L'Ordine dei medici di Messina chiede di rivedere la terminologia per i malati gravi

Un modo per privilegiare l’aspetto del sollievo dei malati

24 luglio 2003
Parte da Messina un appello alle istituzioni nazionali competenti perché sia rivista la terminologia riferita all'assistenza ai malati oncologici e a quelli terminali in particolare. Lo ha rivolto il presidente dell'Ordine dei medici di Messina, Nunzio Romeo, portavoce di un ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio dell'Ordine e che ha già riscosso unanime apprezzamento.

Per i medici di Messina, parlare di "cure palliative" o di "male inguaribile" o di "malati terminali" deprime inesorabilmente gli ammalati e i loro familiari e finisce per spegnere la speranza che invece fino all'ultimo istante deve essere alimentata. "Sento il dovere - dice nell' appello il presidente Romeo - di rivolgere alle istituzioni un invito a mettere in atto nuove terminologie più rispettose del paziente, dei suoi familiari e meno devastanti sotto il profilo psicologico".

Romeo ha preannunciato che il documento dell'Ordine sarà portato a conoscenza dei massimi responsabili della Sanità e delle competenti commissioni parlamentari oltre che della Federazione dei medici e dell'Ordine nazionale dei giornalisti affinché anche nei media si ricorra a termini diversi quando si parla di malati oncologici molto gravi.

"La proposta dei medici messinesi di modifica della terminologia attualmente usata, vuole privilegiare l'aspetto del sollievo ai malati. In tal senso - aggiunge Romeo - con un importante evento in programma a ottobre pensiamo di mettere attorno allo stesso tavolo i soggetti più deputati a innovare in materia, nell'intento di contribuire a meglio tutelare l' integrità psichica degli ammalati più gravi".

Fonte: Gazzetta del Sud

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24 luglio 2003

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