un'eventule pandemia prima della diffusione su larga scala dei vaccini. Secondo la Roche sul web potrebbero circolare confezioni falsificate del medicinale. La società invita a rivolgersi alle farmacie. ''Le vendite di Tamiflu hanno subito un forte incremento da luglio'', ha ammesso Valeria Dora, presidente dell'Associazione farmacisti svizzeri.

Non nasconde la propria preoccupazione nemmeno il ministro della Salute italiano, Francesco Storace. ''Sono preoccupato per l'avanzamento del virus verso occidente: è una pessima notizia che rafforza l'urgenza di fare controlli molto scrupolosi e di rifornirci di farmaci'', ha detto Storace, dichiarando che in Italia sono già scattate tre misure fondamentali: ''Controlli a tappeto dei Nas negli allevamenti, task force di veterinari negli aeroporti e diritto di prelazione su 35 milioni di dosi di vaccino che assicurerebbero, in caso la pandemia scoppiasse, la copertura dell'80% della popolazione''.
Il ministro Storace ha quindi lanciato un vero appello bipartisan: ''Tutto il mondo è preoccupato e c'è bisogno di coordinare le misure per fronteggiare il rischio pandemico. Maggioranza e opposizione, pure in un clima di comprensibile tensione politica, tengano fuori dallo scontro sulla legge elettorale i provvedimenti che puntano a evitare guai al nostro Paese. Siamo pronti a esaminare le proposte dell'opposizione - ha concluso il ministro - ma facciamo presto: il merito sarà di tutti''.
Comunque, ha  ribadito il ministro: ''Non c'è alcun ritardo da parte dell'Italia per quel che riguarda il contrasto all'influenza aviaria. Il vaccino verrà prodotto a partire dal momento in cui, dichiarata la pandemia, l'organizzazione mondiale della sanità distribuirà ai produttori il ceppo virale che l'ha causata. Il vaccino verrà prodotto in 3-6 mesi. In attesa del vaccino, ad ogni modo - conclude il comunicato del ministero - potranno essere usati farmaci antivirali: sono già disponibili 180.000 cicli''.

- L'influenza dei polli come la ''Spagnola'' (Repubblica.it) *

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10 ottobre 2005
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