L'Italia risulta sempre più corrotta

Pubblicati i dati di Transparency International: l'Italia al 67/mo posto dietro il Ruanda e un gradino sopra la Georgia

27 ottobre 2010

Una classifica che conta 69 posizioni e nella quale l'Italia occupa il 67/mo posto. Parliamo della classifica internazionale di Transparency International sulla corruzione percepita nel settore pubblico.
L'Italia va sempre peggio, infatti in nostro Paese è arretrato di quattro posizioni rispetto al 2009 e di ben 12 sul 2008. Con 3,9 punti su 10 è ben lontana dagli altri paesi europei: la Germania è 15esima, il Regno Unito 20esimo, la Francia 25esima e la Spagna 30esima. Insieme a Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Madagascar, Niger e Stati Uniti è l’unica ad aver perso posizioni rispetto al 2009.
Pensate che il Belpaese si trova esattamente fra Ruanda e Georgia, e sotto a Samoa, Ghana, Macedonia e Croazia.

Per la sezione italiana di Transparency International, il punteggio italiano "non sorprende più di tanto in considerazione di dodici mesi passati caratterizzati dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e che ha visto coinvolti sia funzionari che esponenti politici di ogni schieramento".
Il primo anno in cui l’indice di corruzione percepita è stato elaborato da Transparency International, l'Italia si trovava al 42esimo posto, in compagnia dell’Ungheria, con un punteggio di 4,8 su 10. Nel 2005, era risalita fino al 40esimo posto, con un punteggio di 5,0, a metà del range. L’Italia era rimasta praticamente ferma nel 2006, al 45eismo posto ma con una differenza di 0,1 sull’anno precedente. Il 2007 aveva segnato una risalita fino al 5,2 e la 42esima posizione, insieme alla Repubblica Ceca. Il 2008 aveva fatto segnare un calo consistente: fuori dalla top 50 al 55 posto, l’Italia aveva perso 0,4 punti dell’indice, finendo a 4,8. Nel 2009, un’altra emorragia di posizioni e punteggio: meno 0,5 e meno 13 posizioni: con 4,3 l’Italia è arrivata al 63esimo posto, in compagnia dell’Arabia Saudita ed è scesa ancora più in basso nel 2010.

Cos’è e come si calcola l’indice di corruzione percepita (CPI) - L'indice di corruzione percepita è legato a quanto il settore pubblico di un paese viene reputato non limpido. La valutazione è composta da dati forniti da esperti, interviste e approfondimenti di varie fonti indipendenti. Secondo Transparency International, l’indice è legato alla percezione "perché la corruzione è generalmente legata ad attività illegale, che vengono alla luce solo tramite scandali, indagini e azioni penali". Il Corruption Perceptions Index  è considerato la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico. I Paesi che ottengono un punteggio da zero a 10 (con zero che indica livelli elevati di corruzione e 10 bassi).
I Paesi più onesti sono quelli più pacifici: Danimarca e Nuova Zelanda. In fondo alla classifica, Paesi devastati dalla guerra (Iraq, Afghanistan e Somalia) o governati da una giunta militare come la Birmania. Gli Stati Uniti sono usciti dalla top 20 dei meno corrotti, collocandosi al 22esimo posto.

[Informazioni tratte da Rainews24, AGI, Ansa]

- LA CLASSIFICA MONDIALE

 

 

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27 ottobre 2010

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