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L'Iran ha lavorato ad un ordigno atomico

Secondo il rapporto dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica ...

09 novembre 2011

L'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea) ha consegnato agli Stati membri il rapporto sul nucleare iraniano. Lo rende noto la stessa Aiea, precisando che Vienna manterrà il documento per ora segreto. La sua pubblicazione avverrà infatti sul sito dell'agenzia solo quando il Consiglio dei Governatori, organo dell'Agenzia che si riunirà il 17 e 18 novembre, non deciderà di desecretarlo, dando il via libera al Segretariato per la sua pubblicazione.
Secondo alcune anticipazioni apparse sulla stampa nei giorni scorsi, il rapporto contiene prove sullo sviluppo in Iran di un programma nucleare con finalità militari. "L'Iran ha condotto attività rilevanti al fine di sviluppare un ordigno esplosivo nucleare" ha detto il capo dell'Aiea, Yukiya Amano, nel rapporto anticipato dall'agenzia di stampa Dpa.

Foto dal satellite e rapporti di intelligence testimonierebbero la presenza nel paese di infrastrutture destinate alla produzione e ai test di ordigni in grado di far esplodere testate atomiche, oltre che il ruolo di "esperti" dell'ex Unione Sovietica nella formazione di personale iraniano. Infatti, secondo quanto scritto dall'Aiea, ci sono stati "forti indicazioni" circa il fatto che Teheran per lo sviluppo delle sue attività nucleari sia "stata aiutata dal lavoro di un esperto straniero". Quest'ultimo, si legge nel rapporto circolato tra i media, "non era solo competente nell'ambito di queste tecnologie, ma - secondo le informazioni di uno Stato membro all'Agenzia - ha lavorato per buona parte della sua carriera con questa tecnologia nel programma di armi nucleari del suo Paese di origine".
Lunedì, il Washington Post scriveva che l'Iran è riuscito a padroneggiare le fasi critiche necessarie per la costruzione di un'arma nucleare grazie all'aiuto di esperti stranieri, fra cui Vyacheslav Danilenko, ex scienziato sovietico che sarebbe stato ingaggiato dall'Iran alla metà degli anni Novanta per un periodo di cinque anni.
Sempre secondo indiscrezioni, l'Iran ha lavorato allo sviluppo dell'atomica in "un programma strutturato" fino al 2003, ma ci sono elementi credibili per sostenere che Teheran stia tuttora conducendo ricerche per ottenere "ordigni nucleari". Da Vienna hanno inoltre riferito che l'Iran ha iniziato a trasferire materiale nucleare nel bunker sotterraneo di Fordow.

Il rapporto dell'Aiea ha causato un inasprimento delle tensioni intorno al programma nucleare iraniano. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, aggiungendo di avere serie dubbi che la diffusione del rapporto sia giustificata. Secondo Mosca ci vuole tempo per stabilire se contiene prove nuove ed evidenti della presenza di ulteriori elementi militari nel controverso programma nucleare di Teheran. La diffusione del rapporto è volta, sostiene il ministro degli Esteri russo, ad "affondare" le chance di soluzione diplomatica. Mosca ha inoltre rivelato di aver fornito tempo fa informazioni sul possibile coinvolgimento di scienziati russi nel programma iraniano.

Secca la risposta di Teheran al documento dell'Aiea: L'iran "non ha bisogno della bomba atomica" per far fronte agli Stati Uniti e ai loro alleati", ha detto il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. "Gli Stati Uniti, che hanno 5.000 bombe atomiche, ci accusano ma devono sapere che se vogliamo tagliare la mano che hanno allungato sul mondo non abbiamo bisogno del nucleare", ha dichiarato Ahmadinejad citato dalla televisione di stato. Teheran ha diffuso "cinque punti" per dimostrare che l'atteso rapporto dell'Aiea sui presunti scopi militari del programma nucleare è di "scarso spessore" e "inaffidabile". Ad elencarli è l'agenzia Fars, chiamando in causa "esperti nucleari iraniani" e il segretariato della stessa Aiea, secondo i quali le 15 pagine che il direttore generale Amano ha allegato al rapporto mancano di fondamenti tecnici e legali. Ecco i punti elencati nel dettaglio dall'agenzia semi-ufficiale iraniana.
1) Nessuno dei documenti presentati ora è nuovo, ma tutti sono legati ai contenuti di un pc portatile che sarebbe stato rubato in Iran e di cui si parlò per la prima volta nel 2004. Questo proverebbe la falsità delle accuse per le attività successive.
2) Né l'Iran né l'Aiea hanno potuto visionare tali documenti, nonostante dal 2007 ne abbiano chiesto agli Usa la versione originale. Inoltre, gli stessi americani avrebbero in mano solo un file elettronico, la cui infondatezza sarebbe già stata dimostrata dall'Iran nel 2008 in un dossier di 117 pagine.
3) Se anche tali documenti fossero autentici, nessuno può provare che siano collegabili agli organi ufficiali iraniani.
4) Inoltre, non vi è alcuna prova che vi si parli di attività militari in ambito nucleare, e non convenzionale.
5) Infine, contengono una serie di simulazioni al computer ma nessuna prova sul fatto che esse siano state messe in pratica. L'allegato al rapporto non sarebbe dunque altro che "una collezione di informazioni contraffatte", aggiunte sotto pressione politica statunitense.
Inoltre, sempre secondo la Fars che cita "diplomatici" a Teheran, Amano avrebbe ricevuto "gli ultimi ordini da Washington" la scorsa settimana, e per questo avrebbe respinto le richieste di imparzialità giunte da Russia, Cina, alcuni Paesi europei e dal movimento dei non-allineati.

Quanto alle indiscrezioni su alcune immagini satellitari che mostrerebbero un bunker militare per gli esperimenti nucleari a Parchin, a sudest di Teheran, si ricorda che una visita di alcuni ispettori Aiea di alcuni anni fa aveva accertato che il presunto bunker era solo "una toilette di metallo" e nessuna attività nucleare veniva condotta nel sito.
Dunque, l'Iran non abbandonerà "mai" il programma nucleare, ma continuerà a collaborare con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Lo ha detto l'ambasciatore iraniano presso l'Aiea Ali Asghar Soltaniyeh, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna.

Dal canto suo Israele, che nei giorni scorsi aveva prospettato l'ipotesi di un'azione militare contro la presunta escalation nucleare dell'Iran, ha affermato che, al momento "non ha deciso di imbarcarsi in operazioni d'attacco didetto". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Ehud Barak. "La guerra - ha detto Barak - non è un picnic. A noi piace il picnic ma non la guerra". Comunque, ha aggiunto, tutte le opzioni per far fronte al nucleare iraniano resteranno aperte. Riguardo al rapporto Aiea, Barak ha affermato che in realtà tutto questo "non sorprende Israele" dal momento, ha aggiunto che, "sono anni che abbiamo a che fare con questa situazione". L'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dato disposizione ieri sera con una circolare a tutti i ministri del suo governo di non commentare i contenuti del rapporto dell'Aiea sui programmi nucleari dell'Iran. Lo riferiscono i media locali. La decisione evidenzia la delicatezza del momento, una certa cautela e la volontà di evitare reazioni in ordine sparso.
E gli Usa prendono tempo per studiare il rapporto dell'Aiea sul programma nucleare iraniano. "Ci è stato consegnato circa un'ora fa, quindi prenderemo del tempo per leggerlo prima di commentarlo", ha fatto sapere il Dipartimento di Stato. "In questo momento non siamo pronti a parlare di prossimi passi", ha aggiunto il portavoce Victoria Nuland.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Aki, Repubblica.it]

- L'Iran ad un passo dall'atomica (Guidasicilia.it, 08/11/11)

 

 

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09 novembre 2011
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