L'inchiesta sull'eolico va avanti...

Il Csm ha trasferito il presidente della Corte d'Appello di Milano, mentre tra qualche settimana saranno ascoltati i coinvolti nella vicenda

16 luglio 2010

La prima commissione del Csm ieri ha deciso di avviare nei confronti del presidente della Corte d'Appello di Milano Alfonso Marra la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale, dopo il coinvolgimento del magistrato nell'inchiesta sull'eolico.
La commissione è stata quasi unanime nella decisione: quattro voti a favore e uno solo, quello del laico di centrodestra Gianfranco Anedda contrario.
A votare a favore dell'avvio della procedura di trasferimento sono stati la togata di Magistratura democratica Fiorella Pilato, il togato del Movimento per la giustizia Mario Fresa, il togato di Magistratura indipendente Antonio Patrono e il laico di centrosinistra Mauro Volpi; mentre non ha partecipato alla votazione il togato di Unicost Giuseppe Maria Berruti che nell'ambito delle intercettazioni compare come il consigliere che ostacolava maggiormente la nomina di Marra.

La prima commissione aveva chiesto pochi giorni fa al comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli l'apertura di una pratica, dopo che nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico erano comparsi i nomi di alcune toghe, tra cui appunto quello di Marra. Infine la prima commissione ha disposto un'istruttoria riguardo alcuni magistrati, tra cui Arcibaldo Miller, chiedendo all'autorità giudiziaria competente gli atti per comprendere quale sia la loro posizione. Il nome di Miller, capo degli ispettori di via Arenula e di altre toghe sono citati all'interno dell'ordinanza di custodia cautelare del gip.

Intanto vanno avanti le indagini sull'inchiesta. Per esaminare e mettere a fuoco le posizioni di chi è coinvolto, così come illustrate dagli investigatori del Ros, ci vorranno sette giorni. E poi tra una settimana saranno chiamati davanti al procuratore aggiunto capitolino Giancarlo Capaldo e ai suoi collaboratori il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il magistrato di Cassazione Antonio Martone, il capo dell'ufficio ispettivo del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, l'attuale presidente della Corte d'Appello di Milano Alfonso Marra e l'ex primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone. Non è escluso che qualcuno di loro possa aver bisogno dell'assistenza di un difensore.
Negli ambienti del palazzo di giustizia si è appreso che comunque prima di passare agli interrogatori il procuratore Capaldo dovrà valutare le posizioni alla luce dell'ordinanza che ha portato in carcere la settimana scorsa Flavio Carboni, Pasquale Lombardo e Arcangelo Martino.
Tra quanti dovranno presentarsi alcuni parteciparono alla riunione svoltasi la sera del 23 settembre dello scorso anno nell'abitazione di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, che si trova a palazzo Pecci Blunt in piazza dell'Ara Coeli. Alla riunione presero parte Flavio Carboni, Martino, Lombardi e il senatore Marcello Dell'Utri che è indagato, l'onorevole Giacomo Caliendo, Martone e Miller.
Nel frattempo, da Napoli, l'ex assessore regionale Ernesto Sica, coinvolto nell'indagine sulla Loggia P3, ha spiegato le ragioni del rinvio della conferenza stampa prevista per oggi: "Credo sia opportuno - ha detto - incontrare prima le autorità giudiziarie competenti per chiarire nei dettagli la mia posizione e successivamente esporre le mie considerazioni nel corso di una conferenza stampa". Sica, indagato con Verdini e Cosentino, si dice, comunque, "sereno e sicuro di poter chiarire tutto". [Informazioni tratte da Adnkronos/Ing]

- Nuove società segrete (Guidasicilia.it, 13/07/10)

 

 

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16 luglio 2010

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