L'incontro sulla questione del bando per gli stagisti

L'assessore Piraino promette: "Ascolterò le indicazioni dei sindacati". Ma i sindacati sono rimasti delusi e scettici

12 gennaio 2011

L'assessore regionale al Lavoro, Andrea Piraino, si è impegnato a recepire le indicazioni emerse nel confronto, che si è tenuto ieri pomeriggio, con i sindacati e associazioni imprenditoriali sulla concessione di contributi agli organismi del Terzo settore, il cosiddetto bando per gli stagisti.
Indicazioni che in realtà sono state le richieste poste fin da subito, ossia il ritiro o la modifica del bando che attiva stage in Sicilia.
L'incontro, ha spiegato una nota dell'assessorato, ha chiarito che "sono circa 700 (e non 8400) i destinatari del contributo, soggetti appartenenti a fasce deboli che senza un sostegno, non avrebbero alcuna possibilità di avvicinarsi al mondo del lavoro. Questo sostegno - ha sottolineato poi l'assessore Piraino - non potrà in alcun modo trasformarsi in nuovo precariato".
Sul piano più generale, per evitare la lamentata frammentazione degli interventi, l'assessore si è impegnato a gestire tutte le risorse destinate alle politiche sociali, in base ad un Documento unico di programmazione, concertato con i rappresentanti delle forze sociali, del Terzo settore e del volontariato.
Ed inoltre l'assessore ha comunicato che nei prossimi giorni saranno pubblicate le linee guida per l'integrazione sociosanitaria, come avvio del raccordo fra politiche sociali e della Salute. Tenendo conto di alcune proposte avanzate durante l'incontro, si è poi convenuto di gestire, sulla base di una strategia di sistema, tutte le risorse destinate alle politiche attive del lavoro e dello sviluppo.
Poco prima della riunione il dirigente del dipartimento famiglia dell’assessorato regionale al Lavoro, Letizia Diliberti, ha precisato che: "Con i fondi a disposizione possiamo attivare circa 300 stage, il dato riportato di 8.400 posti non è reale".

Dunque, un incontro andato bene? Non proprio. Per il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, il provvedimento è semplicemente "un pasticcio". Perplessità sono state espresse anche da Salvatore Petrilli della segreteria regionale dell’Ugl e da Maurizio Merlino della Cna Sicilia. "Con questo provvedimento - ha sottolinea poi Maurizio Pucceri di Casartigiani - è stato fatto un fritto misto tra misure di sostegno al reddito e interventi per l’occupazione".
La Cgil siciliana ha giudicato negativamente l'esito dell'incontro di ieri pomeriggio con l'assessore Piraino. "L'unico fatto certo - ha detto Elvira Morana, della segreteria regionale Cgil - è che si continuano a usare impropriamente le risorse della regione. A questo punto non ci resta che chiedere l'intervento di Raffaele Lombardo, per bloccare un provvedimento che risale al suo precedente governo". Morana ha sottolineato che "questa potrebbe essere un'occasione per il presidente della Regione per dimostrare che c'è un cambio di rotta e che si vuole intraprendere, come da dichiarazioni, un percorso di trasparenza ed efficacia della spesa. Noi chiediamo - ha aggiunto - che tutta la partita delle politiche sociali e dell'integrazione socio-sanitaria sia affrontata con una legge organica e che su questo argomento non si perda ancora tempo". Al contrario, secondo l'esponente della Cgil, "se si andrà avanti col bando avremo un segno chiaro che si continua sulla stessa strada: quella delle clientele, incuranti del fatto che si illuda inutilmente la gente, che si crei nuovo precariato e che si impegnino risorse che potrebbero essere destinate a interventi per lo sviluppo".
Parere negativo anche da parte di Legacoop Sicilia. "L'incontro promosso dall'assessore Piraino con tutte le parti sociali non approda a nessun esito" hanno detto senza giri di parole il presidente di Legacoopsociali Angela Maria Peruca e il presidente di Legacoop Palermo Filippo Parrino, una valutazione negativa sia sul merito, ma anche sul metodo che l'assessorato al Lavoro della Regione Siciliana ha messo in opera per intervenire sulle fasce più deboli della popolazione e sui loro bisogni. Legacoop contesta la scelta di inserire nel bando anche l'opportunità di creare imprese cooperative sostenute dal finanziamento pubblico, senza configurarsi come strumento di sostegno all'autoimprenditorialità. "Riteniamo possibile migliorare la struttura e le finalità del bando, - ha fatto sapere Filippo Parrino - ma occorre avviare un confronto reale con i rappresentanti del terzo settore, che in forza della legge 328 sui servizi sociosanitari, devono essere coinvolti nella programmazione e nella gestione delle risorse economiche, non quindi una pratica di partenariato, ma un preciso dettato della legge".

[Informazioi tratte da Ansa, SiciliaInformazioni.com, LiveSicilia.it]

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12 gennaio 2011

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