L'intollerante è un cretino che non riuscirà a vivere nel mondo che si prepara ad essere fra breve il mondo di tutti

06 dicembre 2006

Ieri Palermo ha ospitato un importante convegno, organizzato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), dal titolo ''Rifugiati in alto mare: quale protezione? Aspetti giuridici e pratici legati agli sbarchi'' (leggi).
Ad aprire il seminario la proiezione di una testimonianza dello scrittore Andrea Camilleri, che ha avuto parole molto critiche nei confronti dell'intolleranza, elemento che si scontra fortemente con il prossimo futuro, che sarà per tutti un tempo di interculturalità fra i popoli.  
''L'intollerante è un cretino. Io culturalmente sono un meticcio. Ho rubato ai russi, ai francesi, ai turchi per essere quello che sono'', ha detto lo scrittore di Porto Empedocle parlando delle intolleranze e ribadendo la necessità di prepararsi a convivere con gli altri popoli.

Camilleri ha poi parlato del ''Mare'', che non solo circonda la Sicilia, ma che le appartiene, come elemento ''di per sé simbolo di congiunzione''. ''Che diventi sinonimo di divisione - ha detto lo scrittore - è un sacrilegio''. Poi ha affrontato i temi dell'immigrazione, dell'accoglienza, della tolleranza del diverso. ''Prepariamoci al mondo futuro, - ha esortato - un mondo in cui dovremo convivere con popoli diversi. Viviamo l'incontro con gli altri un po' come si vive il matrimonio che è anche una rinuncia reciproca alle rispettive identità in vista di una vita insieme''.

Sul problema del soccorso in mare ai clandestini in difficoltà, nodo centrale del convegno, Camilleri è stato netto: ''Mio padre ha ricevuto una medaglia al valor civile per avere salvato alcuni naufraghi a largo di Porto Empedocle, immaginatevi quale può essere il mio punto di vista su chi rischia la vita per aiutare chi sta per morire''. ''Una legge che impedisca o ostacoli il soccorso - ha concluso - è innaturale. L'istinto dell'uomo è di salvare il proprio simile. Ognuno è responsabile davanti a se stesso di ciò che fa quando ha di fronte un altro uomo che sta annegando''.

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06 dicembre 2006

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