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L'Hermitage dello zar Nicola I

Palazzo Sant'Elia, a Palermo, accoglie i capolavori del Museo Hermitage di San Pietroburgo

14 maggio 2007

La riapertura al pubblico del settecentesco palazzo Sant'Elia di via Maqueda a Palermo, è una riapertura di grande pregio. A nobilitarla una partnership prestigiosa, una sinergia operativa nientemeno che con l'Hermitage di San Pietroburgo, che sancisce la valenza di un progetto finalizzato ad inserire Palermo e la sua nuova struttura in un circuito internazionale.
Si intitola ''L'Hermitage dello zar Nicola I. Capolavori acquisiti in Italia'', la mostra allestita a palazzo Sant'Elia e che potrà essere visitata fino al 27 maggio 2007. Una suggestiva esposizione che raccoglie i capolavori dell'arte italiana commissionati o comprati dallo zar Nicola I durante il suo viaggio lungo la penisola e conservati al museo Hermitage 

La mostra presenta il nucleo centrale della collezione di statue e dipinti acquisiti o commissionati dallo zar Nicola I (1796 - 1855) nel corso del suo viaggio in Italia del 1845, iniziato con un lungo soggiorno in Sicilia, e durante la sua instancabile attività di collezionista.
 

Il 23 ottobre 1845, Nicola I sbarca a Palermo
in compagnia della consorte Alessandra, ex principessa di Prussia, che deve sottoporsi a delle cure.
Il viaggio di Nicola I ha un carattere eccezionale: mai prima un regnante russo era venuto in Italia al di fuori di una specifica missione diplomatica, per dedicarsi solo alla visita di chiese, monumenti e ateliers di scultura. Lo zar ha il gusto del collezionismo e può disporre di risorse pressoché illimitate per commissionare e acquisire opere d'arte da lui destinate ad allestire le sale del Nuovo Hermitage di San Pietroburgo, primo museo della famiglia imperiale aperto al pubblico, iniziato a costruire per suo volere nel 1842 e inaugurato alla sua presenza nel febbraio del 1852.
Dopo aver trascorso oltre un mese tra la Sicilia e Napoli, Nicola I riprende la via del ritorno sostando a Roma, Firenze, Bologna e Venezia, in un pellegrinaggio ideale dal Rinascimento al Neoclassico

Le opere in mostra a palazzo Sant'Elia sono trentacinque, fra sculture, dipinti e acquerelli. Sono esposte le statue ''Ritratto di Papa Paolo III'' di Tizianodei più grandi maestri neoclassici, fra cui la ''Testa del genio della morte'' e i busti di ''Elena'' e ''Paride'' di Antonio Canova, ''Flora'' di Pietro Tenerani, ''Diana'' di Emil Wolff, il ''Ritratto di Alessandra Fedorovna'' di Karl Wichmann, ''Amore con colombe'' e il ''Ritratto di Nicola I'' di Luigi Bienaimé. Inoltre, sono esibiti celebri dipinti appartenuti alla collezione di Nicola I, come il ''Ritratto di vecchio'' di Ridolfo Ghirlandaio, il ''Ritratto di Papa Paolo III'' di Tiziano, il ''San Francesco'' di Luca Giordano, ''Il Miracolo dei pani e dei Pesci'' di Francesco Bassano e ''Il sacrificio di Polissena'' di Giovanni Battista Pittoni.
Alcune opere, come ''L'Immacolata Concezione'' di Bartolomé Esteban Murillo e ''Maria Maddalena Penitente'' di Andrea Vaccaio, tornano per la prima volta in Italia dal momento del loro acquisto da parte dello zar.
Una rara serie di acquarelli di Luigi Premazzi e Edward Hau offre, infine, una visione del Nuovo Hermitage, prima della riorganizzazione delle sale nel 1861, ed un percorso sull'evoluzione dell'idea di museo come istituzione pubblica.

La cura della mostra è di Sergej Androsov e Lorenzo Zichichi.
La mostra è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21 10.00 alle 22.00; venerdì e sabato dalle 10.00 alle 24.
L'ingresso è gratuito.

E sempre per questa ''Primavera d'Arte Palermitana'', e sempre nelle sale di Palazzo Sant'Elia, un'altra interessante mostra potrà essere visitata: ''Un mare di arte. Mediterraneo specchio del cielo''.
Una mostra particolare con dietro un curatore d'eccezione, lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun. Le opere esposte, in una collettiva di artisti contemporanei (fra cui Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Piero Guccione, Emilio Greco, Mimmo Paladino, Igor Mitoraj, ma anche dai più vitali e giovani interpreti della scena artistica attuale, come Gregorio Botta e Alessandra Giovannoni), sono opere ovviamente ispirate al mare.
Per la prima volta, inoltre, viene esposta un'opera dello stesso Tahar Ben Jelloun.

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14 maggio 2007
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