L'inchiesta sulle presunte infiltrazioni mafiose nella costruzione del Ponte sullo Stretto va' avanti

Continuano gli accertamenti della Procura di Roma sull'inchiesta partita dalla denuncia di Legambiente

15 dicembre 2005

L'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nella costruzione del prioritario Ponte sullo Stretto di Messina, aperta da una denuncia di Legambiente, va avanti.
Renato Laschena, presidente della Commissione incaricata di valutare i candidati per la scelta del General contractor per il Ponte sullo Stretto, è stato sentito come testimone in procura a Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità legate alle conseguenze di impatto ambientale della costruzione dell'opera.
Laschena è stato convocato nei giorni scorsi ma la notizia si è appresa soltanto l'altro ieri. Secondo alcune indiscrezioni avrebbe ricostruito l'iter dell'istruttoria seguita dalla commissione per la valutazione dei candidati. Nei giorni scorsi, sempre in qualità di testimone, era stato sentito il viceministro dell'Economia, Mario Baldassarri.

Gli accertamenti della procura di Roma, partiti da una denuncia di Legambiente, costituiscono uno sviluppo della più ampia indagine (cinque le persone coinvolte) sulle presunte infiltrazioni di un'organizzazione di stampo mafioso nel giro di appalti previsti per la costruzione del ponte.
Nel quadro di questi accertamenti, condotti dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e da Adriano Iasillo, sono indagate tre persone: il professor Alberto Fantini, referente del gruppo istruttore della commissione speciale istituita presso il ministero dell'Ambiente per la valutazione dell' impatto ambientale, l'architetto Franco Luccichenti ed il professore Giuseppe Mandaglio.

Fonte: La Nuova Ecologia

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15 dicembre 2005

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