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L'indice dell'Ue puntato sulle montagne di spazzatura

L'Italia è stata deferita dalla Commissione Ue per la (mala)gestione dei rifiuti in Campania

07 maggio 2008

L'Italia è stata deferita dalla Commissione Ue davanti alla Corte di Giustizia europea per la (mala)gestione dei rifiuti a Napoli e in Campania. La decisione è stata formalmente assunta ieri pomeriggio poichè "nonostante che progressi siano stati fatti per migliorare il sistema - spiega la Commissione - non ci sono certezze sui tempi né sul fatto che il problema sarà risolto con le misure prese fino ad ora".
Anche per il Lazio, che non ha ancora un piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, è arrivata la procedura d'infrazione. L'organo esecutivo della Ue ha infatti deciso di inviare una prima lettera di avvertimento visto che non è stata data piena attuazione a una sentenza del giugno 2007 che condannava l'Italia per l'assenza di diversi piani regionali. Da allora sono arrivati tutti, tranne quello del Lazio. Dopo il secondo avvertimento, la Commissione può tornare alla Corte di Giustizia e chiedere che vengano inflitte delle multe.

"Le montagne di spazzatura non raccolte, accumulate per le strade illustrano emblematicamente le minacce per l'ambiente e per la salute umana risultanti da una gestione inadeguata. Occorre che l'Italia dia priorità all'elaborazione di piani efficienti di gestione dei rifiuti in Campania e nel Lazio, nonché alla realizzazione delle infrastrutture di raccolta e di trattamento necessarie per attuarli correttamente", questo il commento del commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas  
Anche se, negli ultimi tempi, l'emergenza si è un poco ridotta, grazie alla rimozione dalle strade seguita alla nomina di un nuovo commissario di governo, l'Europa ritiene che le misure adottate "non siano adeguate per risolvere nel lungo periodo la questione dei rifiuti nella regione e impedire il ripetersi dei fatti inaccettabili verificatisi lo scorso anno". Fatti che si sta verificando nuovamente proprio in questi giorni (leggi). La Campania - puntualizzano a Bruxelles - "è lungi dal poter creare un sistema di gestione efficiente che consenta la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti". Inoltre, le autorità italiane "si sono rivelate incapaci di indicare un calendario chiaro per il completamento e la messa in servizio degli impianti di selezione, delle discariche, degli inceneritori e delle altre infrastrutture necessarie per risolvere i problemi che affliggono la regione".

Con il deferimento alla Corte si apre una procedura ancora lunga prima che ci possano essere eventuali conseguenze concrete nei confronti dell'Italia. Ci vorranno ora alcuni mesi, anche un anno, prima che la Corte emetta la sua sentenza e se questa sarà negativa per Roma si aprirà una nuova procedura, anch'essa lunga molti mesi, (fino a 24) con nuove messe in mora da parte della Commissione e eventuali risposte dall'Italia prima che si possa giungere ad una eventuale condanna definitiva che commini anche una multa.

- Rifiuti Campania e Lazio, la nota Ue (COM Nota IP/08/705 6.5.2008)

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07 maggio 2008
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