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L'Onu condanna la strage, Israele respinge con risolutezza

Altre due imbarcazioni della Freedom Flotilla potrebbero dirigersi verso Gaza nonostante il blocco

01 giugno 2010

Circa 480 attivisti pro palestinesi della Freedom Flotilla sono stati trasferiti durante la notte nel carcere della città meridionale israeliana di Beersheba. Lo ha riferito la radio israeliana. Dopo che gli attivisti saranno stati interrogati, le autorità decideranno se espellerli o procedere legalmente nei loro confronti. Altri 48 attivisti sono stati condotti all'aeroporto Ben Gurion per essere espulsi dal Paese.
Intanto circa 45 persone, in gran parte turchi, sono ricoverati in diversi ospedali israeliani per le ferite riportate nel raid di ieri mattina a bordo di una nave battente bandiera turca che faceva parte del convoglio diretto verso Gaza con un carico di aiuti umanitari (LEGGI). Nel violento blitz sono morte nove persone. I soldati israeliani hanno accusato gli attivisti di averli attaccati con sbarre di ferro.
Fra gli attivisti fermati dagli israeliani ci sono anche sei italiani (il tenore Giuseppe 'Joe' Fallisi, la giornalista Angela Lano, Marcello Faracci, Manolo Luppichini, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin) che si trovavano a bordo della Freedom Flotilla. Lo ha riferito la Farnesina, spiegando che oltre i quattro menzionati già da ieri, vanno aggiunti altri due con doppia nazionalità: uno italiana-tedesca e l'altro italiana-palestinese. Oggi saranno tutti visitati da un funzionario dell'ambasciata italiana a Tel Aviv.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo al Tg1 ha detto di augurarsi che gli attivisti italiani arrestati "siano liberati tutti nel più breve tempo possibile". Il titolare della Farnesina ha ricordato che già ieri un funzionario della nostra ambasciata ha chiesto di poter visitare i nostri connazionali. Sono persone per le quali "vi è un ordine di espulsione e Israele ha detto di voler trattenere chi lo rifiuta", ha aggiunto il ministro.
Dopo aver compiuto "questo errore inesplicabile", ha aggiunto Frattini, Israele "ha ora una grande opportunità" e potrebbe fare "un gesto di distensione" per "accelerare la pace". "Le conseguenze non saranno semplici da valutare e non saranno lievi", ha affermato il ministro, esprimendo l'augurio che la Lega Araba, nella riunione convocata sulla crisi "non decida il congelamento del processo di pace". Questa sarebbe "una catastrofe, si farebbe il gioco dei nemici della pace". Il ministro ha anche espresso l'auspicio che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu "contribuisca a rasserenare la situazione internazionale".

A New York, dopo una lunghissima riunione di 12 ore, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto una inchiesta "rapida, imparziale, credibile e trasparente" sul raid delle forze israeliane. Il Consiglio chiede anche a Israele di rilasciare le navi della Freedom Flotilla condotte nel porto di Ashdod e tutti i civili che si trovavano a bordo. Viene chiesta anche la restituzione dei corpi degli uccisi alle autorità dei paesi di appartenenza.
La maggior parte dei morti e dei feriti sono turchi, così come batte bandiera turca la nave a bordo della quale è stato compiuto il raid israeliano in acque internazionali. E le parole più dure in Consiglio sono state pronunciate dal ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu, secondo il quale "Israele ha compiuto un grave crimine con totale disprezzo per tutti i valori che abbiamo voluto mantenere sin dallo stabilimento del sistema dell'Onu". A suo parere le navi non rappresentavano una minaccia ad Israele e il raid è stato "un atto di barbarie internazionale". Si è trattato, ha detto ancora, di "un omicidio senza giustificazioni commesso da uno stato".

Intanto, il movimento pro palestinese Free Gaza deve ancora decidere se altre due navi della Freedom Flotilla proseguiranno il loro viaggio verso Gaza. Lo ha riferito una portavoce del movimento nella località cipriota di Larnaca, Audrey Bomse. Le due navi sono l'americana "Challenger", che sta subendo alcune riparazioni nel porto cipriota di Nicosia, e l'irlandese "Rachel Corrie", con dieci passeggeri a bordo, fra cui il cittadino irlandese Denis Hallyday, ex coordinatore Onu per i diritti umani in Iraq. "Non abbiamo ancora preso una decisione", ha dichiarato la Bomse, spiegando che la "Rachel Corrie" è salpata da Malta e dovrebbe giungere vicino a Creta in giornata. Secondo la portavoce fra gli attivisti c'è la volontà di procedere comunque, malgrado il raid israeliano nel quale sono morti nove attivisti. "Tutti noi vogliamo andare per dimostrare che le azioni criminali israeliane non ci hanno intimidito, ma ci hanno reso ancora più determinati", ha dichiarato.
Israele però ha avvertito che impedirà a tutte le navi con aiuti umanitari di entrare nelle acque della Striscia di Gaza. Il monito è stato lanciato dal vice ministro della Difesa dello Stato ebraico, Matan Vilnai. "Non permetteremo alle navi di raggiungere Gaza e di fornire approvvigionamenti a quella che è diventata una base terroristica che minaccia il cuore di Israele" ha tagliato corto Vilnai, parlando ai microfoni della radio pubblica.
Lo Stato ebraico è in allerta e teme attentati terroristici in risposta al blitz di ieri contro le navi pacifiste. L'allarme è contro possibili infiltrazioni di terroristi nella regione di Eshkol, al confine con la Striscia di Gaza. Nell'area sono stati registrati degli scontri a fuoco quando i militari israeliani hanno visto sei persone oltrepassare la frontiera di sicurezza. Nessun ferito tra l'esercito, ma i residenti delle quattro comunità della regione sono stati invitati a restare a casa, mentre per motivi di sicurezza alcune strade sono state chiuse al traffico. Intanto ieri notte un razzo Qassam ha colpito Ashkelon, danneggiando una serra. [Adnkronos/Ing]

- ASSALTO ISRAELIANO, C'È UN PRECEDENTE di A. Spataro

 

 

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01 giugno 2010
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