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L'Italia di nuovo in lutto

Le salme dei quattro soldati morti ieri in Iraq sono state ricomposte e rientreranno in Patria stasera

01 giugno 2005

La guerra in Iraq ha segnato e continua a segnare l'Italia. Non c'è pace nella Terra tra i due Fiumi, e non può esserci pace in una zona di guerra.
I soldati italiani in Iraq muoiono, come i soldati americani, come quelli polacchi, come quelli inglesi, come quelli iracheni.
In guerra si muore e i soldati che vanno alla guerra, anche quando qualcuno si ostina a dire che vanno in missione di pace, sanno di andare in contro a probabile morte.

Ancora una volta l'aeroporto militare di Ciampino, a Roma, vedrà atterrare un aereo che riporta in patria italiani caduti in Iraq.
Questa sera poco prima di mezzanotte è previsto l'arrivo dell'aereo con a bordo i corpi dei quattro militari che componevano l'equipaggio dell'elicottero AB-412, caduto ieri nel deserto iracheno a 15 chilometri a sud-est di Tallil.
Lo Stato maggiore della Difesa ha informato che le salme del Tenente Colonnello Giuseppe Lima, del Capitano Marco Briganti, del Maresciallo Capo Massimiliano Biondini e del Maresciallo Marco Cirillo, sono state ''ricomposte nella base del contingente italiano di Camp Mittica e rientreranno in Italia questa sera con un velivolo C 130-J dell'Aeronautica Militare''.

Quest'ultima tragedia è stato un incidente. Il pilota dell'AB412, probabilmente disorientato da una tempesta di sabbia, ha virato improvvisamente a sinistra e con un pattino ha toccato terra. Per l'impatto i due mitraglieri dietro sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo. L'elicottero, il pilota e il co-pilota si sono sfracellati a terra.
''Saranno fatti con urgenza alcuni accertamenti - si spiega - anche se si parla di una turbolenza in atto nell'area dove è avvenuto l'incidente''. Indaga la procura militare che ha già delegato i carabinieri dell'Msu presenti a Nassiriya. Indaga anche quella ordinaria.
Sembra esclusa per il momento ogni ipotesi di abbattimento. Al ministero della Difesa ieri spiegavano che ''quel che resta dell'elicottero, abbastanza poco, è stato trovato a circa quindici chilometri a sud-est dall'aeroporto della base di Tallil, una zona desertica e ''sterilizzata'' da gruppi della guerriglia''.

Le salme sono state ricomposte e rientreranno questa sera...

Dolore e rabbia. Il padre di Marco Cirillo, Luigi, a sua volta militare, sposato con la figlia di un militare dice: "Non avrei mai voluto dare mio figlio alla patria".
Giuseppe Lima, colonnello di 39 anni, lascia la moglie Leandra, in attesa del terzo figlio.
Massimiliano Biondini aveva chiesto di rientrare in Italia venerdì per partecipare alle nozze di suo fratello Claudio.
Il capitano Marco Briganti, 33 anni, era partito una settimana fa per la sua seconda missione in Iraq, dove si sarebbe dovuto fermare per quattro mesi.

Sale a trentadue il numero degli italiani caduti dall'inizio della missione italiana in Iraq.
Il 12 novembre del 2003, un camion sfonda la recinzione della sede della missione Msu (Multinational Specialized Unit) dei carabinieri a Nassiriya, aprendo un varco ad un'autobomba che esplode subito dopo. Muoiono 12 carabinieri, cinque soldati e due civili: i militari dell'Arma sono Domenico Intravaia, Orazio Majorana, Giuseppe Coletta, Giovanni Cavallaro, Alfio Ragazzi, Ivan Ghitti, Daniele Ghione, Enzo Fregosi, Alfonso Trincone, Massimiliano Bruno, Andrea Filippa, Filippo Merlino; i soldati Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Emanuele Ferraro, Alessandro Carrisi, Pietro Petrucci. Stefano Rolla e Marco Beci sono i due civili. La base Maestrale, che ospita il personale dell'unità di manovra del Reggimento carabinieri della Msu, è ridotta a uno scheletro di cemento, davanti c'è un cratere profondo otto metri provocato dall'autobomba. In conseguenza dell'esplosione muoiono anche 9 iracheni, mentre i feriti italiani sono 18.

Il 10 marzo 2004, viene ferito un carabiniere nel corso di una sparatoria a Nassiriya. Tra gli episodi più cruenti da registrare nel corso dell'anno, la cosiddetta 'battaglia dei ponti', scontro armato con i miliziani sciiti legati a Moqtada Al Sadr per il controllo dei ponti sull'Eufrate, che il 6 aprile causa il ferimento di undici bersaglieri. Coinvolti nel conflitto a fuoco gli uomini della Task Force Eleven, circa 500 militari intervenuti per ripristinare l'ordine pubblico. I bersaglieri italiani vengono fatti oggetto di colpi d'arma da fuoco e rispondono con le armi in dotazione.

Il 2 e il 3 maggio 2004, altri episodi, uno dei quali coinvolge anche il comandante del contingente, generale Gianmarco Chiarini: un mezzo di pattuglia sul quale viaggia l'ufficiale italiano è fatto oggetto di colpi di arma da fuoco da parte di un gruppo di assalitori. I militari italiani rispondono al fuoco.
Nella notte tra il 6 e il 7 maggio 2004 quattro colpi di mortaio esplodono nelle vicinanze della sede della Cpa, l'autorità provvisoria di governo.
Tra il 14 e il 16 maggio, nuova violenta fiammata di scontri a fuoco: prese di mira con razzi Rpg e colpi di mortaio la base White Horse, la base Libeccio e la sede della Cpa di Nassiriya, bersagliata dai miliziani appostati nel vicino ospedale cittadino. Matteo Vanzan, 23 anni, lagunare del Reggimento Serenissima, viene colpito da una scheggia di mortaio all'arteria femorale. Ricoverato in ospedale, muore dopo un disperato intervento chirurgico nelle prime ore della mattina del 17 maggio.

Il 5 giugno 2004, convogli militari italiani vengono attaccati per due volte nella stessa giornata nei dintorni di Nassiriya. Contro i soldati di Antica Babilonia, che scortano un convoglio di cooperazione civile-militare impegnato nella ristrutturazione di un edificio scolastico e di una struttura veterinaria, vengono esplosi in tutto cinque razzi Rpg. 
Cinque giorni dopo, il 10 giugno 2004, un ordigno esplode nelle vicinanze di una pattuglia di Lagunari, senza provocare feriti.
Il 25 giugno vengono esplosi colpi di arma da fuoco contro gli elicotteri italiani in Iraq. Presi di mira due Ab412 dell'esercito italiano in servizio di perlustrazione notturna a trenta chilometri da Nassiriya. L'attacco non provoca danni ai mezzi né feriti, gli elicotteri si allontanano dalla zona degli spari senza riportare danni e senza rispondere al fuoco.
Il 5 luglio 2004, il primo caporalmaggiore Antonio Tarantino muore in seguito ad un incidente stradale nel quale rimane coinvolto mentre percorre la strada che separa le due basi di White Horse e di Tallil.

Il 21 gennaio 2005, muore il maresciallo Simone Cola, di 32 anni, da Ferentino. Era il mitragliere a bordo di un elicottero dell'Esercito, in volo di perlustrazione su Nassiriya.
Il 4 marzo 2005, l'ufficiale del Sismi Nicola Calipari cade ad un check point americano sulla strada per l'aeroporto di Bagdad dove stava andando per riportare in Italia Luciana Sgrena, appena liberata dopo un drammatico sequestro. Ma l'auto con Calipari, l'ostaggio e un ufficiale dei Ros sarà colpita dal fuoco dei soldati Usa: Calipari viene ucciso, la Sgrena ferita.
Il 15 marzo 2005, il sergente Salvatore Marracino muore per un incidente durante una seduta di addestramento.

Le salme sono state ricomposte e sono rientrate in Patria...

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01 giugno 2005
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